l’indagine

Istituto Piepoli: 29% italiani teme che figli prendano droga o alcol


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2' di lettura

Il 29% degli italiani ha paura che i ragazzi o i propri figli si lascino tentare dalla droga o dall’alcol. Un dato secondo solo ai problemi di salute (35%). Al terzo posto c'è il timore che i propri ragazzi possano essere vittime di un incidente stradale (27%) o di bullismo (22%). È quanto emerge da un’indagine che l’istituto Piepoli ha realizzato per il Moige, intervistando sia genitori che cittadini senza figli, in occasione del lancio della campagna “Mano al volante, occhio alla vita”, promossa con il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri, per sensibilizzare oltre 8mila ragazzi e 15mila genitori di 10 regioni italiane sul tema dell’incidentalità stradale, correlata all’uso di droghe e alcol.

Ad emergere dalla ricerca è anche l’allarme per la diffusione che stanno avendo gli shop di cannabis legale. Secondo sei italiani su dieci, l'apertura di negozi dedicati alla vendita di cannabis legale potrebbe contribuire a incrementare la
propensione dei giovani a fare utilizzo di sostanze stupefacenti. Un timore particolarmente forte tra i genitori (63%), che perde lievemente di intensità tra coloro che non hanno figli (54%).

Per quanto riguarda la lotta alle droghe tra i giovani, per gli italiani serve un’alleanza tra la famiglia e la scuola. Famiglia e scuola, in quest’ordine, sono infatti, secondo la maggioranza degli intervistati, i principali attori della lotta alla diffusione di alcol e droghe prima di mettersi alla guida. Un ruolo preminente viene dato all'istituzione familiare, il cui ruolo è considerato molto importante da nove intervistati su dieci, mentre solo sei su dieci attribuiscono
pari valore al ruolo dell'istituzione scolastica. Il ruolo di quest’ultima è ad ogni modo vissuto come molto o abbastanza importante da 9 cittadini su 10 e sembra essere da lì che gli italiani si aspettano la soluzione.

Solo nel 2017, secondo dati Istat, i morti sulle strade nel nostro Paese sono stati 3.378. «Quello che mi preoccupa - ha commentato Roberto Sgalla - direttore centrale delle specialità della Polizia di Stato - è che ogni anno perdono la vita migliaia di persone nell’indifferenza generale, gli incidenti purtroppo invece hanno una causa, dipendono da comportamenti. Quelli più pericolosi sono alcol e droga. Oltretutto - ha aggiunto - assistiamo per la droga a un ritorno pesante anche di quelle che fino a qualche anno fa pensavamo non tornassero sul nostro mercato come l'eroina ma anche la cocaina».

«Affrontare il tema degli incidenti stradali, sia in Italia che in Europa - ha spiegato invece in un messaggio il ministro per la Famiglia e la disabilità con delega alle politiche antidroga, Lorenzo Fontana -, impone di considerare il fatto che tra i comportamenti più pericolosi si annoverano la guida in stato di ebbrezza e in stato di alterazione per l’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope. Per tale motivo, oltre ad attivare azioni di prevenzione specifica sul territorio, è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra il Dpa e le Forze dell'Ordine con lo scopo di introdurre nuove misure organizzative per ottimizzare le attività di accertamento su strada per la prevenzione del fenomeno».

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