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Italia primo trasformatore di pomodoro Bellanova: presto l’Igp di quello pelato

L’Anicav mette a segno un 2020 di aumento dei consumi interni, delle esportazioni e anche dei prezzi di vendita

di Micaela Cappellini

2' di lettura

L'Italia si conferma il primo Paese trasformatore ed esportatore di derivati del pomodoro, con il 13% della produzione mondiale e il 53% di quella europea e con un fatturato che raggiunge i 3,5 miliardi di euro. L’export rappresenta il 60% di tutta la produzione e garantisce un incasso di 1,8 miliardi di euro. Sono numeri positivi, quelli con cui si appresta a chiude il 2020 l’Anicav, l’associazione che riunisce gli industriali nazionali delle conserve alimentari vegetali,che ha appena tenuto in streaming il suo ottavo convegno annuale.

Nei primi otto mesi di questo anno di Covid le vendite all’estero dei derivati del pomodoro hanno fatto registrare una crescita del 2,64% in volume e ancora di più, del 9,44%, in valore. Ma il trend positivo è confermato anche dai consumi interni nei canali della Gdo, che al 30 settembre 2020 sono aumentati sia in volume (+9,7%) che in valore (+16,4%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. «La situazione contingente, che ha favorito l’aumento delle scorte da parte dei consumatori, ci ha garantito quest’anno numeri più alti dell’ordinario - ha commentato il direttore generale dell'Anicav, Giovanni De Angelis - la cosa più importante è che l’incremento in valore è stato più alto di quello a volume, e questo credo debba essere un elemento da capitalizzare anche per il futuro. Abbiamo di fronte un consumatore sempre più consapevole, che sta imparando che il pomodoro in scatola non è una commodity e non va scelto solo in base al prezzo. Se anche per il futuro riusciremo a farci riconoscere anche solo dieci centesimi in più per mezzo chilo di pomodoro potremo remunerare assai meglio tutta la filiera produttiva, dal campo alla tavola».

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Intervenendo per un saluto alla diretta streaming dell’Anicav, la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova ha promesso ai produttori il finanziamento di un programma di promozione e valorizzazione del pomodoro da industria italiano, si è impegnata a sostenere economicamente l’adeguamento idrico attraverso il Recovery Fund e, soprattutto, si è detta disponibile a riconoscere in breve tempo l’Igp del pomodoro pelato intero «La nostra istruttoria è ferma da tre anni dice De Angelis - ora spero che la situazione si possa sbloccare nel giro di qualche mese».

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