ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùFIERE

Italian Exhibition Group, fatturato in ripresa e il bilancio riduce le perdite

La relazione semestrale della società che gestisce tra le altre cose le Fiere di Rimini e Vicenza: perdita netta ridotta a 5,6 milioni, fatturato a 72,7 milioni

di N.Am.

(IMAGOECONOMICA)

I punti chiave

  • Effetto Restart sul giro d’affari
  • Le aspettative per tutto il 2022
  • Gli effetti della guerra in Ucraina

3' di lettura

Migliorano i conti di Italian Exhibition Group, la società quotata all’Euronext Milan gestito da Borsa Italiana, attiva in Italia nell’organizzazione di eventi fieristici e congressuali grazie alle strutture di Rimini e Vicenza. Lo si ricava dalla relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2022 approvata dal consiglio di amministrazione che ha cooptato nella stessa riunione Gian Luca Brasini in sostituzione di Marino Gabellini.

La società ha chiuso il primo semestre 2022 con una perdita netta ridotta a 5,6 milioni a fronte del rosso da 26,2 milioni dello stesso periodo del 2021 in miglioramento dunque di 20,6 milioni rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente.

Loading...

In decisa crescita i ricavi mentre, segnala la società, «il settore fieristico-congressuale torna al centro delle scelte di investimento promozionale delle aziende e si avvia a tornare ai livelli pre-pandemici»: il fatturato arriva a 72,7 milioni dai 7 milioni di un anno prima: le restrizioni per la pandemia Covid-19 avevano limitato fortemente il business. L’Ebitda è pari a 3,4 milioni, in miglioramento di 17,5 milioni dal primo semestre 2021, con Ebitda adjusted (Ebitda depurato degli effetti di alcune specifiche partite di natura non ricorrente) a 5,7 milioni.

Effetto Restart sul giro d’affari

L’indebitamento finanziario netto è pari a 117,3 milioni, in aumento di 11,7 milioni da fine 2021. Se si vanno a vedere i risultati per area di attività del primo semestre 2022 si nota come il valore della produzione dell'esercizio sia in aumentato di 72,7 milioni: la variazione registrata nel periodo, spiegano dall’azienda, è frutto del fattore ripartenza del settore fieristico-congressuale che ha riguardato tutte le linee di business ed è stata positiva per 62,5 milioni di euro, definito effetto “Restart”. «Tra tutte – si legge nel comunicato – si cita lo svolgimento di eventi di primaria importanza per il Gruppo quali, Vicenzaoro January in contemporanea con TGold, Sigep e Rimini Wellness con conseguente impatto positivo anche sulla linea dei servizi correlati» i cui ricavi ammontano a 29,9 milioni, in aumento di 26,8 milioni rispetto al primo semestre 2021. «Il volume d'affari è stato superiore alle aspettative, sia per quanto concerne i servizi di allestimento sia per i servizi di ristorazione che, oltre a beneficiare della ripresa delle attività fieristico congressuale dei quartieri serviti, hanno presentato volumi in crescita anche per le attività svolte in altre location (stadi, mense, circuiti automobilistici, punti ristoro). L'incremento è dovuto all'effetto “Restart” per 23,5 milioni di euro» si legge ancora nel comunicato.

Le aspettative per tutto il 2022

Quanto alle prospettive sull’intero 2022, la società che gestisce le fiere di Rimini e Vicenza conferma i target di fatturato ed ebitda adjusted, pari rispettivamente a 139 e 13 milioni. «La partecipazione registrata durante le manifestazioni tenutesi nel primo semestre e i risultati conseguiti, sia in termini di volumi sia, soprattutto, in termini di mantenimento del pricing applicato, suggeriscono che il periodo più cupo di questa pandemia si possa considerare definitivamente alle spalle – si legge nel comunicato di Italian Exhibition Group –. Conferme delle sensazioni positive sulla ripresa del mercato domestico arrivano dalla visibilità sulle vendite degli eventi del secondo semestre: tutti gli eventi del secondo semestre sono stati confermati ed i livelli di prenotazione degli spazi risultano, alla data odierna, superiori ai livelli del precedente esercizio ed in linea o addirittura oltre le aspettative».

Gli effetti della guerra in Ucraina

Quanto alla guerra in Ucraina «e all'instabilità che sta generando in Europa in termini di approvvigionamento di materie prime ed energetiche e di instabilità dei prezzi, il gruppo - sottolinea il comunicato - sta operando con l'obiettivo di adeguare le tariffe al mutato scenario economico».

Il board ha infine avviato il programma di buyback «finalizzato a costituire un “magazzino titoli” utile per eventuali future operazioni di finanza straordinaria» da massime 400mila azioni e 1,2 milioni di controvalore.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti