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Italia-Cina: l’anno della cultura volano per nuovi accordi economici

Franceschini: nessuna competizione sui siti Unesco

di Gerardo Pelosi


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4' di lettura

Avvicinare il pubblico cinese alla cultura e al territorio dell’Italia, meta sempre più alla portata delle nuove classi medie che si stanno sviluppando in Cina. È questo l’obiettivo di fondo dell’anno della cultura e del turismo Italia-Cina 2020 inaugurato oggi, 21 gennaio, a Roma dal ministro della Cultura cinese, Luo Shugang e dal suo omologo italiano Dario Franceschini. Fitto il programma di eventi previsti quest’anno, circa 100 in Italia e altrettanti in Cina frutto del grande contenitore previsto dalla Belt and Road initiative (Via della Seta) e volano per nuove collaborazioni nel settore economico come tiene a precisare il nuovo ambasciatore italiano a Pechino, Luca Ferrari.

Franceschini: no a competizione su siti Unesco
Nel presentare l’iniziativa il ministro Franceschini ricorda che con le autorità cinesi «lavoriamo insieme per la valorizzazione del patrimonio culturale dei nostri due Paesi e condividiamo l’esigenza di far conoscere e creare turismo nelle città e nei luoghi bellissimi e meno conosciuti». Il ministro ha escluso però qualsiasi forma di competizione tra i siti Unesco dei due Paesi. «Non c’è competizione – ha assicurato il ministro - l’importante è crescere».

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Italia e Cina da novembre insieme per l'Expo di Dubai
Obiettivo degli eventi in programma quest’anno è quello di proporre un’immagine del nostro Paese che valorizzi eredità storica e patrimonio culturale insieme a scienza e tecnologia contemporanee. Un investimento strategico che avrà impatto non solo in termini di visibilità e maggiore internazionalizzazione del nostro settore culturale – (comparto che nel 2018 ha creato ricchezza per 265,4 miliardi di euro pari l 16,9% del Pil) ma anche in termini di flussi turistici in arrivo dalla Cina, primo Paese al mondo per spesa in turismo internazionale.

“Matteo Ricci e Xu Guang qi”
Nel forum sulla presentazione dell’anno Italia-Cina che si è tenuto il 21 gennaio all'Auditorium (seguito da un concerto della Juni Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dei solisti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Repubblica Popolare Cinese) sono state messe a fuoco le principali iniziative congiunte che avranno modo di rafforzarsi anche in occasione della nostra presenza all’Expo di Dubai. Si va dalla rappresentazione dello spettacolo “Matteo Ricci e Xu Guang qi” frutto della collaborazione tra il Piccolo Teatro di Milano e l’Accademia Teatrale di Shanghai che andrà in scena nel Padiglione Italia per una settimana a novembre 2020.

Da Raffaello a Fellini. Farnesina ha stanziato 2 milioni
Per l’Anno della cultura e del turismo tra Italia e Cina (che si inserisce nel quadro delle celebrazioni del 50 anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi) la Farnesina ha stanziato 2 milioni di euro per un palinsesto che coprirà i principali settori della promozione integrata dell’Italia: da design e moda all’archeologia e tutela del patrimonio; dalle arti visive alla lingua, letteratura, editoria; dalla promozione del sistema universitario italiano alla cucina italiana e al turismo; dallo spettacolo e cinema alla scienza, ricerca e innovazione.

Gli eventi “di particolare rilevanza”
Fra gli eventi in programma, 27 sono stati classificati come “di particolare rilevanza” per il loro elevato valore culturale, fra questi la mostra “Raffaello Opera Omnia” prodotto da Raicom con riproduzioni digitali del corpus pittorico di Raffaello e a maggio la nuova opera “Turandot” di Riccardo Cocciante in lingua cinese. Senza contare le nostre su Botticelli agli Uffizi e Morandi a Pechino e film di Fellini all'Hong Kong Film Festival tra marzo e aprile.

Ambasciatore Ferrari: Anno Cultura volano per accordi economici
L’anno della cultura e del turismo «è uno dei risultati dell'accordo sulla Belt and Road Initiative (la nuova Via della Seta) firmata dall’Italia e rappresenta un volano per nuovi accordi economici e commerciali tra i due Paesi». Lo precisa il nuovo ambasciatore italiano in Cina, Luca Ferrari secondo il quale l’immagine del nostro Paese in Cina si sta rafforzando dopo l’ultima visita in Italia del presidente Xi Jinping e l’incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Un mercato di 1,4 miliardi di utenti
«Abbiamo costruito un percorso – osserva l’ambasciatore Ferrari – per rilanciare i rapporti in tutti i settori; cultura e turismo fanno parte di questa strategia e rappresentano un volano per futuri possibili accordi nel settore economico e commerciale». Un mercato con 1 miliardo e 400 milioni di utenti, secondo Ferrari «non può essere ignorato».

L’italia recupera terreno
L’Italia sta recuperando terreno su altri partner europei come Germania, Francia e Regno Unito che da tempo hanno investito nel Paese.«Fino a poco tempo fa – ricorda Ferrari - avevamo solo 56 voli diretti settimanali rispetto ai 120 di Francia e Germania. Ma nel nuovo accordo sulle rotte aeree ne avremo ora 164; la Prysmian ha raggiunto un accordo con il contractor Telesun per conto di Shangai Elecrtic mentre Fca e Foxconn stanno mettendo a punto una joint venture per l'auto elettrica. Insomma qualcosa sta cambiando» .

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