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Ita, sui negoziati arriva il veto di Meloni: sarà una replica del 2008?

La leader di Fratelli d’Italia sulla scelta del Mef: «Altro pezzo di Italia che se ne va, farò di tutto per impedirlo». Sulla cessione parola definitiva la nuovo esecutivo. Nel passaggio dal governo Prodi a Berlusconi la cordata Klm-AirFrance ritirò la propria offerta

Draghi: "Su Ita il governo andra' fino in fondo e decidera'"

3' di lettura

Il futuro di Ita resta incerto e nulla è scontato: non solo perché l’esito della trattativa con la cordata scelta dal Mef, quella formata dal fondo Usa Certares con Air France Klm e Delta come partner commerciali, è solo al fischio iniziale. Sull’operazione pesa infatti il fattore politico: si è alla vigilia delle elezioni e di un cambio di governo, con il negoziato che dovrebbe rientrare nel vivo una volta insediato l’esecutivo che uscirà dalle urne.

Secondo i sondaggi, potrebbe spettare al centodestra guidare il Paese e quella che si candida a essere la futura inquilina di Palazzo Chigi, Giorgia Meloni, ha criticato il metodo del Governo uscente («non spetta a questo esecutivo decidere») pur usando parole più caute sul merito rispetto al passato: «Solo quando saprò potrò pronunciarmi» ha detto sottolineando che «è un altro pezzo di Italia che se ne va e, quando questo capita, non sono contenta mai. Tutto quello che posso fare per impedirlo sono pronta a farlo».

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Il precedente del 2008

Frasi e circostanze che fanno tornare in mente il passato: nel 2008 l’allora Alitalia accettò la proposta di Air France-Klm ma anche allora si era nel pieno nel pieno di una campagna elettorale: Romano Prodi era stato sfiduciato in Parlamento e Silvio Berlusconi si avviava a vincere le elezioni sventolando la bandiera dell’italianità della compagnia . Il gruppo franco-olandese ritirò l’offerta.

La road map: ultima parola al prossimo governo

Per il momento il lavoro su Ita sarà gestito dal governo Draghi. La trattativa esclusiva col fondo Usa, in partnership commerciale con Delta ed Air France-Klm, per vendere la newco potrebbe culminare o con un protocollo di intesa da lasciare in eredità al futuro esecutivo ma non vincolante. Oppure potrebbe arrivare un accordo preliminare più dettagliato. Non è detto che le trattative si interrompano del tutto per le elezioni e in attesa di un nuovo esecutivo. Il negoziato dovrebbe rientrare nel vivo una volta insediato l’esecutivo che uscirà dalle urne. Solo a quel punto arriverà la scelta definitiva sulla cessione dell’ex Alitalia, con Lufthansa probabilmente sempre alla finestra.

Meloni: metodo non va, non spetta a questo governo

Meloni aveva chiesto uno stop sul dossier al governo Draghi: «Dal 25 settembre in poi tutto potrà cambiare e al rilancio della nostra compagnia aerea di bandiera penserà chi governerà . Ora che abbiamo affrontato sacrifici indicibili per comprimerne i costi, occorre valutare con attenzione la presenza dello Stato nella compagnia e la partecipazione azionaria di altri partner» era la posizione espressa a inizio agosto.

Dopo l’annuncio del Mef è tornata a sottolineare che «l’attuale governo dovrebbe fare le cose minime, essendo il Parlamento formalmente sciolto, quindi non credo che una materia così strategica sia di sua competenza». Sul merito, però, è stata cautra: «Quando vedrò le carte, le studierò e potrò dire cosa penso del progetto nel merito. Secondo me bisognava valutare la possibilità di mantenere la nostra compagnia di bandiera perché non ci facciamo certo un figurone ad essere, forse, l’unico grande paese occidentale d’Europa che non ha una propria compagnia di bandiera. È un altro pezzo di Italia che se ne va, e quando questo capita io non sono contenta mai. Tutto quello che posso fare per impedirlo sono pronta a farlo - ha concluso - ma se non posso studiare il dossier perché si vuole risolvere tutto prima non sono d’accordo». Comunque andranno elezioni, il dossier Ita sarà tra i primi sul tavolo del nuovo inquilino di Palazzo Chigi.

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