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#Italialive, grido d’allarme dell’industria degli eventi

L’industria degli eventi e della live communication lancia un grido di allarme: servono aiuti concreti alle aziende e un piano di ripartenza. A rischio 570mila posti di lavoro

di Andrea Biondi

3' di lettura

A rischio, vero, c’è una industry da 570mila occupati. Del resto fra eventi cancellati, disdette, rinvii, riprogrammazioni, il settore degli eventi rischia di pagare un prezzo non più recuperabile dallo stop causato dall’emergenza coronavirus. È per questo che agenzie, associazioni e imprese del mondo degli eventi, dei congressi e della Live Communication hanno inviato una lettera aperta al premier e al Governo con richieste, dettagliate, per fermare una deriva in cui il settore rischia di arenarsi senza possibilità di risalita.

Sono toni allarmati quelli utilizzati dagli operatore del settore riuniti sotto l’hashtag #ItaliaLive, progetto nato proprio per portare all'attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una grave crisi economica e sociale che sta attraversando il settore.

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«Primi a doverci fermare, ultimi a ripartire», si segnala nella lettera. E del resto, è sotto gli occhi di tutti che il lockdown ha impattato come uno tsunami sul settore degli eventi e della live communication che anima alle prese con il più grande e improvviso stop che il settore abbia mai sperimentato, non risparmiando nessuna area del Paese.

I numeri sono eloquenti: ogni anno in Italia vengono organizzati più di un 1 milione di piccoli e grandi eventi, che occupano il 40% delle stanze degli alberghi, garantendone la sopravvivenza. L’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore dei business event. L’indotto genera 65,5 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro all’anno, attraverso 569 mila addetti (agenzie, service audio video luci, allestitori, catering, sedi congressuali, interpreti, artisti e tutte le maestranze connesse).

In questo quadro, si stima che la perdita economica per questo settore, solo nel primo mese, abbia superato i due miliardi di euro, che oltre il 30% degli eventi in programma nel 2020 sia stato cancellato e che la partenza non si possa prevedere se non prima di ottobre 2020 nel migliore dei casi.

Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale. Università Pontificia Salesiana

Da qui la richiesta di porre attenzione a un problema che potrebbe deflagrare. Come? «In questa fase di progettazione di ripresa delle attività del Paese è fondamentale che le istituzioni si attivino per definire date certe di riavvio delle attività congressuali, fieristiche e degli eventi aggregativi», commenta la portavoce dei rapporti istituzionali di #Italialive e presidente di Federcongressi & eventi Alessandra Albarelli.

«È stato giusto fermarsi», commenta Salvatore Sagone, portavoce dei rapporti con i media di #Italialive e presidente del Club degli Eventi e della Live Communication, secondo cui però «occorre tuttavia oggi lavorare tutti insieme per riuscire a tornare nelle piazze così come nelle location e negli spazi fieristici. Ne siamo certi: il Paese potrà ripartire e ritrovare quella carica empatica che ora manca. L'Italia tornerà a essere “live”».

C’è però da intervenire, e subito. Da qui la lettera aperta con indicazioni puntuali. Ad esempio sul fronte risorse umane con l’estensione degli ammortizzatori sociali previsti per l'emergenza Covid-19 fino al 31 dicembre e un bonus di mille euro al mese per i lavoratori autonomi, parasubordinati, occasionali e partite Iva fino a fine anno.+

Altro capitolo: il credito d’imposta pari al totale dei costi delle risorse umane per i mesi di inattività del 2020; pari al 30% dei costi delle risorse umane per il 2021; pari al 60%, degli affitti commerciali per il periodo Marzo-Dicembre 2020, cedibile ai proprietari d'immobili; pari al 50% dei costi sostenuti per prevenire il rischio biologico Covid-19 negli eventi organizzati nel periodo ottobre-dicembre 2020 e nel 2021.

Seguono tre altri punti: fiscalità e salvaguardia del patrimonio aziendale, liquidità e sostegno alla domanda.

Riguardo al capitolo fiscalità e salvaguardia del patrimonio aziendale, l’invito è quello di considerare la detassazione degli utili imponibili relativi all'anno 2019 oppure introduzione di un meccanismo eccezionale di riporto all'indietro (loss carry-back) della perdita fiscale 2020 da utilizzare in compensazione con gli utili 2019 dichiarati e tassati; sospensione dell’acconto Ires e Irap dovuto per il 2020.

Sul versante liquidità: accesso automatico senza alcuna istruttoria e immediato a finanziamenti fino ad un importo di 1 milione di euro a tasso 0% a 15 anni garantiti al 100% da Sace. o dal Fondo Centrale di Garanzia Pmi, con preammortamento di 24 mesi.

In ultimo, sul capitolo sostegno alla domanda, la richiesta è quella di un riconoscimento dei crediti d’imposta per un biennio alle aziende che investono in eventi business & consumer sul territorio nazionale; in materia di Iva, applicabilità dell'Art 7-ter del DPR 633/72 a tutti gli eventi organizzati in Italia commissionati da soggetti passivi Iva esteri.

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