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Italia in ritardo sulle «ricaricabili» ma le ibride sono leader di mercato

A ottobre un’auto immatricolata su tre è ibrida; full electric e plug-in si attestano al 4,3 e al 4,6%, sotto la media europea

di Filomena Greco

(kiri - stock.adobe.com)

3' di lettura

Storicamente, il mercato italiano dell’automotive ha sempre avuto una quota alta di autovetture “sostenibili” grazie al peso dei modelli a metano e gpl, peculiarità del mercato domestico. L’accelerazione su ibrido ed elettrico ha fatto saltare gli schemi più tradizionali ma l’Italia si conferma il terzo mercato in Europa, dopo Germania e Regno Unito, per numero di autovetture ad alimentazione alternativa nei primi nove mesi dell’anno, con volumi superiori al mezzo milione di auto immatricolate. Un buon piazzamento dovuto soprattutto al successo delle ibride mentre il paese resta indietro sulle “ricaricabili”.

Mercati a confronto

In questo contesto l’Italia sconta però un ritardo rispetto a Germania, Regno Unito e Francia, conta infatti una quota inferiore, nella dinamica delle immatricolazioni, di modelli full electric e plug-in, sotto la media europea. Il paese è terzo in Europa per volumi di auto ibride – oltre 328mila unità fino a settembre, prossima ai volumi di Germania e Uk– mentre è quinto, dopo Germania, Francia, Uk e Norvegia, per elettriche e plug in, con volumi intorno alle 50mila unità.

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Lo sprint delle ibride

L’ultimo dato disponibile, quello relativo alle immatricolazioni in Italia nel mese di ottobre, fotografa comunque un mercato che sta cambiando pelle velocemente. La quota delle auto ibride non ricaricabili supera, per il quarto mese consecutivo, quella delle autovetture a benzina e risulta la prima scelta sul mercato. Le autovetture diesel, in calo ad ottobre del 63,5%, rappresentano il 22,7% del mercato nei primi dieci mesi del 2021 – erano al 34,1% nello stesso periodo del 2020 – con un calo di circa il 25%.

Perdono terreno anche le autovetture alimentate a benzina, -12,3% nei primi dieci mesi e il 30,4% di quota, 9 punti percentuali in meno rispetto ad un anno fa. I volumi complessivi delle immatricolazioni di auto ad alimentazione alternativa, come evidenzia l’elaborazione curata dall’Anfia, sono raddoppiati da inizio anno e rappresentano il 56,6% del mercato nel mese di ottobre e il 46,9% da gennaio, con le elettrificate (ibride, plug in e full electric) che nel complesso raggiungono il 37,6% nei primi dieci mesi dell’anno.

In ritardo le «ricaricabili»

Le ricaricabili risultano in crescita dell'85,7% nel decimo mese dell'anno, raggiungono il 12% di quota di mercato ad ottobre e l'8,9% nei primi dieci mesi, con le plug-in al 4,6% e le elettriche al 4,3. È questa percentuale a fotografare il “ritardo” dell’Italia sul fronte della mobilità elettrica visto che la quota di mercato in capo alle vetture alla spina è la metà circa se confrontata con Germania, Francia e Regno Unito. Ed è ben al di sotto della media europea: le full electric nell’intera area pesano il 7,6% del mercato, le plug-in si attestano sull’8,6%.

Le ibride intanto accelerano ulteriormente la dinamica di crescita: a ottobre più di una vettura su 3 tra quelle immatricolate è ibrida (35,2%), si tratta della motorizzazione che si conferma market leader in Italia ormai da diversi mesi.

Il tema infrastrutture

Secondo una rilevazione dell’Anfia aggiornata a settembre scorso, l'Italia è sesta in Europa per numero di colonnine per la ricarica ogni cento chilometri. Il tema della crescita della mobilità elettrica sul mercato mette in primo piano il problema delle infrastrutture. L’ultimo report dell’Acea, l’Associazione a cui fanno capo i costruttori auto europei, rileva che dei 225mila caricabatterie pubblici attualmente disponibili nei paesi dell’Unione, solo 25mila sono a carica rapida. Meno di uno su dieci dunque ha una capacità di oltre 22 kW e garantisce una ricarica veloce.

In Italia i punti di ricarica sono 11mila in totale, con 1.231 totem a carica veloce. Il punto dunque non è soltanto la mancanza di dispositivi per la ricarica quanto il fatto che pochi di questi possano garantire la ricarica in qualche decina di minuti e non in diverse ore.

LA MAPPA DELLE COLONNINE DI RICARICA (NORMALI E VELOCI) NEI PAESI EUROPEI
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Il tema è al centro della proposta politica Fit for 55 avanzata dall’Europa. Il Parlamento europeo sta lavorando al Regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (AFIR) proposto dalla Commissione europea a luglio scorso. Il documento rappresenta una componente centrale del pacchetto climatico “Fit for 55”, che include i nuovi obiettivi di CO2 per le auto.

Per l’Acea però la proposta non è abbastanza ambiziosa. Tanto che i produttori chiedono al Parlamento e al Consiglio di rafforzare in modo significativo la proposta della Commissione, per garantire che l’Europa possa costruire una rete di infrastrutture capace di sostenere la crescente quota di mercato delle vetture alla spina e che sia adeguata agli obiettivi di riduzione della CO2.

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