settimo forum economico

Italia-Corea: focus sulle collaborazioni tecnologiche

A Milano l’incontro annuale che fa il punto sui rapporti economici bilaterali. Il messaggio: le cooperazioni nella ricerca avanzata e nelle industrie tecnologiche possono intensificarsi a vantaggio reciproco.

di Stefano Carrer


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Un momento del 7 ° Forum economico Italia-Corea

2' di lettura


Si è focalizzato soprattutto sulle aree di cooperazione in campo tecnologico il settimo Forum economico Italia-Corea, svoltosi a Milano il 5 dicembre: due Paesi con un rilevante interscambio commerciale ma investimenti diretti reciproci al di sotto delle potenzialità, le cui relazioni economiche posso ricevere una ulteriore spinta proprio da più estese collaborazioni in campo scientifico e tecnologico e nelle industrie avanzate.

Il Forum è stato aperto dall'ambasciatore della Repubblica di Corea a Roma, Hee-Seog Kwon: «Questo forum è l'occasione per delineare nuove collaborazioni tra Italia e Corea del Sud. I due Paesi sono consapevoli di poter trovare snodi di cooperazione per raggiungere nuove opportunità nel campo delle nuove tecnologie. L'innovazione è molto importante per raggiungere obiettivi di sviluppo di alto livello, che possono scaturire dall'interazione tra aziende italiane e coreane».

Gli snodi della ricerca

Giuditta Perozzi della Farnesina ha evidenziato alcuni risultati importanti favoriti dell'accordo bilaterale sulla collaborazione scientifica e tecnologica firmata 12 anni fa: 12 programmi esecutivi, 175 memorandum tra università, due laboratori congiunti e sei edizioni del Forum scientifico

bilaterale.

Da sinistra: Gian Domenico Auricchio, Presidente della Camera di Commercio della Lombardia; Hee-seog Kwon, Ambasciatore della Repubblica di Corea, Alan Christian Rizzi, delegato regionale ai Rapporti con le Delegazioni Internazionali

I settori più promettenti

Secondo Kotra (che in Italia ha sede a Milano), al di là dei campi specifici e settoriali di ricerca e sviluppo, tra le aree di collaborazione da valorizzare spicca tutto quanto riguarda l'industria 4.0, più le nuove tecnologie ecologiche di mobilità, la cantieristica navale, il design. E' stato anche sottolineato che l'Italia potrebbe e dovrebbe giocare un ruolo più spiccato nel settore della logistica internazionale, come snodo per il trasporto di prodotti coreani nell'intero continente.

FDI sottotono

Resta relativamente contenuta l'entità degli investimenti diretti reciproci: 155 casi per un valore di 503 milioni di dollari quelli italiani in Corea, e 206 casi per 388 milioni di dollari viceversa. Se le esportazioni italiani erano salite nel 2018 del 19,8%, nei primi sei mesi di quest'anno si è registrato un calo del 2,1%, con un import salito del 7,8%. L'ampio surplus commerciale dell'Italia si sta dunque riducendo. Un esempio riguarda il settore delle macchine utensili, dove il nostro export è cresciuto l'anno scorso del 5% a 35,4 milioni di euro ma accusa da gennaio ad agosto 2019 una contrazione del 16,5%.tre il 15%. In senso contrario, le importazioni italiane di macchine utensili dalla Corea nel 2018 sono balzate ai massimi di 146,7 milioni (da 111 nel 2017).

Il ruolo della Lombardia

Gian Domenico Auricchio, Presidente della Camera di Commercio della Lombardia, ha sottolineato che il 30% delle esportazioni e il 32% delle importazioni complessive italiane nei confronti di Seul avvengono dalla Lombardia. Per quanto concerne, invece, le importazioni totali dalla Corea del Sud, il 50% sono effettuate dalla Lombardia, che continuerà a proporsi come partner regionale privilegiato per l'economia sudcoreana

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