IL VERTICE CONTE-NYUSI

Italia primo investitore europeo in Mozambico: nel 2018 interscambio record

Il paese è un partner strategico per l’Italia in Africa, in un momento in cui questo continente è sotto la lente delle aziende italiane per le opportunità che offre. Il Fondo monetario internazionale prevede una crescita dell’economia del Mozambico del 9,2% per il 2023 e dell’11,5% per il 2024

di Andrea Carli


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La bandiera dell'Italia issata durante il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi (Ansa)

2' di lettura

Dietro l’incontro che si è tenuto oggi a Palazzo Chigi tra il capo del governo giallo verde Giuseppe Conte e il presidente della Repubblica del Mozambico, Filipe Jacinto Nyusi ci sono rapporti economici e commerciali consolidati tra i due paesi. Il Mozambico è infatti un partner strategico per l’Italia in Africa, in un momento in cui questo continente è sotto la lente delle aziende italiane per le opportunità che offre.

Italia primo investitore europeo
L’Italia, con 3,2 miliardi di dollari di investimenti negli ultimi sette anni (2012-2018), è il primo investitore europeo (seguito da Paesi Bassi con 1,2 miliardi di dollari, Portogallo con 636 milioni di dollari e Regno Unito con 333 milioni di dollari) e il terzo a livello globale (dopo Stati Uniti con 5 miliardi di dollari ed Emirati Arabi Uniti con 4,8 miliardi di dollari).

Nel 2018 record per l’interscambio commerciale tra i due paesi
Nel 2018 l'interscambio tra Italia e Mozambico ha raggiunto il valore record 524 milioni di euro (+81 milioni rispetto al 2017). Le esportazioni dell'Italia sono aumentate del 59% rispetto al 2017, raggiungendo 63 milioni di euro. Anche le importazioni dell'Italia sono cresciute fino a 460 milioni di euro (+14% rispetto al 2017).

Nell’export prodotti chimici e mobili in prima fila
Il maggiore contributo alle esportazioni dell'Italia è stato dato dai prodotti chimici (in particolare fertilizzanti), che, con un valore di 18,5 milioni di euro, hanno registrato una crescita del 198% rispetto al 2017. Tra le variazioni positive si segnalano mobili (+723%), articoli in gomma e materiali plastici, in particolare per l'edilizia (+381%) e i prodotti farmaceutici di base (+146%). Il 7% delle esportazioni dell'Italia è costituito da prodotti alimentari. Le bevande (incluso il vino), anche se aumentate del 106% rispetto al 2017, hanno totalizzato 424 mila euro, penalizzate da barriere tariffarie e non. In flessione i macchinari, voce storicamente dominante, scesi a 6,6 milioni di euro nel 2018 (-45%).

L’Italia importa alluminio greggio e rubini
L'86% delle importazioni dell'Italia è rappresentato dai prodotti della metallurgia, in particolare alluminio greggio, con un valore di 393,9 milioni di euro nel 2018 (+14% rispetto al 2017). Rubini (+525%) e i minerali di zirconio (+12%) e granito (+2,5%) gli altri aumenti più consistenti delle importazioni dell'Italia nel 2018. Lo zucchero (-97%) e le noci di acagiù (-62%) le principali voci negative.

Le aspettative di crescita
Le aspettative su questo paese sono positive. Il Fondo monetario internazionale prevede una crescita del 9,2% per il 2023 e dell’11,5% per il 2024. I considerevoli giacimenti di gas naturale e la ricchezza mineraria del Paese (carbone, grafite e sabbie pesanti in particolare) continueranno ad attrarre nel medio termine importanti flussi di investimenti esteri diretti, alimentando anche il relativo indotto e creando così nuovi spazi anche per le aziende italiane.

Per le Pmi opportunità nell’energia e nell’industria estrattiva
Per le Pmi le opportunità sono nell’energia e nell’industria estrattiva, ma anche nelle infrastrutture, nel turismo e nell’agroindustria. In ambito commerciale, oltre ai macchinari e ai beni strumentali, anche i beni di consumo e il Made in Italy (a partire dall’alimentare) presentano buone prospettive di sviluppo con la progressiva crescita del mercato interno.

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