ALLA CASA DEL CINEMA

Italia-Francia, film e cucina per un derby romano fino a notte fonda

Maratona alla Casa del Cinema di Villa Borghese, con attori, registi e cuisinier. C'è anche lo chef di origini calabresi Denny Imbroisi che ha conquistato Parigi con tre ristoranti

di Donata Marrazzo


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Una proposta dello chef Denny Imbroisi

3' di lettura

Meglio una meringa francese o un bacio di dama? Una bouillbaisse marsigliese o il caciucco alla livornese? Le crêpes o la pizza? Un croissant au beurre o una sfogliatella? La baguette o il pane di Altamura? Foie gras o coratella?

Italia-Francia, un derby o un'alleanza?
Il derby Italia Francia si gioca in cucina. E davanti a uno schermo, nella “Notte del cinema e della gastronomia italo francese”. Due culture vicinissime che in realtà celebrano, senza alcuna rivalità, il proprio patrimonio cinematografico, artistico e culinario. Condividendo esperienze, tra analogie e confronti. Una “maratona” in programma alla Casa del Cinema di Villa Borghese, organizzata dal Centro agroalimentare Roma in partnership con il Mercato internazionale di Rungis - il più grande centro agroalimentare di prodotti freschi del mondo - e l'Ambasciata di Francia in Italia.

Lo chef Denny Imbroisi e una sua proposta

Cine e Cucina
L'idea è del critico cinematografico Mario Sesti che, nella costruzione dell'evento, è partito da “Le Repas de bébé”, film dei fratelli Auguste e Louis Lumière, ed è arrivato alle opere di Federico Fellini, Ettore Scola e Nanni Moretti. Per mettere in evidenza quanto la tavola sia «tradizionalmente luogo di dialogo, di conflitti, di problemi, di sguardi». Un percorso che lo ha portato a selezionare “Le Mystère Henry Pick”, del regista Rémi Bezançon (proiettato in prima assoluta, quasi un thriller che racconta di un pizzaiolo bretone che, dopo la sua morte, si scopre sia l'autore di un best seller), e “Le Jeu”, inedito remake francese del blockbuster italiano “Perfetti Sconosciuti” (gioco di coppie durante una cena che si trasforma in un incubo), presentato dai produttori Camilla Nesbitt e Pietro Valsecchi.

Gola, il monologo di Mattia Torre
L'attore Valerio Aprea scandisce le parole di “Gola” e celebra Mattia Torre: «L'Italia è questo paese che ci passi col treno ed è pieno di colline verdeggianti. Di storia, Di pianure, città d'arte tradizione letterature poesia dove a noi però, ecco, in sostanza, soprattutto, ci piace mangiare. Per misteriose ragioni che forse si legano ai ricordi della guerra di questa guerra che a noi ci ha veramente rovinato, noi siamo questo paese a cui piace mangiare. Questo paese vitale e virile che quando c'è da mangiare mangia. Questo paese che semplicemente mangia più di tutti gli altri paesi del pianeta. Nessun altro paese al mondo mangia più di noi. Noi siamo questo paese che mangia senza se e senza ma. Noi proprio dopo la guerra così forse per sdrammatizzare ci siamo seduti e messi a mangiare».

Una proposta dello chef Denny Imbroisi

Chef italiani interpretano la cucina francese
Nel frattempo gli chef Iside De Cesare, Giuseppe Di Iorio e Fabio Campoli traducono in ricette lo scambio e la condivisione fra Italia e Francia. Pasticceria a notte fonda. C'è anche Danny Imbroisi, di origini calabresi, che ha iniziato nella cucina di Giancarlo Perbellini, è stato allievo di Alain Ducasse – 5 anni al Jules Verne in cima alla Torre Eiffel - e ora spopola a Parigi con i suoi 3 ristoranti in cui fonde la tradizione francese e quella italiana.

Danny Imbroisi, un calabrese a Parigi
Prepara polpette al foie gras, salsa di pomodorini confit, crème de Comté e Grana Padano. E racconta: «La cucina è come una musica, nasce dalle tue esperienze, dai viaggi, dalle emozioni. Dai dati che incameri. Supera le frontiere e prende nuovi accenti e sfumature. Così diventa generosa». Fra i suoi piatti simbolo c'è lo sgombro in saor con purè di rape rosse e avocado grigliato, o i ravioli di fegato grasso in brodo di anatra. Parigi gli ha spalancato le porte: il suo primo ristorante è stato Ida, che è il nome di sua sorella. Poi Epoca nel 2017, infine la brasserie Malro, il cui nome si ispira a quello del ministro André Malraux che nel 1962 propose una legge di tutela dei siti storici e dunque del quartiere parigino Le Marais: «Al Malro siamo nel solco della tradizione mediterranea, facciamo miscelazione, pizza e focacce ripiene, piatti da condividere. Anche l'hummus, per sconfinare nel Medio Oriente».

I dolci di Imbroisi sono un mix italo-francese: gelato alla nocciola del Piemonte con ganache al cioccolato e spuma di caffè Lavazza per “Cappuccida”. Meringa italiana, crema chantilly, crocette di fichi di Calabria e gocce di saba (mosto cotto) per la sua Pavlova rivisitata. Immancabile il richiamo alla tradizione italiana con un perfetto Tiramisù.

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