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Italia-Francia, appello congiunto degli industriali. «L'Europa è il nostro bene comune»

di Nicola Barone

I presidenti di FeBaf, Medef e Confindustria alla firma della dichiarazione congiunta

2' di lettura

Italia e Francia «sono stati architetti e costruttori del progetto europeo. Insieme, hanno fornito lo slancio necessario a costruire un'area di pace, libertà e prosperità in un continente che, per secoli, è stato devastato da guerre e divisioni». In questo «momento della nostra storia comune, desideriamo ribadire l'impegno degli imprenditori francesi e italiani nei confronti dei valori fondamentali dell'Europa che sono il nostro bene comune».

È un passaggio della dichiarazione congiunta di Confindustria e Medef al termine del forum di Versailles. «In un mondo sempre più incerto e pericoloso in cui dominano le grandi nazioni dobbiamo sollecitare oggi il rafforzamento dell'Unione europea, la sua coesione e la sua unità. Non ci deve essere nessun tabù istituzionale». Viene chiesta, dunque, «un'azione determinata per ridare vigore e rafforzare il processo di integrazione che ha assicurato fin dall'inizio la pace, la prosperità e la protezione ai nostri cittadini».

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Inoltre Medef, Confindustria e FeBAf «fanno solennemente appello» ai governi di Italia e Francia affinché «avviino un dialogo costruttivo volto a rafforzare la loro cooperazione bilaterale, prerequisito essenziale per lo sviluppo economico dei nostri Paesi e per rafforzare l'integrazione europea», si legge ancora nella dichiarazione. Le imprese francesi e italiane, di tutti i settori e di tutte le dimensioni hanno intrapreso iniziative comuni per sviluppare i loro scambi e creare sinergie e partnership strategiche.

«Le nostre organizzazioni, da parte loro, sono determinate ad intensificare le loro relazioni e diffondere insieme nei nostri Paesi un forte messaggio europeo». Le due Confindustrie invitano inoltre i governi di Roma e Parigi ad «attuare le misure strutturali essenziali per ripristinare la competitività delle nostre imprese e dinamizzare la nostra base produttiva». Ossia ridurre la tassazione che ostacola le nostre attività, semplificare la spesa amministrativa pubblica a livello locale e nazionale, promuovere investimenti nel nostro futuro ed eliminare gli ostacoli allo sviluppo delle nostre Pmi.

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