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Italiani bevitori di tisane: il consumo in crescita del 20%

Giro d’affari di 200 milioni di euro all’anno per chi produce infusi e camomille

di Micaela Cappellini

(AdobeStock)

2' di lettura

Italiani sempre più in cerca di relax: nel 2021 il fatturato del settore tisane, infusi e camomille ha raggiunto quota 200 milioni di euro, addirittura aumentando del 20% rispetto ai livelli pre-pandemia. I dati arrivano dall’indagine “Italiani e benessere: camomilla, tisane e infusi elisir del vivere bene” realizzata da AstraRicerche per Bonomelli (gruppo Montenegro). Lo studio conferma l'aumento della domanda nazionale di queste bevande: solo negli ultimi due anni, circa un terzo degli italiani dichiara di avere consumato in misura maggiore camomilla (31,3%) e tisane (33,8%). Il consumo di camomilla cresce anche tra i giovani, con i 25-34enni in particolare che dicono di sceglierla per il sapore, prima ancora che per il relax.

Ed è proprio il gusto, a quanto pare, il primo driver di scelta al momento dell'acquisto di queste bevande (elemento fondamentale per il 30,4%), seguito dall’efficacia (23,2%) e dalla naturalità delle materie prime (21,4%). «Dall'indagine emerge che consumare camomille, tisane e infusi rappresenta un rituale per ritrovare il benessere psicofisico - ha detto Fausta Fiumi, direttore marketing di Bonomelli - sul fronte delle tisane e degli infusi, in particolare, il nostro giro d'affari è cresciuto del 28% a valore rispetto a tre anni fa, a dimostrazione che il gusto è un elemento sempre più importante nelle scelte di acquisto, al pari della funzionalità».

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A spingere negli ultimi anni i consumi di tisane e infusi è anche la socialità: secondo l’indagine Bonomelli-AstraRicerche,queste bevande sono consumate più facilmente fuori casa e in compagnia, mentre la camomilla è più associata all'idea del relax (68,2%) e dell'aiuto al sonno (49,3%) e viene consumata a casa o da soli (per il 72% degli intervistati).

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