lettera di gentiloni e Macron ai «saggi»

Italia-Francia, avanti con il Trattato del Quirinale per «i nuovi obiettivi delle nostre relazioni»

di Carlo Marroni


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4' di lettura

Dopo l'accordo “politico” prende forma il lavoro tra Italia e Francia per arrivare alla definizione del “Trattato del Quirinale”, annunciato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e dal presidente francese Emmanuel Macron la scorsa settimana nell'incontro a Palazzo Chigi. Il “Trattato” dovrà essere definito entro la prima parte del 2018 e firmato ufficialmente nel palazzo della presidenza della Repubblica entro settembre-ottobre, al prossimo vertice intergovernativo tra i due paesi, che si terrà appunto a Roma.

Gentiloni e Macron – ha reso noto la presidenza del consiglio - hanno inviato al Gruppo dei saggi che sono stati chiamati a lavorare sulla definizione del “Trattato” una lettera di incarico che definisce compiti, finalità e perimetro del lavoro dei sei. Come è noto i componenti per parte italiana del Gruppo sono l'ex ministro Franco Bassanini, il consigliere di palazzo Chigi per gli affari Ue Marco Piantini e il Rettore dell'Università Luiss ed ex ministro, Paola Severino.

«L'Italia e la Francia –recita la lettera d'incarico - sono naturalmente legate da una vicinanza storica, economica, culturale e umana eccezionali. In linea con gli orientamenti concordati in occasione del Vertice di Lione, il “Trattato del Quirinale” dovrà dare un forte impulso alle relazioni tra i nostri Paesi strutturandole e dando loro dei nuovi obiettivi, arricchiti di una duplice dimensione bilaterale ed europea. L'obiettivo è quello di concludere questo Trattato in occasione del prossimo Vertice bilaterale, che si terrà in Italia nel secondo semestre del 2018.

Del “Trattato del Quirinale” aveva appunto parlato Macron al termine del vertice di Lione del settembre scorso – quello dedicato all'accordo su Fincantieri-Stx – come strumento per regolare e implementare le relazioni tra Italia e Francia, un po' sulla falsariga del Trattato dell'Eliseo del 1963 con la Germania, anche se le premesse e i contesti storici erano e sono del tutto differenti (i due paesi venivano da un secolo di guerre).

Le tappe verso il Trattato
In questa prospettiva i lavori del Gruppo di alto livello saranno organizzati in due fasi. Una prima tappa riguarderà il contenuto del futuro Trattato, sia che si tratti di proposte istituzionali, che dei settori di partenariato menzionati nel testo del Trattato: “1) il quadro istituzionale dovrà favorire l'affermazione nel tempo di un “riflesso italo-francese” e di una cooperazione strutturata, rimanendo al tempo stesso agile e flessibile; 2) la parte essenziale dovrà riguardare i settori di cooperazione che il Gruppo proporrà di approfondire o di istituire. In prima analisi, due ambiti appaiono portanti per il futuro delle relazioni tra l'Italia e la Francia: da una parte, le questioni legate alla nostra cooperazione in campo economico, industriale e dell'innovazione; dall'altra, quelle relative all'istruzione, alla cultura, alla ricerca e all'insegnamento superiore. Sugli esiti di questa riflessione il Gruppo di alto livello è invitato a riferire entro la fine di aprile. La seconda tappa sarà dedicata alla redazione vera e propria del progetto di Trattato. Infine, se il “Trattato del Quirinale” ha vocazione a offrire un quadro di riferimento per gli sviluppi futuri delle nostre relazioni bilaterali, dovrà allo stesso modo riflettere fedelmente l'ambizione europea di Italia e Francia sia che si tratti della promozione dei nostri valori comuni, che del nostro dialogo sui grandi negoziati europei o delle iniziative in vista di una rifondazione dell'Unione Europea”.

Marcergaglia all'incontro di Versailles con i super-manager globali
La spinta politica verso questo rafforzamento del sistema di relazioni Italia-Francia arriva certamente dalla presidenza Macron, con la quale all'inizio c'era stata qualche frizione – specie per l'affaire Stx, poi risolto con un accordo bilaterale che mira ad una collaborazione navale a tutto campo dal civile al militare,– poi risolta. Le relazioni Italia-Francia sono strettissime, sia nel quadro pubblico che soprattutto in quello privato. Lo sottolineano i rapporti costanti tra le organizzazioni industriali: la prossima settimana, il 25 e 26 gennaio, Confindustria e Medef, l'associazione degli industriali francesi, daranno vita ad un forum economico che affronterà la posizione dell'industria francese e italiana di fronte alle sfide della competitività globale. Inoltre Emma Marcegaglia, presidente di Business Europe (l'organizzazione degli imprenditori europei) parteciperà domani a Versailles all'incontro organizzato da Macron e dall'intero governo francese con un gruppo di manager della maggiori multinazionali globali e istituzioni finanziarie (vedi articolo sul Sole 24 Ore di oggi, ndr). Per l'Italia saranno presenti anche i vertici di Fincantieri, Lavazza e Barilla.

Nelle relazioni anche la collaborazione su immigrazione.
Insomma, l'Italia e la Francia in questa fase europea molto fluida – tra Brexit e le difficoltà tedesche a formare il governo, cui si aggiungono le incertezze dell'esito del voto italiano del 4 marzo – gettano le basi per un sistema di rapporti più efficace, entrambi consapevoli che i legami tra i due paesi sono così stretti e di reciproco interesse che vanno oltre le divergenze sui singoli temi, non solo economici. Lo si è visto sul tema dell'immigrazione dall'Africa verso la Libia e poi nel Mediterraneo centrale: dopo mesi di confronto serrato si è arrivati (soprattutto dopo il summit Ue-Unione Africana di Abijan di novembre) ad un accordo di monitoraggio comune delle rotte di migrazione dall'Africa occidentale, che ha portato all'approvazione da parte del governo Gentiloni dell'invio di un contingente militare italiano in Niger, paese sotto la sfera di influenza di Parigi. Certo, il confine di Ventimiglia resta chiuso ai migranti economici, ma la fase di emergenza di inizio estate scorsa per il momento è superata, e in sede europea si stanno trovando strade per stabilizzare a medio termine i flussi di arrivi.

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