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Istat, occupati in leggera crescita a gennaio: +21mila. Tasso di disoccupazione al 10,5%, sale per i giovani

Decreto dignità: sbagliato limitare il lavoro a termine quando l’economia non cresce


3' di lettura

Una crescita timida degli occupati, ma solo tra gli uomini. Resta stabile il tasso di disoccupazione, anche se riprende a salire quello giovanile, riportando l’Italia al penultimo posto in Europa per livello di senza lavoro tra i giovani. Stabile il tasso di inattività. È questa, in estrema sintesi, la fotografia del mercato del lavoro scattata dall’Istat: a gennaio 2019 la stima degli occupati è in lieve crescita rispetto a dicembre (+0,1%, pari a +21 mila unità); il tasso di occupazione, rimane stabile al 58,7 per cento.
In base al bollettino mensile il trend degli occupati è determinato da un aumento dei dipendenti a tempo indeterminato (+56 mila), mentre si osserva un calo di quelli a termine (-16 mila) e dei lavoratori indipendenti (-19 mila). La crescita coinvolge esclusivamente gli uomini (+27 mila) mentre risultano in lieve calo le donne (-6 mila).

A gennaio la stima delle persone in cerca di occupazione aumenta dello 0,6% (+15 mila). La crescita riguarda quasi esclusivamente gli uomini e le persone oltre i 35 anni. Il tasso di disoccupazione è stabile rispetto al mese precedente, e si attesta al 10,5%, anche se tra i giovani il tasso sale invece di 0,3 punti percentuali rispetto a dicembre, al 33%. Si tratta di livelli lontani rispetto ai picchi della crisi, superiori al 43 per cento, ma comunque superiori ai livelli precrisi di quasi 14 punti percentuali.

La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a gennaio è in calo (-0,2%, pari a -22 mila unità). La diminuzione coinvolge solo gli uomini (-33 mila) e si concentra tra i 25-49enni (-48 mila). Il tasso di inattività resta stabile al 34,3% per il terzo mese consecutivo.

TASSI DI OCCUPAZIONE, DISOCCUPAZIONE, INATTIVITÀ E INCIDENZA DEI DISOCCUPATI SULLA POPOLAZIONE PER CLASSI DI ETÀ

Gennaio 2019, dati destagionalizzati (Fonte: Istat)


TASSI DI OCCUPAZIONE, DISOCCUPAZIONE, INATTIVITÀ E INCIDENZA DEI DISOCCUPATI SULLA POPOLAZIONE PER CLASSI DI ETÀ

Il bilancio trimestrale: occupazione in leggero calo
Nel periodo da novembre 2018 a gennaio 2019 l’occupazione registra un lieve calo rispetto ai tre mesi precedenti (-0,1%, pari a -19 mila unità). La flessione riguarda gli uomini e le persone tra i 15 e i 49 anni. Nel periodo diminuiscono i dipendenti a termine e gli indipendenti, mentre si registra un segnale positivo per i dipendenti permanenti.
Nel trimestre al lieve calo degli occupati si associa un aumento delle persone in cerca di occupazione (+1,3%, pari a +35 mila) mentre diminuiscono gli inattivi (-0,4%, -53 mila).

Su base annua l’occupazione cresce dello 0,7%, pari a +160 mila unità. L’espansione interessa entrambe le componenti di genere concentrandosi esclusivamente tra gli ultracinquantenni (+250 mila). Al netto della componente demografica la variazione è positiva per tutte le classi di età tranne i 15-34enni. Crescono soprattutto i dipendenti a termine (+126 mila) ma si registrano segnali positivi anche per i dipendenti permanenti (+29 mila) e gli indipendenti (+6 mila).
Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna al calo dei disoccupati (-5,0%, pari a -144 mila unità) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,0%, -129 mila).

Il confronto europeo: Italia tra i peggiori per tasso di disoccupazione
L’Italia, comunque, continua a essere tra le maglie nere in Europa sul fronte della disoccupazione: è terzultima per tasso di disoccupazione generale, seguita solo Spagna (14,1%) e Grecia (18,5%); penultima se si restringe il focus sui giovani (solo la Grecia con il 39,1% fa peggio di noi, mentre la Spagna che era alle nostre spalle è ora terzultima con un tasso di disoccupazione giovanile del 32,6%).

In media il tasso di disoccupazione destagionalizzato dell’area dell'euro si è attestato al 7,8% a gennaio 2019, stabile rispetto a dicembre 2018 e in calo dall’8,6% di gennaio 2018. Lo rende noto Eurostat precisando che si tratta del livello più basso registrato nell'area dell’euro dall’ottobre 2008. Il tasso di disoccupazione Ue nello stesso mese è pari al 6,5%, in calo rispetto al 6,6% di dicembre 2018 e dal 7,2% nel gennaio 2018.
Sullo scacchiere europeo, i tassi di disoccupazione più bassi si registrano in Repubblica Ceca (2,1%) e Germania (3,2%). In Germania, in particolare, il numero dei disoccupati è calato di 21.000 unità in un mese attestandosi su 2,236 milioni. La flessione ben quattro volte maggiore rispetto alle attese degli economisti che avevano messo in conto un ribasso di 5.00o unità.

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