VERSO IL DL RILANCIO

In Italia 33 milioni di pendolari pre-Covid e ora il governo studia il rimborso degli abbonamenti

L’ipotesi è contenuta in un documento di lavoro di oltre 770 pagine che raccoglie le proposte giunte da alcuni ministeri in vista del prossimo decreto Maggio, ribattezzato “Dl Rilancio”. L’Istat: nel 2019 tre milioni di persone hanno usato tram, autobus e filobus tutti i giorni. Ma in base ai dati riferiti dal governo solo il 10% dei 3 milioni di persone entrate in movimento con l’avvio della Fase due sta usando i mezzi pubblici

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L’ipotesi è contenuta in un documento di lavoro di oltre 770 pagine che raccoglie le proposte giunte da alcuni ministeri in vista del prossimo decreto Maggio, ribattezzato “Dl Rilancio”. L’Istat: nel 2019 tre milioni di persone hanno usato tram, autobus e filobus tutti i giorni. Ma in base ai dati riferiti dal governo solo il 10% dei 3 milioni di persone entrate in movimento con l’avvio della Fase due sta usando i mezzi pubblici


3' di lettura

Il Governo valuta l’ipotesi di rimborsare l’abbonamento per i trasporti pubblici non usufruito per i pendolari che non hanno potuto usare i mezzi per l’emergenza Covid: dal bus alla metro, dal treno al vaporetto. La soluzione è tra le misure previste in quello che, secondo fonti del ministero dell’Economia, è una sorta di “brogliaccio”: un documento di lavoro di oltre 770 pagine che raccoglie le proposte giunte da alcuni ministeri in vista del prossimo decreto Maggio, ribattezzato “Dl Rilancio”. Il testo, hanno spiegato le stesse fonti, non va considerato come una bozza del provvedimento.

Nessun rilievo della Ragioneria
Nel documento si prevede che il rimborso valga per i servizi di trasporto pubblico con qualsiasi modalità di trasporto (ferro, gomma o via acqua) e riguardi il rimborso del corrispettivo versato per la parte di abbonamento non usufruita purché acquistato fino al 10 marzo 2020 e in corso di validità nei mesi di stop per l’emergenza. Sulla misura non appaiono rilievi della Ragioneria.

Prima del Covid-19 in Italia 33 milioni di pendolari
Secondo un report dell’Istat sugli spostamenti sul territorio prima dell’emergenza Covid-19, i pendolari in Italia sono 33 milioni. Nel 2019 si sono spostati ogni giorno 22 milioni di persone per andare a lavoro e 11 milioni per andare a scuola. La metà risiede nelle regioni del Nord e 10 milioni nel Mezzogiorno. Si sono spostati fuori dal proprio comune 12 milioni di occupati e 3,5 milioni di studenti.

Tre milioni sui mezzi pubblici tutti i giorni
Con l’avvio della Fase due sono entrati in movimento circa 3 milioni di persone ma solo il 10% di questi (300mila persone), in base alle prime stime, sta usando i mezzi pubblici. L’Istat rileva come nel 2019, invece, hanno usato tram, autobus e filobus ben 3 milioni di persone tutti i giorni e 3 milioni più volte alla settimana.

Mezzi pubblici più usati al Nord
Guardando all'uso dei mezzi pubblici, nelle regioni del Nord lo hanno utilizzato 1,5 milioni di persone di 14 anni e più tutti i giorni e 1,4 milioni più volte a settimana; al Centro 740 mila e 700 mila; al Mezzogiorno 670 mila e 770 mila. Hanno viaggiato in treno 500 mila persone tutti i giorni al Nord e 470 mila lo hanno preso più volte a settimana; al Centro 220 mila tutti i giorni e 230 mila più volte alla settimana; al Sud e nelle Isole 170 mila tutti i giorni e 250 mila più volte alla settimana.

2 milioni al lavoro con i mezzi pubblici
I mezzi privati sono stati i più usati dagli occupati nel 2019: 16,5 milioni sono andati a lavoro in auto o moto; 3 milioni circa gli occupati che si sono spostati a piedi o in bici. Ma hanno usato abitualmente i mezzi pubblici per
recarsi a lavoro oltre 2 milioni di persone, un occupato su 10: più della metà risiede nelle regioni del Nord (1,2 milioni), 500 mila solo in Lombardia. In Liguria e nel Lazio si è registrata invece l'incidenza più alta di occupati che hanno usato i mezzi pubblici sul totale degli occupati (rispettivamente, 21,4% e 20,6%). Tram e bus i mezzi pubblici più utilizzati, in particolare dagli occupati del Centro, seguiti dal treno soprattutto per chi abita nelle periferie delle aree metropolitane, e dalla metropolitana che nei comuni metropolitani viene utilizzata da una persona su 10 per andare a lavoro (pari a circa 400 mila persone)

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