Aspettando il 14 luglio

Italia-Francia, sul Tevere il ponte di carta di Grossetête nel segno di Michelangelo

L’installazione issata a Roma tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini da tre grandi palloni gonfiati ad elio. Frutto dell’opera dell’artista francese

di Gerardo Pelosi

3' di lettura

Più o meno distrattamente non c’è automobilista romano che non vi sia passato sotto sfrecciando in Via Giulia. Pochi sanno, però, che quella che campeggia sopra le loro teste non è altro che la prima arcata di un ponte sul Tevere che avrebbe dovuto unire Palazzo Farnese (oggi sede dell’ambasciata di Francia) e i Giardini della Farnesina sulla sponda opposta (oggi sede dell’Accademia dei Lincei). Un’opera colossale ideata dal cardinale Farnese che ne aveva voluto affidare la committenza a un Michelangelo Buonarroti già avanti negli anni.

Ma Michelangelo, morto nel 1564, non riuscirà mai a vedere l’opera completata. Un grande sogno, quello del Ponte Farnese che alla vigilia della Festa nazionale francese del 14 luglio rivivrà in una installazione artistica ideata dall’artista francese Olivier Grossetête.

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Un ponte-installazione davanti a Palazzo Farnese

Nella serata del 13 luglio alle 19, alla presenza del sindaco di Roma, Virginia Raggi e dell’ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset il ponte Farnese, sia pure di cartone, 18 metri di lunghezza, verrà issato tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini da tre grandi palloni di 6 metri di diametro gonfiati ad elio. Il tutto è frutto dell’opera dell'artista francese Olivier Grossetête che si è ispirato al progetto originario di Michelangelo per collegare le due residenze della famiglia Farnese.

Installazione visibile fino al 18 luglio

L'installazione sarà visibile fino al 18 luglio ed è promossa dall’Ambasciata di Francia e l’Institut français Italia in collaborazione con Villa Farnesina-Accademia dei Lincei che ha messo a disposizione gli spazi della Palazzina del suo Auditorio per il laboratorio collettivo dove molti cittadini, in particolare giovani e giovanissimi italiani e francesi, negli ultimi giorni hanno risposto numerosi all’appello per la costruzione dei pezzi che compongono l’opera. Grossetête è famoso per le sue installazioni giganti, realizzate utilizzando materiali riciclabili. Anche in questo caso si tratta di grandi scatole di cartone che contribuiscono a creare delle arcate sollevate dai palloni ad elio.

Sponsor la Webuild

L'evento del «Ponte Farnese», è sostenuto dalla società di costruzione Webuild (ex Salini Impregilo) e vuole celebrare a pochi giorni dalla visita di Stato del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in Francia l’amicizia del tutto particolare tra i due Paesi. Per l’ambasciatore Masset il progetto di Olivier Grossetête «mostra in modo utopico il ponte che Michelangelo avrebbe desiderato: anche solo per qualche giorno, possiamo immaginare, grazie a un’opera d’arte e al sogno di un artista, quello che avrebbe potuto collegare le due sponde del Tevere nel Rinascimento».

Masset: «una festa da offrire agli occhi dei romani»

Masset ha sottolineato «la forte valenza dell’aspetto della partecipazione dei cittadini: più che mai il sociale e l’arte sono legati. In questo periodo difficile siamo andati avanti ed è una festa vera e propria che si offrirà agli occhi dei Romani e di tutti coloro che vedranno volare il Ponte Farnese».

Salini: un ponte virtuale ma concreto

L’ad di Webuild Pietro Salini ha messo in evidenza come la sua società costruisca opere che durano nel tempo. «Ci ha affascinato - ha aggiunto - l’idea surrealista di un ponte virtuale ma concreto, espressione di un gesto poetico collettivo che realizza il sogno di un grande cliente che viene dal passato. Il ponte è l’opera che più mi piace, perché rappresenta sempre un segnale di unione tra popoli, culture ed epoche diverse. Il Ponte Farnese esprime la bellezza del gesto partecipato, con le persone comuni riunite intorno ad un grande progetto, virtuale o fisico, come è avvenuto nella costruzione del Ponte di Genova».

Webuild è oggi presente in Francia nella costruzione dell’opera infrastrutturale forse più ambiziosa e rappresentativa del Paese, il Grand Paris Express, la nuova metropolitana parigina che circondando la capitale diventerà un altro strumento fondamentale per l’inclusione e la mobilità sostenibile.

Parisi (Lincei): un percorso farnesiano ponte tra le epoche

Nello stesso tempo presso Villa Farnesina sarà visitabile un percorso farnesiano dedicato dal titolo «I Farnese. Tra magnificenze e antiquarie residenze». I visitatori potranno approfondire il legame dei Farnese con la villa e il giardino. Il Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Giorgio Parisi, ha evidenziato l’importanza di un progetto artistico di così alto valore simbolico «ancor più in questo momento storico, ove il ponte tra le epoche e tra le nostre residenze istituzionali diventa anche il simbolo della sinergia europea della ripresa. Una riflessione sull'architettura che suggerisce e racconta anche un progetto sociale rivolto a tutti gli abitanti della città invitati a riunirsi attorno alla costruzione di un edificio altamente simbolico che ricollega radici, identità e comunità».

Grossetête: immagine del nostro rapporto con l’indicibile

Quanto all’artista Olivier Grossetête, racconta così il progetto: «Effimere per natura, come noi, queste monumentali costruzioni partecipative di cartone sono destinate a scomparire. La loro posta in gioco è quindi tanto nel processo, nel percorso e nell’esperienza collettiva che propongono quanto nelle loro forme finali. Questo ponte sospeso, inaccessibile per essenza, ci collega in definitiva solo a noi stessi. È l’immagine del nostro rapporto con l’indicibile».

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