vita media in aumento

Istat: in Italia sempre più residenti al Nord, si svuota il Sud

di Redazione Online

3' di lettura

Nel 2045 l’Istat stima che la popolazione residente in Italia sarà pari a 58,6 milioni e a 53,7 milioni nel 2065. La perdita rispetto al 2016 (60,7 milioni) sarebbe di 7 milioni tra 49 anni. Si profila uno spostamento del peso della popolazione dal Mezzogiorno al Centro-nord del Paese. La sopravvivenza è prevista in aumento. Entro il 2065 la vita media crescerebbe fino a 86,1 anni e fino a 90,2 anni, rispettivamente per uomini e donne (80,1 e 84,6 anni nel 2015). L'età media della popolazione passerà dagli attuali 44,7 a oltre 50 anni del 2065. Nella stima della popolazione residente attesa per l’Italia un contributo determinante è esercitato dalle migrazioni, il cui saldo è previsto positivo, essendo mediamente superiore alle 150mila unità annue (133mila l’ultimo rilevato nel 2015). Lo certifica l’Istat nel report “Il futuro demografico del Paese. Previsioni regionali della popolazione residente al 2065”, pubblicato oggi dall’Istat.

Istat: in Italia sempre più residenti a Nord, si svuota
Nei prossimi anni assisteremo dunque in modo evidente ad uno spostamento del peso della popolazione dal Mezzogiorno al Centro-nord del Paese. Secondo le previsioni, nel 2065 il Centro-nord accoglierebbe il 71% di residenti contro il 66% di oggi; il Mezzogiorno invece arriverebbe ad accoglierne il 29% contro il 34% attuale. Mentre nel Mezzogiorno il calo di popolazione si manifesterebbe lungo l’intero periodo, nello scenario mediano per il Centro-nord, superati i primi trenta anni di previsione con un bilancio demografico positivo, un progressivo declino della popolazione si compierebbe soltanto dal 2045 in avanti.

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Più nascite non compenseranno i decessi
La vita media in Italia aumenta ancora, almeno stando alle previsioni del report dell’Istat. Entro il 2065 la vita media crescerebbe fino a 86,1 anni e fino a 90,2 anni, rispettivamente per uomini e donne (80,1 e 84,6 anni nel 2015). Anche la fecondità è prevista in rialzo, da 1,34 a 1,59 figli per donna nel periodo 2016-2065 secondo lo scenario mediano. Tuttavia - specifica l'Istituto di statistica - la prospettiva di un pur parziale recupero della fecondità (da 1,34 figli per donna nel 2016 a 1,59 entro il 2065) non basterà a determinare un numero di nati che risulti, anno dopo anno, sufficiente a compensare l’aumentato numero di defunti.

Fino al 2065 oltre 14 milioni immigrati
Il saldo naturale della popolazione in Italia trae beneficio dalle migrazioni. L’Istat certifica che l’effetto addizionale del saldo migratorio sulla dinamica di nascite e decessi comporta 2,5 milioni di residenti aggiuntivi nel corso dell’intero periodo previsto, ovvero fino al 2065. In particolare, nello scenario mediano si assume una quota annua di immigrati dall’estero che si mantiene a lungo poco sotto il livello delle 300 mila unità - scrive l’Istituto di statistica - per poi gradualmente scendere fino al livello delle 270mila unità annue entro il 2065. Secondo questa ipotesi si prevede che nell'intervallo temporale fino al 2065 immigrino complessivamente in Italia 14,4 milioni d’individui. Dopo una prima fase di lieve diminuzione, da 157 a 132mila tra il 2016 e il 2035, gli emigrati per l'estero presentano a loro volta un'evoluzione stabile nel medio e lungo termine, intorno a un valore medio di 130mila unità annue dal 2035 in avanti. In totale sarebbero 6,7 milioni gli emigrati dall'Italia nell'intero arco di proiezione.

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