ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDEMOGRAFIA

Italia, un Paese di anziani non autosufficienti: l’emergenza ignorata

La vera emergenza sono gli anziani non autosufficienti destinati a crescere. Già oggi sono 4 milioni le famiglie con un parente non autonomo a carico

di Alberto Orioli


default onloading pic

5' di lettura

Abbiamo trascorso un anno a parlare di reddito di cittadinanza e di Quota 100. In nome di un'Italia ridotta in povertà e obbligata ai lavori forzati da una riforma previdenziale da demonizzare.

Le due misure simbolo del governo giallo-verde però si sono rivelate molto meno desiderate del previsto: i beneficiari del reddito saranno meno di un terzo delle famiglie potenzialmente interessate alla povertà (un po' più di 670mila nuclei familiari su 1,8 milioni e molti percepivano il vecchio Rei ) e quota 100 è arrivata a 150mila domande (di cui in media una su cinque non ricevibile) contro le 330mila attese.

Per non parlare degli esigui effetti sul turnover delle imprese, assai lontani da quel mitizzato 1-1: un lavoratore esce un giovane entra.

Per approfondire:
•Quota 100 perde appeal: solo 15mila domande a maggio;
•Reddito di cittadinanza, il 37% dei destinatari aveva già il Rei.

Non ci sono dati aggregati ma esempi locali: chi può investe in macchinari e assume (in proporzioni molto minori) personale più qualificato; i risultati più consistenti sono nel pubblico impiego, dove ad esempio, Quota 100 rischia di creare una voragine negli organici dei medici.
Un'ulteriore controprova che le priorità per la politica economica sono altre. Gli investimenti innanzitutto.

LE DOMANDE PER QUOTA 100

Totale domande presentate: 142.179 (Fonte: Inps)

Le priorità del welfare che non vogliamo vedere
Ma anche per il welfare le emergenze sono altre e sono tutte indicate nel ritratto che il Paese non vuole vedere: un'Italia di anziani, dove l'aumento della vita media non sempre si traduce nella realizzazione dell'eterna giovinezza, ma più prosaicamente nell'invecchiamento dei vecchi.
In dieci anni l'Italia ha perso 1,2 milioni di giovani: a fine 2018 i cittadini dai 20 ai 34 anni di età erano 9,6 milioni pari al 16% della popolazione, nel 2008 erano il 19%.

Sempre nello stesso periodo sono aumentati gli anziani soli. Nel 2018 sono 1,2 milioni gli over 65 che si definiscono isolati e privi di amicizie e di reti al di fuori della famiglia.

Da Infodata:
•Tutti i rischi della longevità nel Paese più vecchio del mondo;
•Ecco come l'invecchiamento frena la crescita.

In questo numero-gemello (1,2 milioni) e nella sua casualità statistica c'è la triste evidenza di un Paese che, come il dio Crono, divora i suoi figli.
Non funziona l'avvicendamento naturale delle generazioni.
La quota di over 65 è ormai il 22,8% del totale della popolazione, quasi il doppio rispetto ai giovani fino a 14 anni di età (13,2%). Come ha sottolineato Ignazio Visco nelle sue Considerazioni finali gli over 65 in 25 anni diventeranno il 33% della popolazione totale mentre diminuiranno di 6 milioni gli italiani tra i 20 e i 64 anni di età.

INVECCHIAMENTO IN ITALIA (Popolazione over 60 su totale e proiezione su anno 2040 in %)

Popolazione over 60 su totale e proiezione su anno 2040. In % su popolazione (Fonte: elaborazione Itinerari previdenziali su dati Istat)

INVECCHIAMENTO IN ITALIA (Popolazione over 60 su totale e proiezione su anno 2040 in %)

Giovinezza protratta o vecchiaia prolungata?
La soglia della vita in buona salute sale a 59,7 anni per gli uomini e a 57,8 per le donne (nonostante per la parte femminile della popolazione l'attesa di vita media sia superiore).

Oltre quella soglia scatta la zona welfare e della cosiddetta long term care: spese per la salute e per l'organizzazione familiare oltre che per la pensione.

A 65 anni un italiano oggi ha una speranza di vita senza limitazioni funzionali di 7,8 anni per gli uomini e 7,5 per le donne. In Europa va meglio: 9,4 anni per entrambi i sessi.

POPOLAZIONE RESIDENTE ITALIANA E INCIDENZA STRANIERI (valori in milioni e percentuali)

Evoluzione della popolazione residente per cittadinanza e incidenza della<br/>popolazione straniera. Censimenti 1981-2011 e 1° gennaio 2015 e 2018 (valori in<br/>milioni e percentuali) (Fonte: Istat, Censimento generale della popolazione, Bilancio demografico nazionale della popolazione residente)

POPOLAZIONE RESIDENTE ITALIANA E INCIDENZA STRANIERI (valori in milioni e percentuali)

La speranza di vita media alla nascita è 80,8 anni per gli uomini e 85,2 per donne: per l'indicatore maschile siamo al top in Europa con la Svezia, per quello femminile al quarto posto dopo Spagna, Francia e Lussemburgo. L'elisir di lunga vita ancora non esiste ma l'Italia ha il record di “grandi anziani”, con età superiore a 85 anni: sono 2,2 milioni. I centenari sono 15.500 e gli ultracentenari 20.

Dice il Rapporto Istat 2019: «Essere giovani, adulti o anziani non risponde più soltanto a fattori di ordine biologico e anagrafico; vi è, anzi, una progressiva crescita della distanza tra l'età anagrafica, la sua rappresentazione sociale e la percezione che ne hanno gli individui. I tempi e i modi con cui si passa dall'età giovanile a quella adulta e da questa all'età anziana dipendono, da un lato, dalle condizioni economiche e dagli stili di vita e, più in generale, dal capitale umano degli individui».

Si stanno aprendo grandi potenzialità per fasi di invecchiamento attivo e per la modifica degli stili di vita (dieta equilibrata, più sport, più consumi culturali). Ma certe sintesi statistiche sanno anche essere crudeli e ai limiti del razzismo: se sei istruito e nasci a Bolzano hai la possibilità di vivere in media sei anni in più (4 per le donne) di chi nasce in Campania e ha un basso tasso di scolarizzazione (rispettivamente 83,6 e 86,9 anni per uomini e donne contro 77,5 e 82,9 anni).
C'è sempre un lato scuro, dunque, e nel lungo periodo rischia di risultare prevalente al di là di ogni ottimismo.

Il popolo invisibile delle badanti
Tra gli over 65 già adesso il 30,3% ha molta difficoltà o non è in grado di usare il telefono, prendere le medicine e gestire le risorse economiche, preparare i pasti, fare la spesa e svolgere attività domestiche, leggere, svolgere occasionalmente attività domestiche pesanti.

Ci sono quasi 4 milioni di parenti che già adesso “gestiscono” un anziano non autosufficiente. E altrettante quindi diventano le famiglie interessate, quasi quanto quelle riferibili al reddito di cittadinanza. Ma hanno avuto un'attenzione ben più marginale.

Ci sono quasi un milione di badanti tra regolari e non (nella quasi totalità immigrati): sono 14,2 ogni 100 anziani over 75.
Nel complesso la spesa pubblica destinata agli italiani non autosufficienti è di poco superiore ai 20 miliardi, metà dei quali sono destinati alle cosiddette indennità di accompagnamento (più alte al Sud che al Nord) .
In dieci anni la popolazione non autonoma crescerà a 6,3 milioni di persone (un decimo degli abitanti totali). Avrà bisogno di cure, le famiglie avranno bisogno di sostegni economici.

Una spesa destinata a esplodere
La spesa per l'assistenza di lungo termine è destinata a esplodere, così come quella previdenziale.
Il bilancio tecnico dell'Inps stima in 20 anni il raddoppio degli oneri per pensioni, a quota 247 miliardi (oggi sono 143 per 8,6 milioni di assegni). La Ragioneria generale dello Stato invece prevede il raddoppio entro il 2060 degli attuali 15 miliardi destinati a spese per long term care.

L'Osservatorio del Centro studi e itinerari previdenziali diretto da Alberto Brambilla, uno dei guru della Lega in tema di welfare, va oltre e stima che la spesa pubblica per l'autosufficienza arriverà al 3% del Pil in 30 anni, da aggiungere alla spesa privata di quasi 10 miliardi che già oggi spendono le famiglie e, naturalmente, destinata a crescere.

È un problema enorme di spesa pubblica dunque. E di priorità della politica economica. La “recessione demografica”, come l'ha chiamata l'Istat, rischia di avere impatti devastanti. Ne va dell'idea stessa di futuro che diventa angoscia invece di essere voglia di mordere il mondo. Consentirà anche di controllare meglio quote di elettorato debole e influenzabile, ma alla lunga rende il Paese vulnerabile e senza energie.

POPOLAZIONE DI ETÀ COMPRESA TRA 20 E 64 ANNI: PROIEZIONI

Indici, 2018=100. Fonte: elaborazioni su dati Eurostat

POPOLAZIONE DI ETÀ COMPRESA TRA 20 E 64 ANNI: PROIEZIONI
Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...