RESIDENZIALE

Istat: nel II trimestre balzo record dei prezzi delle case

Secondo le stime dell’Istituto, nel II trimestre 2020, l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate è aumentato del 3,1% sul trimestre precedente e del 3,4% sullo stesso periodo del 2019. Ma le condizioni sono state stipulate prima del lockdown e del crollo delle compravendite

di Laura Cavestri

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(fusolino - Fotolia)

Secondo le stime dell’Istituto, nel II trimestre 2020, l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate è aumentato del 3,1% sul trimestre precedente e del 3,4% sullo stesso periodo del 2019. Ma le condizioni sono state stipulate prima del lockdown e del crollo delle compravendite


2' di lettura

Nei mesi del lockdown da pandemia i prezzi delle abitazioni hanno fatto un balzo record. Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel II trimestre 2020, l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, è aumentato del 3,1% sul trimestre precedente e del 3,4% nei confronti dello stesso periodo del 2019 (era +1,7% nel I trimestre 2020).

Lo comunica la stessa Istat, sottolineando che «si tratta dell’aumento tendenziale dei prezzi delle abitazioni, il più ampio da quando è disponibile la serie storica,ed è attribuibile sia ai prezzi delle abitazioni nuove (+2,7%) sia a quelli delle esistenti (+3,7%), entrambi in accelerazione rispetto al trimestre precedente (erano rispettivamente +1,0% e +1,9%)».

Il quadro

La marcata crescita dei prezzi delle abitazioni, osserva l’Istat, consolida il trend che aveva iniziato a manifestarsi nella seconda parte del 2019 e «fa riferimento a contratti siglati tra aprile e giugno ma le cui condizioni si sono perfezionate, per lo più, prima del lockdown».

Contemporaneamente all’aumento dei prezzi, infatti, si è verificato – nella contingenza del lockdown – un drastico calo del numero di compravendite di immobili residenziali (-27,2% tendenziale nel secondo trimestre che segue un -15,5% del primo trimestre), che ha riguardato la prima parte del trimestre ed è imputabile alle misure adottate per il contenimento del Covid-19 che hanno drasticamente limitato la possibilità di stipulare i rogiti notarili soprattutto nel mese di aprile. «Un calo in parte riassorbito a giugno – ha aggiunto l’Istat – che per ora, non lascia prefigurare un calo generalizzato e persistente della domanda tale da influenzare l’andamento dei prezzi (di per sé molto vischiosi rispetto ai volumi) nel breve periodo».

«È una fotografia molto ottimista – ha detto Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari –. Certamente, nei periodi di difficoltà economica, i prezzi delle abitazioni rIsentono sempre qualche mese dopo, rispetto alle locazioni, dell’effetto crisi. La previsione degli operatori, per i prossimi mesi, è di una sostanziale stabilità, nello scenario migliore, se non di un calo».

La ripartizione territoriale

I prezzi delle abitazioni registrano tassi tendenziali positivi in tutte le ripartizioni geografiche. Il Nord-Ovest e il Nord-Est mostrano aumenti marcati (rispettivamente +5,5% e +4,1%); seguono Sud e Isole (+2,3%) mentre il Centro si attesta su un tasso di crescita più basso (+0,9%). Anche su base congiunturale si registra ovunque un'ampia crescita dei prezzi delle abitazioni. A Milano accelera ulteriormente la crescita su base annua dei prezzi delle abitazioni (+15,9%). I prezzi aumentano, ma in misura più contenuta, anche a Torino (+1,8%) e a Roma (+1,3 per cento).

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