ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe stime provvisorie

Istat: inflazione agosto sale a 8,4%, top dal 1985

L’elettricità e il gas mercato libero producono l’accelerazione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati

di Nicola Barone

(ANSA)

3' di lettura

Inflazione ancora in salita. Secondo le stime preliminari dell’Istat, ad agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,8% su base mensile e dell’8,4% su base annua (da +7,9% del mese precedente). «Sono l’energia elettrica e il gas mercato libero che producono l’accelerazione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (in parte mitigata dal rallentamento di quelli dei carburanti) e che, con gli alimentari lavorati e i beni durevoli, spingono l’inflazione a un livello che non si registrava da dicembre 1985 (quando fu +8,8%)», spiega l’Istat. Per l’Istat l’inflazione acquisita per il 2022, ovvero quella che si otterrebbe ipotizzando una variazione nulla nella restante parte dell’anno, è pari a +7,0% per l’indice generale e a +3,5% per la componente di fondo (al netto degli energetici e degli alimentari freschi).

Il peso della componente energia

Accelerano l’inflazione di fondo, ovvero al netto degli energetici e degli alimentari freschi (da +4,1% a +4,4% ad agosto, non era così da maggio 1996 quando fu +4,7%) e quella al netto dei soli beni energetici (da +4,7% a +4,9%, non era così da aprile 1996). Tornando all’indice generale, l’accelerazione dell’inflazione su base annua si deve prevalentemente da una parte ai prezzi dei beni energetici (la cui crescita passa da +42,9% di luglio a +44,9%) e in particolare degli energetici non regolamentati (da +39,8% a +41,6%; i prezzi dei beni energetici regolamentati continuano a registrare una crescita molto elevata ma stabile a +47,9%), e dall’altra a quelli dei beni alimentaria lavorati (da +9,5% a +10,5%) e dei beni durevoli (da +3,3% a +3,9%). Registrano, invece, un rallentamento i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +8,9% a +8,4%).

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Stabile la crescita dei servizi

Su base annua, indica ancora l’Istituto di statistica, accelerano i prezzi dei beni (da +11,1% a +11,8%) mentre è sostanzialmente stabile la crescita di quelli dei servizi (da +3,6% a +3,7%); si amplia, quindi, il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -7,5 di luglio a -8,1 punti percentuali). Su base mensile, l’aumento dell’indice generale è dovuto prevalentemente ai prezzi dei beni energetici non regolamentati (+3,0%), dei servizi relativi ai trasporti (+2,4%, anche a causa di fattori stagionali), degli alimentari lavorati (+1,2%), dei beni durevoli (+0,8%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%, anche a causa di fattori stagionali). Inoltre, sempre secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,8% su base mensile e del 9,0% su base annua (da +8,4% nel mese precedente).

Carrello della spesa sale del 9,7%

Corrono i prezzi del cosiddetto carrello della spesa. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona ad agosto crescono del 9,7% (dal precedente +9,1%), un aumento che non si osservava da giugno 1984. Lo indica l’Istat diffondendo la stima provvisoria dei prezzi al consumo ad agosto. Rallentano invece i prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +8,7% a +7,8%).

Ue-19 al 9,1%, è nuovo record

L’inflazione annuale dell’area euro dovrebbe attestarsi al 9,1% ad agosto, un nuovo record, in aumento rispetto all’8,9% di luglio. Lo riporta la stima flash di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea. Guardando alle principali componenti dell’inflazione, si prevede che l’energia avrà il tasso annuo più alto ad agosto (38,3%, rispetto al 39,6% di luglio), seguita da cibo, alcol e tabacco (10,6%, rispetto al 9,8% di luglio), beni industriali non energetici (5,0%, rispetto al 4,5% di luglio) e servizi (3,8%, rispetto al 3,7% di luglio).

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