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Ita e la carica dei piloti sindacalisti assunti dalla cigs Alitalia

Dopo la «pax sindacale» la nuova compagnia del Mef sta assumendo piloti iscritti o segnalati da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl

di Gianni Dragoni

Ita: La nuova compagnia si chiama Ita Airways

4' di lettura

Se il compito del sindacato è favorire l’occupazione si può dire che i piloti-sindacalisti di Alitalia hanno raggiunto l’obiettivo. Almeno per se stessi. Infatti Ita Airways, la «nuova» compagnia di proprietà del Mef che ha ereditato parte dell’attività di Alitalia, nonostante abbia solo 2.141 addetti, il 20% dell’organico di Alitalia, sta facendo nuove assunzioni di piloti di Alitalia in cassa integrazione, soprattutto tra gli iscritti ai sindacati o segnalati, per non dire «raccomandati» dai sindacati. E a fare il pieno sono i confederali, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporit, insieme alla Ugl, la sigla di destra che ormai è considerata il quarto sindacato confederale.

L’infornata dopo la «pax sindacale»

L’infornata di sindacalisti, come anticipato sul Sole 24 Ore del 23 dicembre, sta avvenendo da pochi giorni, alcuni hanno già firmato la lettera di assunzione, altri stanno facendo i corsi che preludono all’arruolamento nella nuova compagnia, detti Occ (Operator conversion course). Questo sta avvenendo dopo la «pax sindacale» firmata il 2 dicembre scorso tra Alfredo Altavilla, il numero uno di Ita voluto dal premier Mario Draghi, e i sindacati confederali, con i quali c’era stata una trattativa segreta sul nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro per il trasporto aereo. Il contratto è stato firmato solo dai «3 + 1» sindacati confederali, proprio le sigle che ora vengono premiate con l’assunzione di loro adepti.

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La cigs in Alitalia

I primi a firmare il contratto sono stati Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt-Cgil, e Ivan Viglietti, stessa carica nella Uiltrasporti. Sono piloti, primi ufficiali, anche se alla cloche ci vanno di rado. Erano in cigs in Alitalia, come tutti i loro colleghi non assunti da Ita che, dal 15 ottobre, sono in cigs a zero ore perché Alitalia non vola più. Una cigs ben remunerata, perché il Fondo di solidarietà del trasporto aereo, presso l’Inps, integra il modesto assegno della cigs che spetta a tutti i lavoratori di altri settori (poco più di mille euro lordi al mese) con una somma che fa arrivare la busta paga all’80% dello stipendio effettivo percepito fino al 2019, prima della crisi Covid che ha abbattuto il traffico e gli stipendi del trasporto aereo.

Già assunti Cuscito (Cgil), Viglietti (Uil) e Consalvi (Ugl)

Ebbene dall’inizio di questa settimana i piloti-sindacalisti Cuscito e Viglietti sono entrati in Ita, assunti da Altavilla, così come Marcello Consalvi, responsabile piloti Ugl. I tempi dello scontro duro con l’ex manager Fca che, al decollo di Ita il 15 ottobre, non voleva dipendenti sindacalizzati (almeno così diceva) sono alle spalle. E siccome Ita riprende a fare corsi comando, per far diventare i primi ufficiali comandanti, Alitalia non li faceva più da dieci anni, c’è chi sospetta che i vertici sindacali neoassunti riusciranno a entrare presto nei corsi comando. In questo caso il loro stipendio farebbe un bel balzo.

La posizione di Ita

Ita, interpellata, dice che «non conferma né smentisce i nomi per privacy» e che assume per motivi di «operatività». La società precisa che «non discrimina tra le sigle sindacali». Ma il problema, per molti lavoratori, è un altro: in questo modo si dà un potere improprio ai sindacati, quello di pilotare le assunzioni. Chi non è iscritto o non sottostà ai giochi di potere viene tagliato fuori o comunque penalizzato, sia nelle assunzioni sia nelle possibilità di fare carriera, corsi comando, passaggi macchina, eccetera. Nella vecchia Alitalia questa era la prassi. Un tempo dominava l’Anapc, il sindacato professionale che ha il maggior numero di iscritti tra i piloti. Dietro l’operazione che Ita sta facendo con i sindacati c’è uno spostamento degli equilibri a favore dei confederali. Ita dice che sta assumendo per motivi di «operatività», cioè perché ha bisogno di più piloti. Non è vero però che non ci sia discriminazione. Per esempio i piloti di Navaid, la seconda sigla per numero di iscritti tra i piloti con 230 aderenti, sono nella blacklist, odiati dai confederali e Anpac e, secondo una fonte interna, non vengono assunti.

La lista di 30 piloti-sindacalisti

Da quanto risulta al Sole 24 Ore, c’è una lista di circa 30 piloti-sindacalisti che frequentano i corsi Occ, preludio all'assunzione. Tra questi Stefano Di Cesare, responsabile piloti e assistenti di volo Fit-Cisl e Danilo Recine, coordinatore piloti Anpac. Non hanno ancora firmato, ma la loro assunzione _ riferiscono fonti qualificate _ è già prevista. Alcuni di questi piloti, tra cui Consalvi e Giorgio Moreschini di Ugl, Recine e altri, sono abilitati per pilotare i Boeing 777 che aveva Alitalia. Ita ha solo aerei Airbus: i neoassunti dovranno quindi fare corsi di addestramento, pagati da Ita, cioè da denaro pubblico perchè la compagnia è al 100% dello Stato, mentre altri piloti già addestrati per gli Airbus rimangono in cigs nella vecchia Alitalia. Anche Di Cesare è un pilota Boeing e ha dovuto fare il corso per qualificarsi per volare con gli Airbus, secondo alcune fonti se lo sarebbe pagato da solo. Se è così, potrà rifarsi con le buste paga di Ita. Infatti Di Cesare e il sindacalista Anpac Recine entreranno in Ita alla fine del corso Occ.

Dittadi, passato da Acc a Fit-Cisl

Tra i confederali è soprattutto la Fit-Cisl ad aver ottenuto assunzioni per i propri adepti. C’è anche Francesco Dittadi, detto Franz, ex iscritto AirCrewCommitte (Acc), uno dei pochi sindacati che non sta al tavolo con l’azienda, insieme alla Cub Trasporti, così come Usb e Navaid che non hanno firmato gli accordi proposti da Altavilla (mentre Anpac, Anpav e Anp hanno firmato solo l’integrativo aziendale, ma non il contratto nazionale). Sei mesi fa Dittadi si è iscritto alla Fit-Cisl. A chi lo conosce ha detto: «Mi metto in fila per la questua». E adesso è nella lista delle assunzioni in Ita. Obiettivo raggiunto.

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  • Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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