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Italia-Germania, un asse rafforzato dalla lotta al Coronavirus

I dossier sui quali i due Paesi stanno camminando spalla a spalla sono ormai tanti, dal New Generation Eu alla riduzione dell’Iva, dalla ripresa del turismo alla ripresa del settore manifatturiero

di Gerardo Pelosi

Conte: ora reinventiamo l'Italia. E si valuta il taglio dell'Iva

I dossier sui quali i due Paesi stanno camminando spalla a spalla sono ormai tanti, dal New Generation Eu alla riduzione dell’Iva, dalla ripresa del turismo alla ripresa del settore manifatturiero


5' di lettura

Gli ultimi incontri a Berlino e Roma tra il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e il suo collega tedesco, Heiko Maas, così come i continui contatti telefonici tra il premier Giuseppe Conte e la cancelliera Angela Merkel prima e dopo i vertici europei in videoconferenza hanno creato un clima di grande collaborazione tra Roma e Berlino sia sul piano strettamente bilaterale che su quello europeo. I dossier sui quali i due Paesi stanno camminando spalla a spalla sono ormai tanti: dal New Generation Eu alla riduzione dell’Iva, dalla ripresa del turismo alla collaborazione per il vaccino anti Covid, dalla crisi libica alla ripresa del settore manifatturiero alle nuove politiche migratorie. Un clima favorito anche dal ruolo di “pontiere” che continua a svolgere in silenzio ma con efficacia il consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, l’ambasciatore Piero Benassi che ha ricoperto in passato le funzioni di capo della nostra missione diplomatica a Berlino dove può contare ancora su molti amici nello staff della cancelliera.

Un modello virtuoso di integrazione economica

Che vi sia una strettissima interdipendenza tra il sistema delle imprese tedesche e quelle italiane è un dato ormai appurato. La Bdi, la Confindustria tedesca e le tre principali associazioni dell’industria meccanica (Vdma) già in aprile avevano rivolto un appello alla nostra Confindustria e al premier Conte per riprendere gradualmente, tutelando la salute dei lavoratori, l’attività delle imprese. Secondo la Vdma «non è concepibile pensare a un’Europa priva del tutto o in parte, delle sue due maggiori industrie: la meccanica tedesca e la manifattura italiana. L’industria meccanica tedesca ha un rapporto molto stretto con i suoi clienti e fornitori italiani e viceversa. Le aziende metalmeccaniche tedesche e italiane non solo svolgono un ruolo economico insostituibile, ma necessitano dei loro rispettivi fornitori e partner, in quanto fulcro del valore europeo». Secondo i vertici delle associazioni tedesche l’industria tedesca e quella italiana sono un modello virtuoso di integrazione economica: i relativi sistemi di produzione sono fortemente interconnessi nelle catene globali del valore, e le economie dei due Paesi, principali realtà manifatturiere d’Europa, sono complementari nelle filiere internazionali.

Riduzione dell’Iva su modello tedesco

Il Governo italiano sta guardando nel frattempo con molto interesse alle misure prese in Germania per una riduzione temporanea dell’Iva volta a rilanciare i consumi interni. La Germania ha adottato una riduzione temporanea dell’Iva dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. L’aliquota scenderà dal 19 al 16%, per un costo di circa 20 miliardi di euro. Anche l’aliquota ridotta subirà un calo, passando dal 7 al 5%. La misura rientra nel maxi piano della Germania per uscire dalla crisi e prevede risorse per 130 miliardi di euro, investiti tra incentivi per l’acquisto di automobili green, aiuti alle famiglie (come il bonus una tantum per ogni figlio di 300 euro) e gli sgravi fiscali per le aziende. Il taglio dell’Iva in Italia, ha commentato Conte, costa e per questo, considerata la situazione dei conti pubblici, pur nella massima flessibilità garantita quest’anno dall’Unione europea, una riduzione, se ci sarà, sarà per un «breve periodo di tempo». Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha ricordato che la riduzione dell’Iva «è un intervento congiunturale, per pochi mesi e per alcune categorie. È un intervento possibile che va distinto da interventi strutturali. Stiamo valutando tutti i possibili interventi congiunturali».

Insieme per il vaccino anti Covid

Italia e Germania si sono scambiati informazioni ed esperienze fin dai primi giorni dell’emergenza Coronavirus. Ora lavorano insieme per il vaccino. Secondo il ministro Di Maio «la consolidata collaborazione tra l’Istituto Spallanzani e il Robert Koch è un esempio di primissimo livello dell’intensità delle relazioni tra Italia e Germania nel campo scientifico e medico». Di Maio che ha accompagnato lunedì il suo collega tedesco Maas lunedì scorso in visita allo Spallanzani ha ricordato che «grazie all’accoglienza tedesca abbiamo potuto organizzare 44 voli sanitari per il trasporto dall’Italia alla Germania di altrettanti pazienti di terapia intensiva. Gli ultimi due pazienti sono rientrati in Italia lo scorso 18 giugno».

Ripresa in sicurezza dei flussi turistici

La visita di Di Maio a Berlino ai primi di giugno ha sbloccato i viaggi per turismo verso l’Italia e dall’Italia alla Germania. «Stanno arrivando in Italia le prime prenotazioni da cittadini tedeschi – ha reso noto Di Maio - e tuttavia non possiamo aspettarci i numeri di flussi turistici che c’erano prima della pandemia, perché attualmente verso i Paesi terzi c’è molta più cautela. A questo proposito ci stiamo confrontando sui dati delle tendenze epidemiologiche e faremo una scelta a livello europeo».

In luglio un accordo sul Recovery Fund

Il Governo italiano guarda con particolare fiducia all’avvio dal primo luglio della presidenza tedesca dell’Unione europea. Sarà un consiglio europeo di metà luglio a doversi pronunciare sul nuovo bilancio 2021-2027 e sul New Generation Eu ossia il Recovery Fund. «Abbiamo molto apprezzato – ha osservato Di Maio - l’appoggio della Germania ad un piano ambizioso in ambito europeo sul Recovery Fund. Le divergenze tra Stati membri europei restano però evidenti. Italia e Germania devono lavorare fianco a fianco per colmare queste distanze e trovare un accordo ambizioso il prima possibile; non possiamo accettare di scendere a compromessi dannosi per il futuro dell’Europa».

Nuove politiche migratorie

La ripresa degli sbarchi di migranti dopo una parziale pausa durante i mesi della pandemia potrebbe richiedere una risposta coordinata da parte dell’Europa. Anche su questo Roma e Berlino restano in stretto coordinamento. «L’emergenza sanitaria che ha colpito l’Europa – ha detto Di Maio durante la visita a Roma di Maas – ha avuto un forte impatto sulla riforma del sistema di asilo. I flussi migratori continuano a creare sfide per l’Europa, a maggior ragione in un contesto in cui dobbiamo confrontarci anche con sfide nuove legate al virus». L’emergenza Covid ha infatti sospeso il meccanismo europeo di redistribuzione dei migranti sbarcati nel Mediterraneo centrale così come i trasferimenti dei migranti nei Paesi dell’Ue. In questa fase, ha aggiunto Di Maio, «diventa ancor più importante la responsabilità di ogni singolo Stato membro nella ricerca di un compresso sul nuovo patto asilo-immigrazione e siamo fiduciosi che la Germania durante il suo semestre di presidenza saprà imprimere la spinta decisiva».

L’impegno comune per una soluzione della crisi libica

Il ministro degli Esteri tedesco Maas ha visitato lunedì scorso a Roma il quartier generale della missione europea Irini per l’embargo delle armi alla Libia. Una crisi quella libica dove Italia e Germania condividono l’impegno a rispettare i risultati della conferenza di Berlino compreso il confronto tra le due parti 5+5 e la ripresa del dialogo politico. Secondo Maas «la missione Irini è un esempio di incisività a livello europeo. Abbiamo dato un segnale forte. L’Europa è disposta ad assumersi le responsabilità anche nei Paesi vicini, Irini è determinante per il processo politico e per portare avanti la stabilità in Libia. Ci sono troppe violazioni dell’embargo sulle armi e per imporre questo embargo abbiamo bisogno di questa operazione nella sua forma più efficace».

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