energia

Italia e Brasile siglano accordo sui biocarburanti avanzati

di Roberto Da Rin

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(Reuters)


3' di lettura


L'impeachment in Brasile e le divisioni politiche in Europa non impediscono alla ricerca e all'imprenditoria di procedere su binari di sinergia e cooperazione scientifica. È la sfida di Becool, un nuovo progetto europeo (Horizon 2020) che vede l'Università di Bologna nel ruolo di leader.
L'obiettivo è sviluppare biocarburanti avanzati (ovvero, non da granella o mais) sia in Brasile sia in Italia; bioetanolo da cellulosa, butanolo avanzato e biocherosene in Brasile. Bioetanolo avanzato e biodiesel da biomasse in Italia. Numeri molto interessanti: The Global renewable fuels association (Associazione delle energie rinnovabili) stima che il settore del bioetanolo e del biodiesel creino entro pochi anni 1,4milioni di posti di lavoro, di cui 150-200mila in Europa. Finora l'industria biofuel ha già creato 70mila occupati (diretti e indiretti) , principalmente nelle aree rurali. Ciò dovrebbe determinare 15miliardi di euro di ricavi addizionali annuali, generati in Europa, solo per i produttori di scarti agricoli.
Biocarburanti avanzati
Europa e Brasile cooperano in un progetto mirato a favorire la produzione di biocarburanti avanzati, compresi quelli per il trasporto marittimo e l'aviazione. Il coordinatore è Andrea Monti, docente al Dipartimento di Scienze agrarie dell'Università di Bologna. Mentre sul fronte brasiliano il referente è Antonio Bonomi, ingegnere del Laboratorio nazionale di scienza e tecnologia di bioetanolo di Campinas, San Paolo.
Il contesto legislativo è questo: l'Europa ha fissato un obiettivo di almeno il 10% di energie rinnovabili da utilizzare nel trasporto aereo entro il 2020. E un tetto del 7% alla produzione di biocarburanti prodotti dagli Stati membri. Limite che dovrà essere raggiunto rispettato entro il 2017.
Dopo essere stato presentato a Stoccolma in occasione della European Biomass Conference & Exhibition, Becool decolla ora dopo il meeting dell'Università di Bologna, tenuto pochi giorni fa.
I pilastri dell'accordo
L'intesa è articolata in tre punti: il primo è individuare sistemi di colture integrati sia per la produzione alimentare, sia per quella energetica. Il secondo è identificare sistemi logistici avanzati per la filiera dei biocarburanti e il terzo è ottimizzare i processi di trasformazione biochimica e termochimica delle biomasse. Sfide che il team guidato dai docenti emiliani affronterà in sinergia con gli animatori di Biovalue, progetto brasiliano che si occupa degli stessi temi.
In Europa – spiega Monti - i biocarburanti sono soprattutto prodotti da cereali, «ma la loro sostituzione con biomasse lignocellulosiche è alle porte. Per arrivare all'utilizzo di colture innovative, non ancora presenti nei tradizionali avvicendamenti colturali, è necessario però mettere a punto adeguate tecniche agronomiche e pensare a sistemi logistici di nuova concezione. Su questo si concentra il progetto Becool, che punta a proporre nuove soluzioni per integrare le produzioni alimentari tradizionali con i biocarburanti in modo equilibrato e sostenibile». Altro aspetto di grande interesse, poi, è lo sviluppo di processi innovativi di conversione delle biomasse in biocarburante, basati sull'integrazione fra processi termochimici e biochimici.
«La domanda crescente di biocarburanti rappresenta una sfida importante per l'Unione Europea - spiega Monti - che deve fare i conti con precisi e ambiziosi obiettivi economici, politici, sociali ed ambientali. Il Brasile ha obiettivi altrettanto ambiziosi e una più solida tradizione nel settore. I carburanti tradizionali contribuiscono per un quinto all'emissione globale di gas serra - conclude Monti - sviluppare biocarburanti alternativi e rinnovabili è dunque una concreta e significativa opportunità per ridurre le emissioni in atmosfera e, al tempo stesso, la dipendenza dell'Europa da fonti fossili».

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