Sale in zucca

Italia, la crescita non deve ingannare: ha i piedi d’argilla

La situazione generale del Paese non è affatto allegra e molti di noi continuano a far finta di nulla o quasi, illudendosi che tutto sia sotto controllo

di Giancarlo Mazzuca

Gentiloni: "I venti contrari alla ripresa si stanno rafforzando"

2' di lettura

È come se, in questi giorni di festa, tutti gli italiani si fossero messi addosso una corazza per non sentire i colpi nemici. Se è vero che i dati della quarta ondata del Covid sono pesantemente in risalita, tanto da raggiungere un record negativo di contagi, che la variante Omicron imperversa e che la situazione generale del Paese non è affatto allegra nonostante la “cura Draghi”, molti di noi continuano a far finta di nulla o quasi, illudendosi che tutto sia sotto controllo.

Il confronto con il Natale 2020

Ma ci sono pure coloro che, pur rendendosi perfettamente conto che il quadro generale non sia per nulla allegro, continuano a nascondersi dietro il solito alibi: che, cioè, nel Natale 2020 stavamo molto peggio di oggi. Dodici mesi fa, in effetti, non potevamo neppure spostarci da una regione all’altra e vivevamo segregati in casa mentre ora l’emergenza sembra meno grave. E, a dire il vero, fino a qualche tempo fa anch’io la pensavo così, ma sono stato un po’ troppo ottimista. Adesso ho aperto gli occhi e mi sto chiedendo: dove stiamo andando?

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Italia in crescita ma anche vulnerabile

È vero, stiamo respirando un po’ meglio: pensiamo solo alla crescita economica che ha toccato il 6% rispetto alla Waterloo dell’anno scorso e che ha dato ossigeno al «made in Italy». Ma non possiamo neppure cantare vittoria e, anzi, dobbiamo registrare il fatto che, per altri aspetti, siamo in una fase di ulteriore discesa. A parte, infatti, la nuova crescita esponenziale del virus, siamo costretti ad affrontare altre emergenze economiche: è il caso dei prezzi del gas che oggi si attestano attorno ai 180 euro e che sono saliti in Europa di qualcosa come dieci volte rispetto l’anno scorso.

È il caso anche dell’energia elettrica: le bollette si sono ugualmente moltiplicate per dieci sfondando «quota 400». Stiamo quindi affrontando rincari vertiginosi che stanno mettendo nuovamente in ginocchio il nostro sistema industriale e tantissime famiglie che avevano appena rialzato la testa. E la nostra vulnerabilità è particolarmente forte perché non abbiamo, a differenza di altri «partners» europei, valide alternative tipo le centrali nucleari e quelle a carbone.

L’emergenza ignorata che pesa sul futuro

Insomma, il nostro scenario a breve termine torna ad essere molto preoccupante ma, a parte l’allarme lanciato da qualche «leader» politico, il silenzio sull’argomento è quasi assordante. Di questo passo, come potremo affrontare il «caro bollette» che rischia di diventare carissimo? Tutti presi dal «toto-Quirinale» e dal «Draghi sì – Draghi no» sul Colle, stiamo forse sottovalutando un’emergenza che rischia di annullare completamente la ripresa del 2021. E, allora, festeggiamo al meglio questi giorni di fine anno, ma evitiamo qualsiasi volo pindarico. Auguri.

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