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Istat: i dati sui decessi dei primi 4 mesi coprono solo parte dei Comuni

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1' di lettura

Gentile Direttore,
nelle pagine commenti e interventi della edizione online del Sole 24 ore, avete ospitato un contributo di Paolo Becchi e Giovanni Zimbordi intitolato “L'economia ferma e il dubbio sui decessi in Italia” che ci lasciato di stucco per il numero di imprecisioni e errori ivi contenuti che non è frequente trovare nella autorevole testata da lei diretta.

Mi riferisco in particolare al confronto tra i decessi di tutti i comuni italiani dei primi 4 mesi del 2019 (pubblicati nel sito demo.istat.it e non nella tavola citata dagli autori) con quelli pubblicati dall'Istat che però non si riferiscono ai decessi complessivi dei primi 4 mesi del 2020 ma a quelli avvenuti in sottoinsieme di comuni presenti nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR).

Come spiegato ampiamente nelle note che accompagnano quest' ultimi dati, l'Istat ha scelto di concentrare l'attenzione soltanto sui comuni che presentano almeno dieci decessi negli ultimi tre mesi (4 gennaio-4 aprile 2020 e che hanno fatto registrare un aumento dei morti almeno pari o superiore al 20 per cento nel periodo 1 marzo-4 aprile 2020 rispetto al dato medio dello stesso periodo degli anni 2015-2019), un sottoinsieme di 1689 comuni, presenti con dati affidabili, in ANPR.

Inoltre suggerisco agli autori dell'articolo di utilizzare sempre fonti ufficiali di dati per le loro analisi e non quelli tratti da fonti non accreditate (come il sito italiaora.org), le quali oltretutto oltre ad usare dati errati in merito ai decessi in Italia nel 2020 non corredano le informazioni pubblicate con metadati e riferimenti dettagliati sull'origine e le modalità di aggiornamento delle stesse.

Patrizia Cacioli
Responsabile Ufficio stampa

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