commercio

Istat, a marzo cresce solo l'e commerce. Calo eccezionale nel dettaglio non alimentare

Bene i supermercati (+14,0%), per i negozi a prevalenza non alimentare un calo record (-40,5%)

di Redazione Economia

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(Westend61-RF / AGF)

Bene i supermercati (+14,0%), per i negozi a prevalenza non alimentare un calo record (-40,5%)


2' di lettura

Il commercio elettronico, secondo l'Istat, anche a marzo è stata l'unica forma distributiva che ha guadagnato spazio. Le misure prese per l'emergenza Covid hanno favorito le vendite nella grande distribuzione che sono cresciute per «gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare (+5,2%), soprattutto per i supermercati (+14,0%), mentre per quelli a prevalenza non alimentare si registra un calo eccezionale (-40,5%). Per gli esercizi specializzati le vendite subiscono una diminuzione ancora più forte (-55,7%)».

Diverso, segnalano i dati Istat, il trend dei piccoli negozi dove anche il comparto alimentare è in lieve diminuzione (-1,0%), mentre per quello non alimentare il calo è del 36,6%.

Rispetto a marzo 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 9,3% per la grande distribuzione e del 28,2% per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi calano del 37,9% mentre è in crescita sostenuta il commercio elettronico (+20,7%).

Le reazioni non fanno che confermare la gravità dei numeri. Il risultato delle vendite al dettaglio di marzo (-20,5% su febbraio) secondo Confcommercio «era largamente atteso, e ha raggiunto un livello che non si osservava dal 2000».

«Le vendite calcolate dall'Istat non comprendono i consumi di servizi (per esempio presso bar e ristoranti) e gli acquisti di auto, segmenti che viaggiano prossimi al meno 100% mensile, si comprende appieno la gravità dell'impatto del lockdown in termini di spesa delle famiglie e, quindi, di fatturato aziendale e reddito dei lavoratori indipendenti - è il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio -. Purtroppo il dato di marzo sarà peggiorato dalle performance di aprile, né l'estate potrà compensare minimamente le perdite subite nei mesi precedenti».

Una situazione destinata ad aggravarsi anche per Confesercenti soprattutto per i piccoli negozi alle prese con la crisi peggiore della storia repubblicana «se si considera che il fermo delle attività commerciali ha investito solo due terzi del mese di marzo, per cui è facile prevedere che i dati di aprile saranno ancora più drammatici. In questo scenario, è indispensabile introdurre subito sostegni mirati al commercio di vicinato».

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