relazioni internazionali

Italia-India: al posto delle missioni road show virtuali e webinar

Nel 2022 Delhi assumerà per la prima volta la presidenza del G20 dopo Roma, colloquio fra Conte e Modi

di Gerardo Pelosi

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(AP)

Nel 2022 Delhi assumerà per la prima volta la presidenza del G20 dopo Roma, colloquio fra Conte e Modi


4' di lettura

Non bastavano i 100mila contagi e gli oltre 3mila morti per coronavirus. Ora il tifone Amphan che si è abbattuto sulle coste nord orientali dell'India sta mietendo altre vittime e danneggia centinaia di migliaia di ettari di coltivazioni a riso. Ma il primo ministro Narendra Modi non si dà per vinto. Annuncia un piano di stimolo economico da 266 miliardi di dollari dal titolo “Self-Reliant India”, pari al 10% del Pil indiano. Un mega piano che spazia dal sostegno alle piccole e medie imprese all'aviazione civile alla difesa allo spazio. Un Governo, quello di Delhi che pensa di farcela da solo con le proprie risorse (senza forme di autarchia) ma guarda alle sue responsabilità globali, pensa a quando nel 2022 assumerà per la prima volta la presidenza del G20 dopo l'Italia. Di questo hanno parlato alcuni giorni fa per telefono il premier italiano Conte e il primo ministro Modi. Quest'ultimo ha confermato che anche in India si stanno adottando stringenti misure per il contenimento del virus.

Italia e India si passeranno il testimone del G20
I due primi ministri hanno concordato che manterranno uno stretto coordinamento in vista delle presidenze del G20, un foro che sarà chiamato anche a una gestione degli effetti del Covid sulle nostre economie e sulle nostre società. Ma Modi e Conte (ormai archiviato definitivamente lo spinoso capitolo dei marò) hanno anche confermato il grande interesse delle rispettive business communities per intensificare le relazioni economiche e commerciali. Conte ha confermato che l'India resta per l'Italia uno dei Paesi prioritari nei programmi di internazionalizzazione. È un fatto che l'emergenza sanitaria ha rivoluzionato tutto il programma di missioni che Governo e il sistema delle imprese italiane (Confindustria, Ice, Sace, Simest, Cdp) avevano pianificato per l'India quest'anno. Di qui la necessità di ripiegare sugli strumenti da remoto: webinar, road show virtuali, sistemi digitali.

De Luca: l’ambasciata italiana a Delhi tutta in digitale
“La nostra ambasciata - spiega a Il Sole 24 ore” l'ambasciatore italiano a New Delhi Vincenzo De Luca – è la prima interamente digitale: con questi nuovi strumenti stiamo favorendo i contatti tra le imprese per incrementare le opportunità in India per le nostre imprese esportatrici”. De Luca cita in particolare i due webinar già organizzati con il gruppo Cdp e il lavoro fatto insieme all'Ice e alla Camera di Commercio per individuare i soggetti indiani che possono beneficiare degli strumenti Sace per cercare nuovi business e investimenti nei singoli Stati dell'Unione, attraverso video-incontri con i maggiori decisori politici a livello locale.

Salzano (Simest): nuovi strumenti con la 394
C'è molto interesse da parte delle aziende italiane verso il Paese come conferma il presidente di Simest, Pasquale Salzano che ha organizzato alcune settimane uno dei due webinar al quale hanno preso parte oltre mille imprese interessate ad utilizzare per i Paesi individuati come prioritari tra i quali l'India i nuovi strumenti per l'internazionalizzazione della 394 rifinanziata recentemente con 600 milioni di euro. «Abbiano registrato – spiega Salzano – un grande interesse per la figura del temporary export manager che potrebbe rivelarsi utile per gli studi di fattibilità e per entrare nel capitale delle imprese all'estero necessarie per espandere le quote di mercato».

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Il sistema delle gare pubbliche non esclude aziende estere
Il premier Modi guarda con molto interesse all'Italia presentando l'India come destinazione attrattiva per gli investimenti diretti. Rispetto alla Cina il sistema delle gare pubbliche è aperto e l'Italia si è già aggiudicata l'anno scorso due appalti per 500milioni di investimento. C'è molto interesse da parte di Fs, Saipem, Mermec e Italfer per il programma di parziale alta velocità e ammodernamento della rete ferroviaria indiana. Leonardo è attiva nel Paese e non solo per le tecnologie e forniture militari ma anche per quelle civili. L'emergenza sanitaria e ora il tifone Amphan rappresentano però un duro colpo all'economia indiana e secondo alcuni osservatori, la stima di crescita all'1.9% prospettata un mese fa dal Fondo Monetario Internazionale per il 2020 sarebbe troppo ottimistica. Restano però tutte in piedi le complementarietà esistenti tra l'India che è la seconda manifattura dell'Asia e l'Italia e che è la seconda manifattura europea.

Le aziende italiane scelgono l’e-commerce
Sul fronte delle imprese italiane che hanno stabilimenti in India (Ferrero, Fiat, Enel, Piaggio). Molti impianti sono stati costretti dal lockdown a ridurre o ad interrompere completamente le attività produttive e si prevedono perdite consistenti. Molte ditte italiane si stanno infatti rivolgendo al fiorente mercato dell'e-commerce. Ferrero che prima della crisi vendeva online solo il 2% dei prodotti in india si è posta come obiettivo di raggiungere entro fine anno quota 10%. Per quanto riguarda l'interscambio l'Italia è il quinto Paese europeo per export dopo Germania, Belgio, Gran Bretagna e Francia. Nel 2019 l'interscambio tra Italia e India è stato pari a 9,1 miliardi di euro con un export di 4 miliardi di euro (+1% rispetto all'anno precedente) e import pari a 5,1 miliardi di euro (-6,9%). La tendenza del periodo 2016-2019 è al rialzo con l'export cresciuto complessivamente del 22,2%. Tra i settori nei quali l'Italia ha esportato di più nel 2019 vi è al primo posto quello dei macchinari meccanici ed elettrici che rappresentano il 45,10% dell'export verso l'India. A seguire prodotti chimici (5.79%) mentre più bassi in classifica restano i comparti dell'agroalimentare (3.43%) e dell'arredamento (1.84%) che tuttavia negli ultimi anni hanno esibito tassi di crescita a doppia cifra. I settori con maggiori opportunità̀ per le aziende italiane restano i macchinari, prodotti farmaceutici, dispositivi e attrezzature medicali.

Per approfondire:

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