sei nazioni

Italia, un passo avanti nel tempio del rugby

di Giacomo Bagnasco

(AP)

3' di lettura

Trentasei a quindici per l'Inghilterra: un punteggio netto ma non umiliante, al termine di una partita nella quale i padroni di casa hanno preso il largo solo negli ultimi dieci minuti. Al di là della trovata tattica dell'allenatore della difesa azzurra, Brendan Venter, con i raggruppamenti a terra non contestati e i nostri giocatori che potevano spargersi in territorio nemico per disturbare le linee di distribuzione del pallone, si è vista un'Italia più convinta, che ha fatto progressi in difesa e nella tenuta fisica, oltre a prendersi la soddisfazione di segnare due mete (di rapina ma anche di potenza quella di Venditti, magnifica quella di Campagnaro) e di chiudere in vantaggio il primo tempo.

L'Inghilterra per 40' ci ha capito poco o nulla, chiedendo lumi all'arbitro Poite, il quale non poteva che confermare che il comportamento difensivo degli Azzurri era “nel” regolamento di gioco. A fine partita il ct dei Bianchi Eddie Jones è apparso contrariato dagli accorgimenti adottati dagli avversari, arrivando a dire che “questo non è rugby” e che gli spettatori avrebbero dovuto chiedere il rimborso dei soldi spesi per il biglietto. Peccato che nella ripresa anche i suoi uomini abbiano provato a giocare nello stesso modo, e che, oltretutto, l'Italia non sia la prima squadra ad aver fatto ricorso a questa trovata, non senza essersi prima consultata con l'arbitro per capire quale interpretazione ne avrebbe data.

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Insomma, Italia in regola. E Italia che deve per forza studiare qualcosa di più per cercare di rimanere in partita contro i colossi di questo sport. Negli anni Novanta, epoca d'oro del nostro rugby, il ct Georges Coste studiò più di una contromisura per progredire con una squadra che seppe affermarsi a suon di risultati, fino al punto di conquistare la partecipazione al Sei Nazioni. Ora che la penuria di risultati porta osservatori di altri Paesi a interrogarsi sulla consistenza di questa Italia, che spesso nel Sei Nazioni fa la figura del vaso di coccio, va benissimo che un ct giovane e ambizioso lavori a ogni misura possibile per ridurre il divario con le altre. Chiaro che l'effetto sorpresa si è esaurito a Twickenham e che ora bisognerà pensare a qualcos'altro, ma va bene così.

Oltretutto, andando avanti con i corsi e i ricorsi storici, proprio due sconfitte a testa alta nello stadio londinese sono state in passato la premessa per una riscossa della nostra Nazionale. Nel 2007, sotto la guida di Pierre Berbizier, il 20-7 per l'Inghilterra fu seguito dalla storica prima vittoria esterna (37-17 alla Scozia) e subito dopo dal 23-20 inflitto al Galles sul terreno del Flaminio; mentre nel 2013, con Jacques Brunel come ct, gli inglesi faticarono per imporsi 18-11 (mete zero a una per gli Azzurri e sospiro di sollievo collettivo del pubblico di casa al fischio finale) e nel turno finale del torneo l'Italia ottenne un successo casalingo per 22-15 sull'Irlanda, unica vittoria nei confronti dei Verdi in ambito Sei Nazioni. A questo punto, senza ottimismi fuori luogo ma con molta determinazione, non ci resta che attendere la Francia.

LA TERZA GIORNATA
Risultati: Scozia-Galles 29-13; Irlanda-Francia 19-9; Inghilterra-Italia 36-15
Classifica: Inghilterra 13 punti; Irlanda 10; Scozia 9; Galles e Francia 5; Italia 0
Quattro punti per la vittoria, due per il pareggio, un punto di bonus alla squadra che segna almeno quattro mete dalla perdente che contiene lo scarto della sconfitta entro le sette lunghezze

IL. CALENDARIO
Quarta giornata. Venerdì 10 marzo: Galles-Irlanda (21.00). Sabato 11 marzo: ITALIA-Francia (14.30); Inghilterra-Scozia (17.00)
Quinta giornata. Sabato 18 marzo: Scozia-ITALIA (13.30); Francia-Galles (15.45); Irlanda-Inghilterra (18.00)
Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta su DMax, canale 52 del digitale terrestre

Riproduzione riservata ©

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