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Istat, le pagelle degli italiani: scienziati promossi (7,3) e politici bocciati (3,3)

Ma la fiducia nei partiti è maggiore ed è cresciuta di più tra i giovani

di Riccardo Ferrazza

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3' di lettura

La pandemia da coronavirus ha messo sotto gli occhi del mondo l’importanza della ricerca scientifica come strumento per trovare risposte a problemi ed emergenze. Si può leggere anche così la fiducia elevata che i cittadini italiani nutrono nei confronti degli scienziati: il voto medio è di 7,3 (scala da 0 a 10), secondo il rapporto Bes dell’Istat che ha inserito per la prima volta il monitoraggio su questa categoria. Ancora una volta, invece, non passa l’esame la politica con un voto medio di 3,3 ma a essere accomunati da un giudizio negativo sono tutte le istituzioni democratiche, dal Parlamento (4,6) alla magistratura (4,8).

La fiducia nella scienza (più alta tra i giovani)

Gli uomini di scienza si collocano ai primi posti nella considerazione degli italiani, con un voto vicino a quello, tradizionalmente elevato, ottenuto da forze dell’ordine e vigili del fuoco (7,5) e analogo al punteggio assegnato ai medici e al personale sanitario. Oltre la metà degli intervistati (52,9%) assegna un punteggio pari o superiore a 8.

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Da notare che i punteggi elevati sono più diffusi tra i giovani e tra le persone più istruite. Ampio la differenza tra chi ha un titolo di studio basso e i più istruiti: tra i primi il voto medio è 7,2 su 10 (e la quota di voti uguali o maggiori di 8 non raggiunge la metà dei rispondenti); tra quanti hanno un titolo di studio di livello universitario, invece, il voto medio sale a 7,7 (i voti pari o superiori a 8 sono due su tre). I giudizi variano su base territoriale: otto regioni, sia del Centro-nord sia del Mezzogiorno, sono su livelli inferiori alla media-Italia. Il minimo assoluto è nella provincia autonoma di Bolzano, dove il voto medio è pari a 6,7 e appena il 41,0% dei cittadini di 14 anni e più ha assegnato un punteggio uguale o maggiore di 8. Secondo le elaborazioni di Lab24, l’Alto Adige è il territorio dove più alta è la percentuale di chi ancora non ha ricevuto alcuna dose di vaccino anti-Covid.

Partiti e istituzioni bocciati (meno tra i giovani)

Anche se in lieve miglioramento negli ultimi tre anni, il grado di fiducia nei confronti delle istituzioni resta gravamente insufficiente. Il voto medio più basso è in assoluto quello riservato ai partiti politici che ottengono appena 3,3: un giudizio negativo arriva da quattro cittadini su cinque. Risultato relativamente migliore per il Parlamento italiano (con una media di 4,6 e circa due cittadini su cinque che esprimono un giudizio almeno sufficiente) e per il sistema giudiziario, con un voto medio di 4,8 e il 44,3% di voti tra 6 e 10.

Si tratta comunque di valori in crescita: aumentano di oltre 2 punti percentuali le quote di cittadini che assegnano un voto almeno sufficiente ai partiti politici (era il 18,0% nel
2019, è il 20,3% nel 2021) e al Parlamento italiano (da 37,1% a 39,4%), cresce di 2,5 punti
percentuali la quota di voti uguali o superiori al 6 assegnati al sistema giudiziari.

Anche in questo caso, come per gli scienziati, nelle pagelle si evidenziano differenze territoriali: nel Mezzogiorno è più alta la percentuale di cittadini che assegnano un voto almeno sufficiente a partiti politici, Parlamento italiano e sistema giudiziario. Nel confronto tra fasce d’età, la fiducia nei partiti è maggiore ed è cresciuta di più tra i giovani (oltre che tra le persone con titolo di studio basso). Nel 2021 il 23,2% delle persone nella fascia di età 14-34 anni ha espresso un giudizio positivo (contro il 19,3% tra i gli over 54).

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