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Ita Airways: il Mef indica Turicchi come presidente

Gestirà la vendita della compagnia. Fabio Lazzerini, riconfermato amministratore delegato, avrà l’operatività dell’azienda e il personale

di Nicola Barone

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3' di lettura

Pronto il nuovo vertice della compagnia Italia Trasporto Aereo. La lista dei componenti indicata per il consiglio di amministrazione dal Mef annovera Antonino Turicchi (presidente), Fabio Lazzerini (amministratore delegato) e ancora Gabriella Alemanno, Frances Ousleey, Ugo Arrigo in veste di consiglieri.

Chi è il nuovo presidente

Viterbese, Turicchi è stato direttore generale di Cdp dal 2002 al 2009 curandone la trasformazione in società per azioni. È attualmente ad di Fintecna. L’incarico in Ita ha una durata di 10 mesi. Turicchi conserverebbe anche l’altro incarico. Cambia pure il Cda di Ita. Il nome di Turicchi era stato fatto come possibile direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, che resta invece saldamente al suo posto.

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A Turicchi regia della privatizzazione

Il nuovo presidente di Ita gestirà la vendita della compagnia tramite le deleghe sulle operazioni strategiche (la cessione), quindi sul settore finance, legale, su comunicazione e rapporti istituzionali. Fabio Lazzerini, riconfermato come amministratore delegato, avrà l’operatività dell’azienda e la gestione del personale. Le deleghe saranno distribuite nel prossimo cda la settimana prossima.

Cambiato lo statuto

A rappresentare dunque una continuità tra il vecchio e il nuovo sarà in ogni caso Fabio Lazzerini che resta al suo posto. Il top manager è l’unico membro non dimissionario del precedente board, che contava sette consiglieri, oltre al presidente e allo stesso ad. Nell’ultima assemblea straordinaria è stato cambiato lo statuto della compagnia per la revisione del numero di consiglieri, che prima della modifica poteva avere da sette a undici membri. Una mossa per iniziare ad “allineare” l’organismo verso la privatizzazione, è stato spiegato.

Lazzerini: obiettivo 2026 compagnia più green d’Europa

«Abbiamo avuto la fortuna incredibile di partire come compagnia aerea in modalità di start-up, per cui fare della sostenibilità uno dei nostri pilastri è stata una scelta naturale», spiega intanto Lazzerini parlando al secondo Adl Aviation Talks organizzato da Arthur D. Little. «L’aspetto ambientale di sostenibilità per noi deve comunque andare di pari passo con quello economico, perché un’azienda deve fare profitti per sostenere investimenti legati a progetti green». L’ambizione è quella di diventare «entro il 2026 la compagnia aerea più green d’Europa, infatti il prossimo anno entreranno in flotta 39 nuovi aeromobili di ultima generazione. Il nostro è un obiettivo di ampio respiro che rappresenta sia un asset di valorizzazione per la compagnia sia un tassello fondamentale per fare sistema». Qualche dettaglio sul futuro. «Una compagnia come la nostra non fa la low cost e quindi deve anche segmentare il mercato per evitare quello che è successo nel passato, di inseguire volumi che portano reddito medio non sufficiente a coprire i costi dell’azienda».

Confronto con i sindacati

Sempre oggi è in programma anche un incontro tra Ita e i sindacati di categoria. I temi sul tavolo riguardano le assunzioni ed il recupero dei lavoratori attualmente in cassa integrazione, la futura alleanza e il piano industriale, e un «adeguamento dei salari» dei dipendenti perché «non più consoni agli standard europei ed internazionali, anche alla luce della ripresa del traffico aereo», spiegano Filt Cgil, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo.

Il pressing per la vendita

Sullo sfondo resta la privatizzazione di Ita, che sembra entrata in una fase di stallo dopo lo stop del governo Meloni alla trattativa esclusiva col fondo americano Certares. Secondo il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, «sarebbe opportuno» concludere la vendita di Ita entro fine anno «altrimenti ci saranno altre centinaia di milioni di euro di denaro pubblico da spendere».

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