IAUDIZIONi sul dl imprese

Sileoni (Fabi): alcuni vertici delle banche ostacolano i prestiti

Istituto per il credito sportivo in campo per la liquidità delle società, spiega il presidente dell’Ics Andrea Abodi

di Nicola Barone

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Istituto per il credito sportivo in campo per la liquidità delle società, spiega il presidente dell’Ics Andrea Abodi


3' di lettura

Dai bancari dito puntato contro i vertici di alcuni gruppi che ostacolano l'attuazione delle misure a favore delle imprese, già rallentate per via di un meccanismo troppo complesso. Nel settore, come riferito in audizione alla Camera dal segretario generale della Fabi Lando Sileoni, si registrano alcuni problemi a partire da circolari predisposte in tempi non particolarmente veloci e procedure non chiare dappertutto e continuamente modificate. Si continua con la rinegoziazione di vecchi finanziamenti in taluni casi proposta come obbligatoria, la richiesta di documentazione non prevista dal decreto (bilanci e dichiarazioni fiscali anche quando è sufficiente l'autocertificazione, come nel caso dei prestiti fino a 25mila euro) per finire con la valutazione approfondita del merito di credito anche se non necessaria. «Le lavoratrici e i lavoratori bancari a ogni livello di responsabilità, compresa la fascia più bassa del gruppo dirigente - spiega Sileoni - non hanno alcuna responsabilità tutte le decisioni e la stessa politica del gruppo bancario vengono sistematicamente prese dall'alto».

Testo positivo ma servono finanziamenti a fondo perduto
Il giudizio Fabi sul Dl Imprese «è nel complesso positivo». Ma per Sileoni «le misure e gli interventi proposti, vanno però integrati con finanziamenti a fondo perduto almeno per le ditte individuali oltre che per le piccole e medie imprese». E, si sottolinea, «anche se l'alto debito pubblico italiano ci inibisce di reperire le risorse necessarie», queste «vanno trovate, accedendo agli strumenti messi a disposizione dai trattati dell'Unione europea, la partita della nostra sopravvivenza si gioca lì, in Europa».

Coni: senza dilettanti lo sport muore, estendere gli aiuti
«Lo sport in Italia si fa solo attraverso le associazioni sportive dilettantistiche e delle società sportive dilettantistiche, che si fondano sul
volontariato. Bisogna sostenerle in ogni modo, perché se si chiudono le associazioni dilettantistiche finisce lo sport in Italia». Secondo il segretario generale del Coni Carlo Mornati. «Pur sostenendo l'azione del governo, il Coni in qualità di confederazione di federazioni, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, auspica che possano essere poste in essere nuove azioni di rilancio dello sport dilettantistico», aggiunge Mornati. «Sono state approntate misure di sostegno importanti e da apprezzare ma considerate le 120mila società dilettantistiche, sarebbe importante che la capienza in futuro possa essere incrementata».

Ics in campo per la liquidità delle società sportive
Il Fondo da 100 milioni di euro per il sostegno alle società sportive «avrà piena attuazione questa settimana, compatibilmente con la pubblicazione del decreto che stabilirà i criteri per l'accesso, con un regolamento trasparente, una offerta che è una novità per quel che ci riguarda, visto che finora in oltre 60 anni di storia abbiamo finanziato l'80% degli impianti sportivi in Italia ma mai ci eravamo cimentati con il tema della liquidità». Così il presidente dell'Istituto per il credito sportivo Andrea Abodi riferendo in un'audizione informale alle Commissioni riunite della Camera in merito all'esame del disegno di legge del decreto 23 /2020, recante, tra le altre, misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali.

Destinatarie circa 100mila unità
«Da quando è stata approvata la norma, l'8 aprile scorso - specifica Abodi - abbiamo costituito una sorta di banca parallela» grazie all'attivazione di una struttura che opera «con grande abnegazione e senso del dovere». E che, ha sottolineato il presidente dell'Ics, «non era predisposta neanche sotto il profilo tecnologico». Il Fondo sarà destinato «a circa 100mila unità, sapendo che potrà coprire solo una parte delle esigenze ma è importante che si sia aperto un canale per il sostegno di queste realtà». Il tetto per ciascuna assegnazione è stato fissato in «25mila euro, parametrata al 25% del fatturato del 2019, con un finanziamento a tasso zero e senza garanzia».

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