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Istat: a marzo frenata dei consumi, in flessione la spesa alimentare

Nel primo trimestre in calo sia i valori che i volumi e arretrano anche le vendite online. Preoccupazione per le possibili evoluzioni nei prossimi mesi

di Enrico Netti

3' di lettura

Battuta d’arresto nei consumi delle famiglie. A marzo 2022 Istat stima un calo congiunturale per le vendite al dettaglio dello 0,5% in valore e dello 0,6% in volume. Sono in diminuzione le vendite dei beni non alimentari (-0,8% in valore e -0,7% in volume) mentre quelle dei beni alimentari sono stazionarie in valore e diminuiscono in volume (-0,6%). Su base tendenziale le vendite al dettaglio aumentano del 5,6% in valore e del 2,5% in volume. Sono in crescita le vendite dei beni non alimentari (+11,6% in valore e +10,4% in volume) mentre quelle dei beni alimentari registrano una diminuzione in valore (-0,5%) e, in modo più marcato, in volume (-6%). «Nei primi tre mesi di quest’anno si assiste a un calo congiunturale sia del valore sia dei volumi delle vendite dei beni non alimentari, dopo quattro trimestri consecutivi di crescita. Per i beni alimentari si registra un aumento, dovuto esclusivamente alla dinamica dei prezzi; anche per questo aggregato i volumi sono in flessione» commenta l’Istat. Che evidenzia come, in termini tendenziali, il marcato aumento per i prodotti non alimentari è influenzato dal confronto con i bassi livelli di marzo 2021, quando molti esercizi specializzati hanno sperimentato limitazioni nelle aperture in connessione con l'emergenza sanitaria. Il settore alimentare segna, invece, un calo lieve in valore e più consistente in volume. Tra le forme distributive, a marzo si registra una flessione per le vendite online.

Un campanello d’allarme sulla tenuta dei consumi delle famiglie. «ll caro prezzi taglia la spesa alimentare degli italiani che nel primo mese di guerra risultano in calo di ben il 6% in quantità e dello 0,5% in valore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente - è quanto emerge dall’analisi Coldiretti che aggiunte -. In controtendenza volano solo gli acquisti di cibo low cost con i discount alimentari che fanno segnare un balzo del +7,6% nelle vendite in valore. Il risultato dei discount evidenzia la difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che, spinte dai rincari, orientano le proprie spese su canali a basso prezzo e su beni essenziali». Per Federdistribuzione «Il 2022 prosegue nel segno dell'incertezza: il calo delle vendite nel comparto dei beni non alimentari è dovuto ad un peggioramento del clima di fiducia delle famiglie italiane, influenzato dalla crescita dell'inflazione e dalle preoccupazioni per le prospettive future generate dall'evoluzione del conflitto in Ucraina - spiega Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione -. Anche l’andamento delle vendite a volume nel settore alimentare, considerando il dato inflattivo del carrello della spesa registrato nella distribuzione moderna, sta già rilevando un decremento superiore al 3%. Registriamo ulteriori segnali di peggioramento che indicano che una crisi dei consumi è già in corso, e se si dovesse confermare anche nei prossimi mesi potrebbe avere un impatto sulla crescita del Paese». Effetto Ucraina è la premessa di Confesercenti. «Le tensioni e le incertezze generate dal conflitto in Ucraina frenano la ripresa del commercio. Una frenata purtroppo attesa: se nei primi due mesi dell'anno si era registrata una boccata di ossigeno per le imprese, anche per quelle di piccole dimensioni, a marzo si evidenzia invece un rallentamento del recupero delle vendite, dovuto all'impennata dei prezzi dei beni energetici che incide sulla spesa delle famiglie e che, inevitabilmente, peserà sui consumi interni e sulla crescita per il resto dell'anno» mentre Ufficio Studi Confcommercio ricorda come «le famiglie cominciano ad avere atteggiamenti decisamente più prudenti nei confronti del consumo, in particolare per quei segmenti ritenuti meno necessari. Situazione che si legge anche nel rallentamento registrato nei periodi più recenti dal commercio elettronico». Teme un rallentamento generalizzato dell’economia Mario Resca, presidente Confimprese che avverte «Preoccupa il calo delle vendite alimentari, segno che i consumatori con reddito fisso adottano atteggiamenti prudenti anche nell'acquisto dei beni di prima necessità. L'economia rallenta, l'inflazione incide sul portafoglio degli italiani e la destabilizzazione del conflitto in atto è allarmante. Ne vedremo le conseguenze nei prossimi mesi. È necessario adottare misure per immettere liquidità nelle tasche degli italiani per sostenere consumi e produzione».

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