I 90 anni dalla firma dei patti lateranensi

Italia-Vaticano, anniversario “freddo” del Concordato

di Carlo Marroni


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5' di lettura

È un rito annuale, che in tempi normali avrebbe un suo svolgimento fisiologico fatto di rapporti e relazioni, tra spumante e tartine. Ma i tempi non sono normali. E così il ricevimento per la commemorazione della firma dei Patti Lateranensi - quest’anno è un anniversario a cifra tonda, 90 anni - assume un significato particolare: è la prima volta che il governo giallo-verde (Matteo Salvini non dovrebbe andare e Luigi Di Maio è incerto) incontra i vertici della Chiesa cattolica, dalla Santa Sede alla Cei. Non ci sarà il Papa, naturalmente - ma certamente il suo “vice” il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin - ma come sempre sarà presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Tra le due sponde del Tevere c’è, dall’insediamento dell’esecutivo, un’oggettiva freddezza, e i temi di frizione sono diversi, ma su tutti spicca quello sui migranti. Più sullo sfondo altre questioni più economiche, come la recente sentenza Ue sull’Ici relativa alle scuole cattoliche e il tentativo (forse sventato, ma ancora deve essere formalizzata la marcia indietro) di stangare le organizzazioni no profit facendo pagare per intero l’Ires.

L’incontro di Conte con il Papa e i tentativi di Salvini dentro le mura leonine
È un «momento freddo» nei rapporti tra Santa Sede e governo italiano, «ma qualche contatto c’è» ha detto Andrea Riccardi, storico del cristianesimo e Fondatore della Comunità di Sant’Egidio, in un incontro organizzato nei giorni scorsi dalla sala stampa estera a Roma, sottolineando a titolo di esempio che «sul grande tema dei migranti la Chiesa di Papa Francesco ha una posizione molto diversa dal governo italiano». La freddezza è via via emersa sia prima che dopo la formazione del governo Conte: dalla sponda grillina ogni tanto si tuona contro la Chiesa che non pagherebbe le tasse, e da quella leghista si invita il Papa ad accogliere i migranti dentro il Vaticano (cosa che in effetti un po’ fa). Il premier è stato ricevuto dal Papa poco prima di Natale in udienza privata: Conte ha un passato cattolico (è stato allievo a Villa Nazareth), ma per il resto l’esecutivo non ha esponenti che abbiano un qualche vissuto nel mondo cattolico o nell’associazionismo di base, a parte forse il sottosegretario pentastellato Vincenzo Spadafora. Un incontro ci sarebbe stato dentro le mura leonine sempre a inizio anno tra Matteo Salvini, accompagnato da Giancarlo Giorgetti (anche il dossier Stato-Chiesa è sul suo tavolo, tra gli altri...), con il cardinale Angelo Becciu, già Sostituto della Segreteria di Stato e ora a capo del dicastero dei santi, che cerca di tenere i contatti con la politica italiana ma senza alcuna delega da Francesco, che su queste questioni si affida a Parolin o al presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti. Certamente la Lega ogni tanto agita il vessillo dell'identità cristiana tanto da avere contatti con il cardinale ultraconservatore e ultraoppositore di Francesco, Leo Burke.

L’opposizione dei vescovi al decreto sicurezza e il nodo della tassazione delle scuole
La questioni migranti, sempre presente nella pastorale del Papa, è esplosa nuovamente a inizio anno, quando è entrato in vigore il cosiddetto decreto sicurezza. Molti vescovi hanno alzato la voce, arrivando a parlare di violazione della Costituzione, come hanno fatto soprattutto i presuli siciliani, in prima fila nell'assistenza dei migranti che sbarcano, quando ci riescono. Del dossier se ne occupa direttamente la Cei, che evita di alzare troppo i toni e inviata la politica a non usare i profughi come oggetto di propaganda. Poi la questione dell’Ici: a novembre la Corte di Giustizia Ue, a seguito di un infinito ricorso di una scuola romana, ha sentenziato che il governo deve attivarsi per far pagare l’Ici per gli anni 2006-2011 agli enti commerciali su immobili adibiti a scuole e alberghi che hanno beneficiato di esenzione pur facendo pagare un corrispettivo al servizio reso. Quindi non solo la Chiesa, ma certamente gli ordini religiosi di preti e suore risulterebbero i più colpiti. Il governo si attende che a breve possa arrivare la notifica della Commissione Ue della sentenza, dopodichè si attiverebbe la procedura per identificare un modo per recuperare questa somma. La cosa è giudicata molto difficile e laddove partissero le ingiunzioni ai pagamenti non riguarderebbero comunque il Vaticano, che gode di extra territorialità sui propri immobili. Infine la questione Ires, che aveva fatto gridare allo scandalo tutte le organizzazioni caritatevoli: l’esecutivo ha annunciato di cambiare la norma che è comunque dentro la manovra. Forse anche di questo si parlerà nei colloqui “informali” a margine del ricevimento, magari tra Conte e Giovanni Tria (che sabato scorso è andato all’anniversario di Sant'Egidio) e i vertici della Cei, il cardinale Bassetti e il numero due, il vescovo Stefano Russo.

Riccardi (Sant’Egidio): il ricevimento è un “mito giornalistico”
Dice ancora Riccardi che l'evento del ricevimento – che si tiene a Palazzo Borromeo, dal 1929 ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, ora retta dall’ambasciatore Pietro Sebastiani - è circondato da un «mito giornalistico» ed ha ricordato la genesi dell’appuntamento, nato quando, in occasione dell’intervento militare degli Stati Uniti in Iraq, con Francesco Cossiga presidente della Repubblica, c’erano «rapporti difficili» tra le due sponde del Tevere. All’incontro – scrive Vatican Insider in un dettagliato resoconto dell’incontro - nel corso degli anni divenuto «rituale» si parla di varie cose: come diceva un amico – ha proseguito Riccardi – si parla più di tassazione delle acque reflue che di grandi problemi». L’ex ministro del governo Monti ha poi ricordato di aver preso parte due volte ufficialmente al vertice tra esecutivo italiano e delegazione vaticana, nel 2012 e poi nel 2013, «quando il Papa (Benedetto XVI) era dimissionario, il governo era dimissionario, e in Parlamento non si riusciva a eleggere il presidente della Repubblica: nessuno era nel pieno dei suoi poteri ed era una specie di incontro di fantasmi». Ma certamente le fasi difficili sono state diverse, anche in tempi recenti: ai tempi del governo Prodi-2 per il disegno di legge sui Dico, poi con Berlusconi premier, prima per il cosiddetto “caso Boffo” e poi per tutti gli scandali di Villa Certosa, oltre che per il caso Ior e il sequestro di 23 milioni della banca vaticana. Ormai tutte questioni lontane. Erano i tempi del residuo interventismo della Cei sulla politica e le sponde date dai governi di centro destra sui valori cosiddetti non negoziabili (su tutti il comportamento tenuto dalla destra per il caso di Eluana Englaro): un mondo che con Francesco di fatto non esiste più.

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