’premi e concorsi

Italian Council: vincitori, costi dei progetti e mercato degli artisti

di Silvia Anna Barrilà e Francesca Guerisoli


default onloading pic
Elena Bellantoni, On the Breadline, Courtesy dell'artista

4' di lettura

L' Italian Council porta l'arte italiana nel mondo. Annunciati il 5 novembre a Roma dal ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli i dieci i progetti vincitori della IV edizione dell'Italian Council, bando internazionale a sostegno dell'arte contemporanea italiana promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie Urbane (DGAAP) . Ai progetti selezionati, che resteranno di proprietà dello Stato e andranno a incrementare le collezioni d'arte di proprietà pubblica, saranno assegnate risorse per oltre 1 milione di euro, verranno sviluppati in Italia e alcune loro parti si svolgeranno presso istituzioni straniere.

Il bando conclude il biennio 2017-2018 con un finanziamento complessivo di 3 milioni di euro per la realizzazione di 34 progetti tra circa 180 pervenuti da tutto il mondo e un coinvolgimento totale di oltre 50 paesi e prestigiose istituzioni internazionali.

L'artista Cesare Pietroiusti, da luglio presidente del Palaexpo di Roma e tra i vincitori di Italian Council, ritiene molto positiva la scelta del Ministero di istituire Italian Council: “Era una delle proposte emerse dal Forum di Prato (Forum dell'Arte Contemporanea, Prato, 25-27 settembre 2016, ndr). Ero stato uno dei promotori del Forum e la proposta numero uno emersa era proprio quella di istituire un Italian Council, un sostegno agli artisti italiani, un po' sulla scorta di quelli che hanno molti paesi esteri, come Svizzera e Gran Bretagna.”

Fotografia del laboratorio del progetto di Pietroiusti realizzata durante il laboratorio “Scuola del disegno e della pittura in assenza di talento”, Fondazione e Casa Morra, Napoli, marzo-maggio 2018, fotografia di Iacopo Seri

Il ministro ha già annunciato una nuova edizione del concorso per il 2019.

I progetti vincitori. “In questa quarta edizione del bando tre sono i progetti che hanno ottenuto il pieno punteggio (100): “Romanistan” di Luca Vitone, “The Pilgrimage” di Rä di Martino e “The School of Narrative Dance / Cape Town - The Film” di Marinella Senatore. “Penso che Italian Council sia una delle pochissime occasioni per gli artisti di essere sostenuti dal nostro Paese – dice Marinella Senatore – e che questo possa aiutare molto a dare un'immagine dell'Italia come un Paese che investe sull'arte contemporanea e sulle proprie risorse culturali e umane, cosa che non è molto chiara all'estero per una evidente discrepanza con altri Paesi, già solo in Europa”. Il progetto di Marinella Senatore, proposto dal Castello di Rivoli, è il nuovo capitolo dell'opera in progress nata nel 2013. Prevede la realizzazione di un film, tratto da una performance pubblica che si terrà a Città del Capo in occasione della personale dell'artista all' Iziko Museum , nel quale l'artista affronterà il tema delle lotte civili sudafricane partendo da canti e danze tipiche del movimento anti-Apartheid. Il progetto ha un costo di 134.724,75 euro, di cui richiesti come finanziamento 107.779,80 euro. Senatore è rappresentata dalla galleria Laveronica di Modica e le sue quotazioni vanno dai 2.500 euro per i piccoli collage fino a 60.000-70.000 euro per le video installazioni più grandi.

“Romanistan” di Luca Vitone, proposto dal Centro Pecci di Prato, consiste in un viaggio a ritroso lungo il tragitto di emigrazione del popolo Rom, dall'India nord-occidentale verso l'Europa, per sottolineare l'unità culturale di un popolo che vive in una situazione di frammentarietà. Il materiale raccolto durante il viaggio sarà utilizzato per un film, una produzione fotografica e un libro d'artista. Il costo del progetto è di 124mila euro, di cui verranno finanziati 99.200. Rappresentato dalle gallerie Pinksummer (Genova), Nagel (Berlino), Michel Rein (Parigi), Vitone ha quotazioni che vanno dai 6-8.000 euro in su.

Punteggio pieno anche per “The Pilgrimage” di Rä di Martino, proposto dalla Fondazione Volume! di Roma, un racconto video del making of di un film di fantascienza che non sarà mai realizzato, che comprenderà anche la costruzione di scenografie, costumi, oggetti di scena, frutto di una ricerca demo-etno-antropologica sulla società futuribile immaginaria protagonista del film. Il costo del progetto è di 146.100 euro, la cifra richiesta al bando è di 116.880 euro. L'artista, le cui quotazioni vanno da 3.500 euro in su per le opere fotografiche di formato 30x40 cm, è rappresentata dalle gallerie Valentina Bonomo (Roma), Monica De Cardenas (Milano), Collicaligreggi (Catania) e Copperfield (Londra).

Il progetto più costoso. Cesare Pietroiusti con il suo progetto “Un certo numero di cose” è il destinatario del finanziamento più alto: 145mila euro su un budget di 200mila. Proposto dal MAMbo di Bologna, prevede una mostra personale dell'artista che sarà suddivisa in “oggetti-anno” a partire dalla sua data di nascita. Per il 2019 l'“oggetto-anno” sarà̀ un laboratorio all'interno dello spazio espositivo, una sorta di “mostra della mostra” che entrerà a far parte della collezione del Madre di Napoli. Pietroiusti non ha una galleria di riferimento e dichiara di non avere una valutazione economica, in quanto l'ultimo lavoro l'ha venduto nel 1992 alla Gamec di Bergamo: “Il tipo di lavoro che faccio riflette molto spesso l'economia. Lavoro con la performance, con distribuzioni gratuite (come la produzione di 5.000-10.000 disegni che poi regalo), si tratta di un tipo di lavoro non vendibile”.

L'unica artista presentata da una piccola associazione. Sarà una mostra anche il risultato del progetto di Elena Bellantoni “On the Breadline”, proposto dall' Associazione Wunderbar di Roma, che prevede una serie di residenze tra Turchia e Serbia sulla via del pane alla ricerca del significato della metafora del pane nelle civiltà del Mediterraneo (a Istanbul, Belgrado, Atene e Palermo) e la realizzazione di quattro video e quattro incisioni su vinile 33 giri dell'inno “Bread & Roses” in quattro lingue.

Ritratto di Elena Bellantoni, Impero Ottomano, 2017, Courtesy l'artista e Fondazione Rossini

Le opere andranno in mostra all' Istituto per la Grafica di Roma, loro sede definitiva. Il costo è pari a 98.350 euro, di cui finanziati dal bando 78.680. Così come Cesare Pietroiusti, anche Elena Bellantoni non ha una galleria di riferimento, e gestisce in autonomia le proprie vendite (video e quadri sono intorno ai 10.000 euro). “Considero Italian Council una grande opportunità per lavorare e fare ricerca in ambito internazionale. Nel mio progetto ci sono tre paesi coinvolti, oltre all'Italia. Questo bando era l'unico modo per me per poter sviluppare un progetto di ricerca internazionale di questo tipo, che muove e fa muovere l'arte italiana.”

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...