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Italfluid investe 130 milioni in Abruzzo nella Hydrogen Valley

di Michele Romano

All'estero. Impianto Italfluid in Algeria

3' di lettura

Il progetto era nel cassetto da un paio di anni e ora è diventato un obiettivo possibile: fare di Italfluid, già leader nazionale nei servizi Oil&Gas, il punto di riferimento della produzione di biocarburanti e biocombustibili, nell’ottica virtuosa della decarbonizzazione, fino ad arrivare alla realizzazione di una Hydrogen Valley del Centro-Sud Italia, secondo un modello che potrà essere esportato anche all'estero. Si tratta di un investimento complessivo stimato in 130 milioni di euro, che porterà in 24 mesi alla realizzazione di un primo impianto di produzione di idrogeno verde, che richiederà successivamente costi di gestione per 4,2 milioni all'anno: sarà localizzato tra le province di Teramo e L'Aquila, e diventerà il primo impianto del genere ad utilizzare Forsu, principalmente biomasse e acque reflue: rifiuti, dunque, come sorgente naturale per produrre idrogeno green, anche grazie al coinvolgimento della tecnologia fornita dai danesi di Haldor Topsoe, che sviluppano soluzioni globali per la decarbonizzazione. Non è e non sarà un'avventura solitaria, dunque. Per un progetto così ambizioso, Italfluid sta coinvolgendo, con un approccio olistico, i piccoli comuni e i più importanti player nazionali dell'energia, stakeholder istituzionali e finanziari, i gestori di rete e dei servizi di viabilità, Mite e Mise, oltre ai comparti di produzione industriale, agricolo e dell’allevamento locali, che riconoscono in Italfluid non solo la più importante società italiana di servizi per l’upstream oil industry, ma anche un qualificato partner che fa ricerca industriale e innovazioni tecnologiche.

Quando sarà ultimato e per i successivi trent'anni di vita, l'impianto consentirà di evitare l'emissione in atmosfera di oltre 600 mila tonnellate di anidride carbonica, il 90% delle quali destinate alla produzione di bio-green fuels per diverse applicazioni. Un impianto che non consumerà energia elettrica, anzi sarà in grado di generare 88 mila Mwh/anno di energia termica destinata al teleriscaldamento.

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Due anni per tagliare il traguardo dell’Hydrogen Valley, ma anche per accelerare nella creazione di un mercato dell'idrogeno verde, supportato da una infrastruttura che consenta lo stoccaggio, il trasporto e la sua distribuzione. Temi sui quali è pienamente coinvolta anche Arap, l'azienda regionale delle attività produttive, che ha avviato una serie di interlocuzioni con partner internazionali, con l’obiettivo di garantire anche la sostenibilità economica dell’intero progetto.

«L’emancipazione dalla dipendenza da tecnologia di importazione e la propensione per il cambiamento rappresentano il banco di prova per la sostenibilità energetica futura europea - spiega Elsa di Paolo, Cfo di Italfluid -. Si sa che l’Abruzzo, regione verde d’Europa, è stata eletta, ma non è la sola, ad accogliere una tratta ferroviaria a idrogeno verde (sarà il propulsore di 9 treni acquistati dalla Regione per la Sulmona-L'Aquila, ndr.) ed è quindi in una posizione privilegiata nella sperimentazione delle applicazioni di questo vettore energetico». E questo spinge a «cogliere l’opportunità che l’Europa, con i suoi bandi, mette a disposizione».

Il progetto sull’idrogeno green rispetta a pieno l'idea visionaria che ebbero, all'inizio degli Anni Ottanta, Guido Soavi, già dirigente della Montecatini e professore di chimica all'’università di Genova, e Nicola di Paolo, ex dirigente Montedison e ingegnere chimico: fare di Italfluid un’azienda innovativa, multiservice e globale nel campo dell'oil&gas. Oggi la società è controllata dalla famiglia Di Paolo, in particolare dai figli di Nicola, Elsa e Giulio, nipoti di Guido Soavi.

«A partire dal biennio 2019-2020 abbiamo rafforzato il nostro dipartimento ricerca e sviluppo sulle tematiche di decarbonizzazione e nuove tecnologie – spiega Francesco Di Luca, R&D and Innovation manager di Italfluid -, che si integrano sugli altri fronti su cui siamo impegnati, come incubatore tecnologico e partner industriale per la messa a terra di nuovi impianti: dalla fase iniziale di progettazione fino alla realizzazione ed anche la messa in opera e la gestione operativa».

Dalle sedi centrali di Montesilvano (Pescara) e Notaresco (Teramo), Italfluid controlla oltre 12 impianti industriali e uffici, dal Messico al Kazakistan e dall'Algeria agli Emirati Arabi, ha in portafoglio oltre 100 contratti attivi nell'Oil&Gas e impiega a livello internazionale oltre 800 addetti; attualmente sono mediamente sotto il controllo della società abruzzese oltre 300 mila Boe (produzione di barili di petrolio equivalenti) nel mondo. Il volume d’affari del gruppo nel 2021 è stato circa 100 milioni di euro, con una previsione di incremento del fatturato di oltre il 200% entro i prossimi tre anni, anche in previsione di nuove commesse tra i progetti typical e quelli innovativi, come l'Lng Small Scale a Tendrara in Marocco.

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