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Ita, Altavilla ricorre al tribunale contro il ritiro delle deleghe

Per il presidente esecutivo la scelta dei consiglieri è illegittima

Un anno fa il decollo di Ita, ora si attende la vendita

2' di lettura

Finisce in tribunale lo scontro tra Alfredo Altavilla e i membri del consiglio di amministrazione di Ita airways che hanno revocato le deleghe (tra cui quella sulla vendita di Ita al fondo Usa Certares) al presidente esecutivo della compagnia aerea controllata dalo Stato per attribuirle all’amministratore delegato Fabio Maria Lazzerini. Altavilla, tramite uno studio legale, ha presentato un atto presso il Tribunale di Roma nel quale denuncia l’illegittimità della decisione.

La revoca decisa il 12 ottobre dal Cda

Il terremoto ai vertice di Ita era avvenuto in due fasi. Il 12 ottobre il Cda aveva tolto ad Altavilla tutte le deleghe operative per assegnarle all’amministratore delegato Fabio Lazzerini. A votare la mozione erano stati i sei consiglieri dimissionari del cda della compagnia, su nove, col sostegno di Lazzerini: Lelio Fornabaio, Simonetta Giordani, Angelo Piazza, Silvio Martuccelli, Cristina Girelli, Alessandra Fratini. Tutti avevano presentato le dimissioni a marzo scorso e tutti sono espressione del Ministero dell’Economia e delle Finanze (azionista unico della newco).

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Il consiglio di Ita si era riunito per approvare i conti del semestre, ma i sei consiglieri dimissionari con una mail avevano chiesto di integrare l’ordine del giorno del cda per rivedere, tra l’altro, «l’assetto delle deleghe», in particolare quella sulle operazioni strategiche e alleanze, e quindi sulla vendita di Ita al fondo Usa Certares, in partnership commerciale con Delta e Air France. Una decisione ritenuta legittima e immediatamente operativa dallo stesso Tesoro. La delibera è stata poi «pienamente» confermato in una riunione del Cda il 20 ottobre.

Le critiche al presidente

Altavilla è accusato dai sei consiglieri di aver gestito l’operazione di privatizzazione di Ita senza coinvolgere gli organi societari. Ad alimentare la tensione erano state notizie di uno scambio di lettere tra il Mef e il presidente esecutivo di Ita. L’azionista chiedeva che tutti i componenti della cordata guidata da Certares avessero accesso alla data room con le informazioni più sensibili come la redditività delle rotte. Altavilla rispondeva che la stanza virtuale della compagnia non era stata aperta a Delta e ad Air France perché concorrenti di Ita e perché alla fine di settembre non avevano ancora un proprio advisor. Su tutta questa dinamica del negoziato i sei consiglieri sarebbero stati tenuti all’oscuro.

Per Altavilla scelta illegittima

Da subito era trapelata l’intenzione di Altavilla di far ricorso in tribunale contro una decisione che considera illegittima. Alcuni addetti ai lavori avevano fatto notare che la distribuzione delle deleghe è competenza dell’Assemblea, non del cda. Le deleghe ad Altavilla sono state date con una delibera assembleare, per cui formalmente e tecnicamente sono un tema da assemblea da azionisti (Mef) e non da cda. È questo uno dei punti sottolineati da Altavilla nel suo ricorso. Allo stesso tempo però, secondo il codice civile, il consiglio di amministrazione «determina il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega», può sempre «impartire direttive agli organi delegati e avocare a sé operazioni rientranti nella delega».

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