OCCUPAZIONE Ai livelli del 2008

Istat, tasso di disoccupazione scende al 10,3% ma aumentano i contratti a termine


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(Marka)

2' di lettura

A dicembre 2018 il tasso di occupazione è salito al 58,8%, in lieve crescita rispetto a novembre (+0,1 punti percentuali). L’incremento degli occupati è spinto dall’aumento di dipendenti a termine (+47 mila) e autonomi (+11 mila), a fronte di un calo dei permanenti (-35 mila). A livello anagrafico, gli occupati salgono tra i 15-24enni (+36 mila) e gli ultracinquantenni (+300 mila), mentre si registra una flessione tra i 25-49enni (-135 mila).

Il tasso di disoccupazione si attesta al 10,3% (-0,2 punti percentuali), quello giovanile sale leggermente al 31,9% (+0,1 punti). Il tasso di inattività resta stabile al 34,3%, sia pure con una lieve flessione della stima degli inattivi fra 15 e i 64 anni (-0,1%, pari a -16 mila unità).

Più 200mila occupati a dicembre, ma calano i permanenti
Rispetto al dicembre 2017, l'occupazione è cresciuta dello 0,9%, con un aumento di 202 mila unità. Si tratta del livello più alto dal pre-crisi, quando nell’aprile 2008 si toccò il 58,9%. L'espansione è però trainata da lavoratori a termine (+257 mila) e indipendenti (+34 mila), mentre continua il calo dei dipendenti stabili (-88 mila). Nell'arco di un anno aumentano gli occupati tra i 15-24enni (+36 mila) e gli ultracinquantenni (+300 mila), mentre si registra una discesa nella fascia dei 25-49enni (-135 mila). Sempre sui dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna al calo dei disoccupati (-4,8%, pari a -137 mila unità) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,5%, -197 mila).

Ancora lontani i picchi precrisi. Più inattivi fra i 25-34enni
I dati sulla disoccupazione sono distanti rispetto all'apice della crisi (quando il tasso di disoccupazione generale aveva raggiunto il 13,1% a novembre 2014 e quello di disoccupazione giovanile si era spinto al 43,3%), ma anche rispetto ai periodi di maggior salute per l’economia nazionale. Nel 2007 il tasso di disoccupazione era pari al 5,8% per il dato generale e a febbraio dello stesso anno era al 19,4% per i giovani tra 15 e 24 anni. Un altro dato da tenere d’occhio è l’aumento degli inattivi nella fascia 25-34 anni, in crescita di 28mila unità (contro un calo generalizzato dello 0,1% nella fascia 15-64 anni a dicembre).

Il commento Istat: crescita debole, inattivi lontani dal livello positivo del 2018
Nel suo commento a margine dei dati, l’Istat spiega che «a dicembre si conferma un quadro di debole crescita dell'occupazione, presente da alcuni mesi, con segnali di calo della disoccupazione». A differenza di quanto si è registrato nei due mesi precedenti, «il leggero incremento dell'occupazione è di nuovo dovuto ad una crescita dei dipendenti a termine più ampia della flessione dei permanenti, a cui si aggiunge una lieve ripresa degli autonomi». Eppure, prosegue l’Istat, la diminuzione della disoccupazione per il secondo mese consecutivo «non è sufficiente ad evitare un aumento della disoccupazione nella
media del quarto trimestre». Quanto all’inattività, «la diminuzione piuttosto contenuta dell'inattività registrata a dicembre - spiega l’Istat - non consente di tornare ai minimi storici toccati ad aprile e giugno 2018».

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