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Istat: se il prodotto è sostenibile, l’efficienza cresce dal 5 al 15%

È quanto certifica l’Istat nel rapporto 2019. La capacità produttiva aumenta con il crescere della sostenibilità ambientale e sociale delle aziende. Il NordEst è l’area geografica con le imprese più virtuose. Se poi i parametri Esg (ambiente, sociale, governance) venissero comunicati secondo gli standard internazionali, le società italiane potrebbero intercettare una fetta dei 31mila miliardi di dollari di investimenti socialmente responsabili

di Vitaliano D'Angerio

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(Imagoeconomica)

È quanto certifica l’Istat nel rapporto 2019. La capacità produttiva aumenta con il crescere della sostenibilità ambientale e sociale delle aziende. Il NordEst è l’area geografica con le imprese più virtuose. Se poi i parametri Esg (ambiente, sociale, governance) venissero comunicati secondo gli standard internazionali, le società italiane potrebbero intercettare una fetta dei 31mila miliardi di dollari di investimenti socialmente responsabili


3' di lettura

La sostenibilità migliora la produttività. Lo ha certificato Istat nel suo rapporto annuale 2019. Se poi le aziende italiane, quotate e non quotate, imparassero a comunicare bene ciò che realizzano nel sociale e per l’ambiente, allora potrebbero intercettare una fetta dei 31 trilioni di dollari in investimenti sostenibili che circolano nel pianeta (fonte Gsia), 14 dei quali in Europa. Dove per comunicazione si intende la “traduzione” in standard di rendicontazione internazionale delle proprie attività Esg (ambiente, sociale e governance). Ecco in sintesi la declinazione operativa della sostenibilità a cui vi è da aggiungere il tema innovazione: gli investimenti innovativi incentivano e amplificano infatti la sostenibilità.

Istat e produttività
«A parità di condizioni, si osserva l’esistenza di un “premio di sostenibilità”, in termini di produttività del lavoro, che cresce all’aumentare del grado di attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale dell’impresa», si legge nel capitolo 5 rapporto 2019 Istat. «È un dato molto interessante quello della produttività che aumenta con

l’aumentare della sostenibilità. E a mio avviso tale informazione non è stata ben valorizzata. Chissà che la sostenibilità non possa diventare la ricetta per recuperare la bassa produttività italiana»: a sottolineare il “premio sostenibilità” è Enrico Giovannini, presidente dell’Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile; ex ministro ma soprattutto ex presidente Istat. Peccato però, si legge nel documento dell’istituto nazionale di statistica, che «questa relazione sembra valere però solo per le imprese con alte dotazioni di capitale umane e fisico, superiori ai valori mediani delle imprese osservate (50 addetti e oltre)». L’incremento di produttività è legato alle imprese sostenibili ed è intorno al 5% per quelle con più di 75 dipendenti, al 9-10% per quelle con più di 95 dipendenti e sale al 15% per quelle con oltre 99 dipendenti.

Sostenibilità a braccetto con le grandi dimensioni dell’azienda? «Tale risultato in parte è spiegabile con i vincoli normativi cui sono sottoposte le imprese più grandi», spiegano nel rapporto gli esperti Istat. Una delle norme più recenti sul tema è il decreto legislativo 254/2016 che ha recepito la direttiva europea 2014/95: provvedimenti che hanno introdotto in Italia (e in Europa) la dichiarazione non finanziaria, nota con la sigla Dnf. In Italia è stata resa obbligatoria per le società quotate, banche e assicurazioni con più di 500 dipendenti. «È stata persa una grande opportunità tre anni fa – spiega ancora Giovannini –. L’allora Governo Renzi poteva abbassare la soglia a 250 dipendenti come in Spagna. In tal modo anche aziende più piccole avrebbero pubblicato la Dnf, fornendo informazioni importanti ai grandi investitori istituzionali».

Pmi, virtù e difetti del Nord Est
Le aziende italiane però stanno recuperando in fretta, in particolare nel Nord Est dove, certifica l’Istat, «i dati mostrano come i comportamenti virtuosi siano più diffusi». Un trend confermato anche dall’indagine della Fondazione Nord Est e della Cuoa Business School. «Il Veneto è la seconda regione per investimenti in tecnologie green – sottolinea Gabriella Chiellino, fondatrice del gruppo eAmbiente e delegata per l’ambiente di Confindustria Veneto –. Dalla ricerca di Fondazione Nord Est emerge, per esempio, che il 62% delle imprese ha realizzato iniziative rivolte al miglioramento del benessere dei propri dipendenti». Il problema del Nord Est, ma non solo di quest’area, è la comunicazione. «La sostenibilità va comunicata – aggiunge Chiellino – utilizzando standard internazionali che consentono la confrontabilità come i Gri (Global reporting initiative, ndr) i più utilizzati al mondo». Fra le iniziative Asvis, Giovannini ha annunciato «il protocollo d’intesa con il Gri che presenterà a breve a Milano, in Borsa Italiana, la traduzione in italiano dei suoi standard di rendicontazione delle performance non finanziarie».

Altre iniziative per le Pmi

Per aiutare le Pmi in ambito sostenibilità, Confindustria ha elaborato linee guida per una Dnf semplificata che saranno presentate a fine settembre. Il Sole 24 Ore e il suo Ufficio studi e analisi hanno avviato, infine, per il terzo anno consecutivo l’Osservatorio sulle Pmi sostenibili quotate: il questionario su ambiente, sociale e governance verrà inviato a 200 imprese per tracciare un quadro più preciso della sostenibilità di Piazza Affari.

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