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Lavoro, a ottobre il tasso di occupazione balza al 60,5%: è record dal 1977

Mercato del lavoro in crescita grazie ai contratti a tempo indeterminato (+0,8%). In calo i rapporti a termine (-0,6%) e gli autonomi (-0,3%)

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

In un mese balzo al 60,5% per il tasso di occupazione. È un valore record dal 1977, primo anno della serie storica, mentre i tassi di disoccupazione e inattività scendono rispettivamente al 7,8% e 34,3%. È quanto emerge dai dati provvisori diffusi dall’Istat che per l’occupazione rileva un aumento di +0,4%, pari a +82mila unità per uomini e donne, per i dipendenti permanenti (+0,8%); diminuisce per i dipendenti a termine (-0,6%)e gli autonomi (-0,3%).

L’occupazione

La crescita dell’occupazione di ottobre (+82mila occupati su settembre, +496mila sull'anno) coinvolge entrambi i sessi e tutte le classi d'età, ad eccezione dei 35-49enni per effetto della dinamica demografica negativa; il tasso di occupazione, che nel complesso è in aumento di 1,5 punti percentuali, sale anche in questa classe di età (+1,1 punti) perché la diminuzione del numero di occupati 35-49enni è meno marcata di quella della corrispondente popolazione complessiva. Il balzo è stato trainato dall'aumento dei dipendenti a tempo indeterminato che sono risultati 117mila in più su settembre e 502mila in più su ottobre 2021. Più nel dettaglio i dipendenti permanenti nel mese erano 15.264.000. Nel complesso i dipendenti sono aumentati di 99mila unità su settembre e di 467mila su ottobre 2021 raggiungendo nel mese le 18.244.000 unità. I dipendenti a termine a ottobre erano 2.980.000 con un calo di 18mila unità su settembre e di 35mila su ottobre 2021. Gli occupati indipendenti a ottobre erano 4.987.000 con un calo di 17mila unità su settembre e un aumento di 29mila unità su ottobre 2021. Nel complesso gli occupati a ottobre erano 23.231.000, superando per la prima volta il record pre-pandemia del giugno 2019.

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Inattivi e disoccupati

Il numero di persone in cerca di lavoro cala (-0,4%, pari a -8mila unità rispetto a settembre) tra i maschi e in tutte le classi d'età a eccezione dei 25-34enni. La diminuzione del numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,5%, pari a -62mila unità) coinvolge donne, 25-34enni e chi ha più di 50 anni. Il tasso di inattività, sottolinea l'Istat, cala al 34,3% (-0,2 punti). Confrontando il trimestre agosto-ottobre 2022 con quello precedente (maggio-luglio), si registra una sostanziale stabilità del numero di occupati. La stabilità dell'occupazione registrata nel confronto trimestrale si associa alla diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-1,7%, pari a -34mila unità) e alla crescita degli inattivi (+0,1%, pari a +13mila unità). Rispetto a ottobre 2021, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-14,0%, pari a -321mila unità) e il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,6%, pari a -336mila).

Pisani (Consiglio nazionale giovani): si riparta da qui

«Secondo i nostri studi, le misure a sostegno della decontribuzione fiscale per le assunzioni degli under36, previste nella precedente legge di bilancio e confermate in questa, stanno avendo i loro effetti», ha dichiarato Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio nazionale dei giovani, commentando i dati Istat mensili su occupati e disoccupati, secondo cui ad ottobre il tasso di inattività è diminuito al 34,3% . «Dalle osservazioni dei primi sei mesi del 2022, abbiamo rilevato infatti un raddoppio del numero delle assunzioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Oggi l’Istat conferma questa tendenza, annunciando un calo del tasso di disoccupazione giovanile (-0,2 punti). Ancora poco ma un punto da cui ripartire».

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