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Italia sconsigliata ai turisti Usa: un giro d’affari da 2,8 miliardi di euro l’anno

Gli Stati Uniti alzano al massimo l’allarme verso le zone colpite da coronavirus; Venezia e Milano le città più visitate dagli americani dopo Roma

di Enrico Bronzo

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(Afp)

Gli Stati Uniti alzano al massimo l’allarme verso le zone colpite da coronavirus; Venezia e Milano le città più visitate dagli americani dopo Roma


4' di lettura

Sabato 29 febbraio gli Stati Uniti hanno alzato ulteriormente l’allarme, con il vicepresidente Mike Pence, portando al massimo il livello di allerta da 3 a 4 per i viaggi nelle zone più colpite dal coronavirus in Italia e in Corea del sud.

Tradotto: se finora il consiglio era di evitare i viaggi non necessari ora è un perentorio “do not travel” (non viaggiare), nei focolai dell’epidemia nel nostro Paese. Come già deciso per la Cina. American Airlines ha sospeso i voli da e per Milano fino al 24 aprile 2020, Delta Air Lines fino al 1° maggio 2020. La concorrente United Airlines non ha fatto altrettanto.

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I dati 2018
Gli Stati Uniti, con una crescita del 14,9% rispetto al 2017, salgono al secondo posto tra le presenze, dopo la Germania, nella classifica per nazionalità dei clienti stranieri. Sono alcuni dei dati contenuti nel Report statistico dell’Istat sul movimento turistico in Italia nel 2018. Da clienti esteri corrispondono nel complesso circa 182 milioni di presenze.

Il confronto
Presenze turistiche per nazione nel 2018:
1 Germania 58.645.390
2 Stati Uniti 14.546.868 ((+1,9 milioni, +14,9%)
3 Francia 14.197.976
4 Regno Unito 14.043.501
5 Paesi Bassi 11.037.222

Sul podio Roma, Venezia e Milano
Roma si conferma la principale destinazione con circa 29 milioni di presenze (6,8% del totale nazionale; 4,1% della clientela nazionale e 9,4% di quella estera). Venezia guadagna un posto in graduatoria e affianca al secondo posto Milano (entrambe con 12,1 milioni di presenze circa, pari al 2,8% di quote sul totale nazionale).

Il calcolo
Stimate in 14.546.868 le presenze (notti) annue dei turisti americani, divise per la permanenza media di 3,6 giorni, abbiamo 4,15 milioni di clienti (85% turismo, 15% lavoro) Usa venuti nel 2018 in Italia.

Il fatturato turistico internazionale in Italia è stimato in 42 miliardi di euro (+7% rispetto al 2017) e la cifra attribuibile agli Usa è di 2,8 miliardi.

I love Italy
In base a dati EyeForTravel del 2017 il 23,3% degli statunitensi aveva compiuto viaggi internazionali negli ultimi tre anni.
Il picco dei viaggi dei turisti Usa avviene in luglio, con il 75% di partenze in più rispetto a febbraio, ma anche a marzo e dicembre.
Il 18% dei viaggi ha come meta l’Europa e l’Italia è al secondo posto dopo la Francia come preferenza.

Italia che balza al primo posto - e la quarta in assoluto dopo il Messico, il Canada e i Paesi caraibici, esclusa le Bahamas al 6° posto da sole- tra gli «affluent empty nesters», gli adulti Usa liberi dai vincoli familiari avvezzi a viaggiare all’estero. Per loro l’Italia è la prima destinazione d’interesse in Europa.

Italia al 2° posto dopo il Messico tra le “flush families”, le famiglie benestanti che prenotano solo online, e idem tra i golden globetrotters: i pensionati che amano spendere: sono i viaggiatori che tutti vorrebbero: fanno molti viaggi all’estero e non si fanno mai mancare niente. Sono avvezzi a spendere anche grosse cifre online, prediligono il lusso e le comodità. Per le loro vacanze sono propensi a scegliere mete costose, tra cui in prima linea c’è l’Italia: non a caso sono tra gli intervistati che apprezzano di più la buona cucina, le mostre d’arte e i musei, il teatro e il cinema.

L’appello di Venezia
«Molti alberghi a causa del crollo delle prenotazioni per il coronavirus applicheranno la cassa integrazione al loro dipendenti, è evidente che si agirà anche sulle ferie per poter resistere e non è escluso che alcuni hotel possano chiudere finchè non finisce l'emergenza». A parlare all'Ansa di una situazione turistica in ginocchio a causa delle disdette è il direttore dell'Associazione veneziana albergatori, Claudio Scarpa. In città gira voce che alcuni grandi alberghi sono pronti a dare lo stop. «La situazione è che il tasso di occupazione delle camere è bassissimo - dice Scarpa - tra il 20 e il 30%. In alcuni casi è pari a 0». Scarpa lancia un appello. «Attendiamo con grande ansia il decreto del governo - conclude - per aiutare non sole le imprese che sono nella zona rossa ma anche quelle che sono state direttamente colpite come Milano e Venezia».

Agenzie viaggio e tour operator, sit in al Mef
Agenzie di viaggio e tour operator mobilitati. Lunedì 2 marzo alle 10 annunciano un sit-in davanti al ministero dello Sviluppo economico a Roma, una mobilitazione anche con le associazioni di settore: Fto, Fiavet
Lazio, Adv Unite e il neo Comitato adv turismo scolastico fatto di 70 agenzie circa per chiedere misure urgenti straordinarie di sostegno alle imprese del settore colpite dall'emergenza del Coronavirus. «Si vuole soprattutto sensibilizzare il ministero degli Affari Esteri per trovare una soluzione rapida alle attuali misure di restrizione, visto che già da ora sono evidenti i danni economici che si ripercuotono sui lavoratori di
settore (cassa integrazione, licenziamenti, chiusure attività). Si chiede a tal proposito - è scritto nella nota diffusa alla stampa - un tavolo di confronto urgente con il Ministro Di Maio. In caso del possibile protrarsi dell'attuale situazione è necessario che l'Unione europea istituisca appositi fondi a
sostegno delle imprese italiane, alla luce dell'evidente stato di crisi».

Per approfondire
Turismo, in vacanza la notte è spagnola. Italia al terzo posto
Lo studio pubblicato da Booking Blog
Lo studio pubblicato da Ag/cult

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