Scenari

Italia-Cina, tempo di buoni accordi

di Rita Fatiguso


4' di lettura

Tempo di raccolto per la diplomazia economica italiana in Cina. Il Business Forum Italia Cina (BFIC), presidenti Tian Guoli e Marco Tronchetti Provera, gestito da Confindustria e Ice e, per la Cina, da China Chamber of Commerce for Import and Export of Machinery and Electronic Products - nonché l’incontro che si terrà questo pomeriggio nella Great Hall of People tra i presidenti italiano e cinese, saranno oggi l’occasione per portare a termine una serie di negoziati e trattive (alcune avviate da tempo), sia di carattere istituzionale (una dozzina) sia commerciale (una decina).

Le intese che saranno firmate davanti ai due presidenti partono dal comunicato congiunto dei due Presidenti del BFIC che sintetizza i principali risultati raggiunti nella riunione del BFIC e fissa gli obiettivi futuri. Il round pechinese del Business Forum, ormai alla quarta edizione, ha catalizzato l’attenzione di circa 180 delegati cinesi, 260 italiani (di questi quasi 100 in arrivo appositamente dall’Italia, «la metà dalla nostra associazione territoriale», dice Michele Angelo Verna, direttore generale di Assolombarda), 90 le aziende italiane rappresentate, quelle aderenti a Confindustria guidate da Licia Mattioli, vicepresidente con delega all’Internazionalizzazione.

Dai big del sistema Italia due Memorandum of understanding (di seguito MoU). Fabio Gallia, ad e dg di Cassa depositi e prestiti parla al Forum di evoluzioni e prospettive in Cina, ma il vero dato di fatto è la sigla dell’intesa tra Cassa depositi e prestiti equity, Ansaldo Energia e Shanghai Electric per la produzione di turbine di serie H da vendere sotto licenza italiana anche su mercati terzi. Un accordo che completa un cammino iniziato con l’M&A da parte di Shanghai electric di Ansaldo Energia, un deal che nel 2014 ha segnato uno spartiacque tra le acquisizioni cinesi in Italia anche per le modalità tecniche dell’operazione, oltre che per il peso in sé.

Altra presenza importante quella di Giuseppe Bono, ad Fincantieri, che firma con China shipbuilding State corporation - con cui ha già una joint venture - un’intesa che rende legalmente vincolante quanto già firmato lo scorso mese di settembre a Tianjin con Carnival corporation per la costruzione delle prime navi (ordine per due navi più opzione per quattro). Fincantieri è in piena attività in Cina, e le operazioni non si fermeranno certamente a queste mosse, dal momento che le crociere implicano inevitabilmente conseguenze anche sui porti cinesi, in questo caso.

La strategia comune per la Cooperazione nei settori della Scienza, Tecnologia e Innovazione tra Cina e Italia è un altro importante passo, come la firma che il presidente dell’Asi, Roberto Battiston, e il direttore generale di China Manned Space Agency (CMSA), Wang Zhaoyao, metteranno per la collaborazione scientifica per lo studio delle missioni di lunga durata degli astronauti, per la biomedicina e la fisiologia.

Roberto Battiston è stato l’anno scorso in Cina anche per preparare il terreno di questo accordo le cui ricadute potrebbero intrecciarsi con il progetto cinese della Stazione Spaziale Tiangong-3. Nascerà un Joint Cooperation Committee che si riunirà almeno una volta l’anno per stabilire le modalità della partnership, tra cui l’accesso a dati scientifici e pubblicazioni congiunte.

Anche la Regione Campania punta ad ampliare la cooperazione tra imprese, startup, istituti di ricerca e università nel campo della innovazione scientifica e tecnologica e firmerà un accordo con la municipalità di Pechino.

C’è attesa per la firma dell’Accordo per la Collaborazione sanitaria tra Ministero della Salute italiano e la National Health and Family Planning Commission, in sé l’MoU è molto generico ma dovrebbe riuscire ad aprire la strada alle aziende del settore che puntano al mercato cinese rimuovendo una serie di ostacoli. Infatti, uno degli elementi chiave di questa intesa sta proprio nella previsione dell’eliminazione o quantomeno nella riduzione di quei paletti che finora hanno frenato le potenzialità del settore sanità. Ricordiamo il progetto Vitality coordinato da ambasciata, Camera di commercio e Ice che punta a valorizzare le aziende italiane con expertise nel settore sanitario e del biomedicale.

Novità anche sul fronte della Proprietà intellettuale. Il Ministero dello Sviluppo economico – a firmare il sottosegretario Ivan Scalfarotto – sigla un accordo con Saic State Administration for Industry and Commerce per la tutela della proprietà intellettuale che tanto sta a cuore alle aziende italiane.

MoU anche tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana e la General Administration of Customs of China sul gemellaggio tra la Direzione Interregionale delle Dogane di Genova e il Distretto doganale di Ningbo, accordi già avviati che, stavolta, vengono confermati e potenziati. Accordi che hanno lo scopo di velocizzare le procodure di sdoganamento e di arrivo e controllo in e dalla Cina nei porti più attivi della costa ad Est, Tianjin per l’area di Pechino, Ningbo per la vicinanza con Shanghai.

Nel settore universitario l’Istituto Sant’Anna di Pisa firma un accordo a Chongqing e sempre nel Sichuan c’è la previsione della costituzione di un parco italocinese a Tianfu su cultura e innovazione, con la provincia del Sichuan. Polimi e Tsinghua siglano a loro volta un accordo per la costituzione di un joint campus a Milano finalizzato alla realizzazione di progetti di innovazione rivolti ad imprese cinesi interessate al know how italiano. La piattaforma si collocherà nel Campus Bovisa del Politecnico di Milano e potrà usufruire dei servizi di trasferimento tecnologico dei laboratori di design e ingegneria del Politecnico. Il Polimi è uno degli atenei italiani che ha messo a fuoco in tempi non sospetti la strategia cinese, addirittura creando uno spin off in Cina, con relativo inquadramento anche dal punto di vista legale. Il testimone è passato da Giovanni Azzone a Ferruccio Resta, il nuovo Rettore, in piena continuità sul versante cinese.

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