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Italian Wine Brands corre ancora, focus su sinergie con Enoitalia

Dal marzo 2020 il valore delle azioni è triplicato, aggiorna i massimi storici oltre quota 37 euro

di Cheo Condina

(Dasha Petrenko - stock.adobe.com)

2' di lettura

Non si ferma il rally di Italian Wine Brands, iniziato dopo l'annuncio dell'acquisizione di Enoitalia con un rialzo complessivo di oltre il 16%. Va sottolineato che l'azione non ha di fatto subito l'impatto del Covid e il suo valore è più che triplicato da marzo 2020. Il titolo aggiorna i massimi storici oltre quota 37 euro e ad alimentare gli acquisti sono le indicazioni provenienti dalla conference call di lunedì 21 giugno sull'operazione «supportive non solo sul fronte delle sinergie da costo ma anche sul lato commerciale», sottolinea Equita.

Nel dettaglio, in termini di sinergie da costo, il management ha confermato l'opportunità di internalizzare la produzione di prosecco (già 10 milioni di bottiglie entro il 2021), con conseguenti recuperi di efficienza anche sul fronte logistico. Ciò porta Equita a confermare le stime di circa 3,5 milioni di euro di sinergie annue da costo dal 2022 (1 milione già quest'anno). In termini di sinergie da ricavi, invece, il management ha sottolineato la complementarietà della base di clientela (scarsa sovrapposizione tra gli accounts principali dei due gruppi), della presenza geografica, dell'offerta di prodotto, con l'opportunità di spingere i prodotti Iwb (in particolare vini rossi e con posizionamento più elevato) presso la clientela di Enoitalia, facendo leva anche sulle note capacità di marketing della stessa Iwb.

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Sempre dalla call, sottolinea Equita, è emerso un focus particolare sul mercato Usa, dove Enoitalia "permetterà ad Iwb di ampliare la base di clientela e le opportunità di vendita. Confermato inoltre un buon profilo di generazione di cassa della neoacquisita, con capex limitati grazie ad impianti all`avanguardia, e working capital negativo", aggiunge il broker che - incorporando l'acquisizione - alza le stime 2022 di fatturato (+93%), Ebitda (+76%) e utile netto (+58%, ovvero +37% rispetto all`utile Iwb prima del bond), con un debito/mol atteso di 1,7 volte.

Conclusione di Equita: "Miglioriamo il giudizio già positivo sul deal, incorporando maggiore visibilità grazie al potenziale di sinergie commerciali e un Wacc leggermente più basso grazie alla migliore diversificazione del business e miglior posizionamento competitivo dopo l`operazione". In numeri, il target price viene incrementato del 18% a 45 euro per azione con un P/E 2022 di 14,5 volte contro le 11,7 di oggi.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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