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Istat: produzione industriale debole a novembre

Avanti adagio (+0,1%) rispetto al mese precedente ma su base annua si registra il nono calo mensile consecutivo (-0,6%). Male tessile, metallurgia e macchinari. Convincono solo elettronica e legno. Migliori i risultati di Francia e Germania.

di Luca Orlando


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(Sergio Oliverio Imagoeconomica)

2' di lettura

Dopo due segni meno mensili la produzione industriale italiana inverte la rotta segnalando a novembre un progresso dello 0,1% per l'indice destagionalizzato rispetto ad ottobre. Nella media del trimestre settembre-novembre la produzione mostra una flessione congiunturale dello 0,7%. Resta confermata la debolezza di fondo della manifattura, che per il nono mese consecutivo su base annua cede terreno: rispetto a novembre 2018 il calo registrato dall’Istat è dello 0,6%.

Dato corretto per gli effetti di calendario, tenendo conto che i giorni lavorativi sono stati 20, rispetto ai 21 di novembre 2018.

Su base tendenziale e al netto degli effetti di calendario, a novembre 2019 si registra una moderata crescita esclusivamente per il comparto dei beni di consumo (+0,8%); al contrario, una marcata flessione contraddistingue l'energia (-3,9%), mentre diminuiscono in misura più contenuta i beni intermedi (-1,0%) e i beni strumentali (-0,4%).

I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+8,1%), l’industria del legno, carta e stampa (+7,0%) e la fabbricazione di prodotti chimici (+2,9%). Le flessioni più ampie si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,4%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,3%) e nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-4,9%).

Da segnalare il piccolo progresso della produzione di auto: solo +1,8% su base annua ma si tratta della prima crescita dal lontano giugno 2018.

Si conferma in generale per l’output manifatturiero il trend debole che ha caretterizzato l’intero 2019, con i primi 11 mesi dell’anno a presentare un calo dell’1,1%; il 2018 si era invece chiuso con un progresso dello 0,6%. L’ultimo “rosso” annuo per la produzione industriale risale al 2014.

In Europa
Novembre è stato in media lievemente migliore nelle maggiori economie continentali, anche se parlare di schiarita o ripresa sarebbe eccessivo . In Francia la produzione industriale è stata sostenuta dal rimbalzo dell'agroalimentare ma penalizzata dal rallentamento del settore auto. Il risultato è un +0,3% congiunturale a novembre, dopo il +0,5% del mese precedente. Oltre le attese il dato in Germani a, con l’output in progresso mensile dell’1,1%, grazie a costruzioni e manifattura in generale. Mini-rimbalzo rispetto al mese precedente che non offre spazi eclatanti all’ottimismo, dato che ad ogni modo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente il calo è del 2,6%. Esito di una frenata del commercio mondiale che si ripercuote sulle vendite oltreconfine, con l’export tedesco di novembre a cedere il 2,9% su base annua, mantenendo così nei primi 11 mesi dell’anno un progresso limitato allo 0,7%.

Riproduzione riservata ©
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    Luca Orlandoinviato-caporedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese

    Argomenti: Imprese, meccanica, innovazione, export, macchinari, Industria 4.0, robot

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