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Italia Assicurazioni spa, solida ma troppo esposta ai titoli di Stato

di Laura Galvagni


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3' di lettura

Quarti in Europa, ottavi nel mondo pur avendo uno dei tassi di penetrazione, soprattutto nel ramo danni, più bassi del Vecchio Continente. La fotografia del settore assicurativo italiano e soprattutto del valore dei suoi premi, una sorta di Italiana Assicurazioni spa costruita sommando i numeri di tutte le compagnie operanti sul territorio, mostra una realtà per certi aspetti solida ma con alcuni gap da recuperare. La Solvency è alta, in linea con la media europea, ma la dipendenza dal comparto auto e dal vita è simbolo di un settore maturo e ancora incapace di esprimere tutte le sue potenzialità. Anche in termini di portafoglio investimenti di fatto orientato quasi esclusivamente sui titoli di Stato.

A dirlo è uno studio condotto da AM Best (l’unica agenzia di rating specializzata nel settore assicurativo), presentato nel corso di un seminario organizzato con la collaborazione di Aon Reinsurance Solutions Italia. Un’analisi dalla quale emerge che il mercato assicurativo italiano «è un mercato sofisticato, con un buon livello di capitalizzazione, ma con elevati livelli di concentrazione sia in termini di portafoglio di investimento che di mix di prodotti». In particolare, il portafoglio «investimento aggregato del settore assicurativo italiano è sostanzialmente concentrato su titoli di Stato, mentre il portafoglio assicurativo è fortemente dominato dal ramo vita e dalla RC auto». Tanto che la penetrazione assicurativa del ramo danni è molto bassa rispetto a mercati europei comparabili.

Sulla scorta di queste evidenze, AM Best ha espresso un giudizio sul profilo patrimoniale e finanziario di Italiana Assicurazioni spa. E il risultato è che la maxi compagnia del paese ha una solidità patrimoniale tra «adeguata»e «forte»; un risultato operativo «adeguato»; un profilo economico e di mercato tra «neutro» e leggermente «favorevole» e una gestione dei rischi aziendali tra «marginale» e «appropriata». Più nel dettaglio, merita un rating compreso tra “bb+” e “a” sulla scala di rating del credito dell’emittente o tra “B” a “A” sulla scala di rating della solidità finanziaria.

Il portafoglio investimenti delle compagnie italiane

Il mercato italiano, se considerato come un unico gruppo assicurativo, si posiziona al 4° posto in Europa e all’8° nel mondo per volumi lordi di premi (GWP), nonostante sia solo il 21° nel mondo per densità assicurativa (GWP pro capite). In particolare, il settore è pesantemente dominato dal settore vita rispetto ai suoi principali partners europei. Mentre l’Italia è il terzo mercato nell’assicurazione vita nell’UE (dopo solo il Regno Unito e la Francia), è solo il quinto mercato assicurativo non-vita (dopo Germania, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi). Sul fronte della solidità patrimoniale, il mercato assicurativo italiano può vantare una Solvency II intorno al 241%, un dato forte che permette di gestire più efficacemente tutte le tipologie di rischi cui sono esposte le compagnie. Anche se non mancano le criticità: in primis la forte esposizione in titoli di stato governativi (62% del portafoglio vita e 36% del non vita) per un totale di 586 miliardi di euro. Vi è inoltre l’adozione molto limitata di “modelli interni” di valutazione del rischio da parte delle compagnie italiane. Le imprese fanno generalmente riferimento alla “formula standard” di SII con il risultato di sviluppare scenari di “stress testing” meno sofisticati di quelli adottati da imprese europee.

Insomma, solide ma con qualche accorgimento da adottare per migliorarne ulteriormente il profilo finanziario e industriale.

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