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Italiani sedentari, il costo sanitario del non fare sport sfiora il miliardo all’anno

Secondo il report del Forum The European House-Ambrosetti se la pratica sportiva fosse in media Ocse il Paese beneficerebbe di risparmi nel periodo 2022-2050 per 32,5 miliardi

di Marco Bellinazzo

3' di lettura

Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, la sedentarietà è causa del 9% delle malattie cardiovascolari, dell’11% dei casi di diabete di tipo 2, del 16% dei casi di tumore al seno e del 16% dei casi di tumore al colon-retto. L’Osservatorio Valore Sport promosso da The European House-Ambrosetti ha quantificato in 3,8 miliardi di euro il costo sanitario annuo della sedentarietà in Italia, inteso come somma di costi diretti e indiretti, con un’incidenza sul totale della spesa sanitaria pubblica e privata del Paese pari all’1,7%.

Promuovere lo sport

Incentivare la pratica sportiva con investimenti mirati consentirebbe di generare esternalità positive a livello sociale ed economico. Se solo l’Italia si allineasse alla media dei Paesi Ocse in termini di popolazione sedentaria (34,7%), si potrebbero essere evitati costi sanitari per 900 milioni di ogni anno. Questi dati sono stati forniti mercoledì 25 gennaio nel corso della presentazione della prima edizione del Forum “Osservatorio Valore Sport” organizzata da The European House-Ambrosetti presso la Sala Autorità dello Stadio Olimpico di Roma. «La visione dell’Osservatorio Sport al 2050 - ha sottolineato Valerio De Molli, ad di The European House – Ambrosetti - è certamente molto ambiziosa, ma riteniamo che con politiche mirate, da realizzare anche coinvolgendo tutti i vari Ministeri che governano aspetti impattati direttamente o indirettamente dallo sport, sia possibile dimezzare il fenomeno della sedentarietà nei prossimi 30 anni. Così facendo, abbiamo stimato che il Paese beneficerebbe di un risparmio cumulato di spesa sanitaria nel periodo 2022-2050 di 32,5 miliardi grazie alla prevenzione di patologie e al guadagno di salute per la popolazione e di una crescita cumulata del Pil di 134 miliardi grazie al rilancio della filiera sportiva».

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Accesso allo sport

Chi pratica uno sport, in effetti, attiva una molteplicità di filiere industriali e di servizi, dalle società e dalle associazioni che erogano direttamente il servizio sportivo ai produttori di abbigliamento, attrezzature e accessori, dagli organizzatori di manifestazioni, eventi, gare, al turismo sportivo, fino al settore dei media. Un tema importante rimarcato, tuttavia, nel report è quello dell’accessibilità allo sport. Oltre ai problemi cronici degli impianti, c’è anche una questione economica. In Italia, in media, il 10% dei cittadini non fa sport a causa di un costo troppo elevato, il 47,9% dei sedentari è in condizione di elevata vulnerabilità economica e il 30% dei bambini tra i 6 e i 10 anni non fa sport a causa della situazione economica delle famiglie.

Le due Italie dello sport

L’Osservatorio Valore Sport ha elaborato un nuovo indicatore per fotografiare la situazione nelle varie Regioni, denominato “Indice Territoriale di Accessibilità allo Sport” che si articola in 4 pilastri: disponibilità e prossimità dell'offerta sportiva; sviluppo e sostenibilità economica delle imprese nel settore delle attività sportive;accessibilità economica all'attività sportiva per le famiglie che indica quanto un consumatore sia disposto a pagare per la pratica; elementi contestuali abilitanti l'offerta sportiva e l'attività fisica, presi in considerazione per il fatto che gli stili di vita e il contesto urbano rivestono un ruolo. Al verice di questa classifica per il 2022 c’è la Lombardia, con un punteggio relativo di 8,2 su 10, seguita dalla Toscana (7,6) e dall’Emilia-Romagna (7,4). Le 8 Regioni del Mezzogiorno occupano le ultime 9 posizioni della classifica, in compagnia dell'Umbria.

Sport e Salute

«C’è un solo modo per la crescita della pratica sportiva e il benessere della Nazione: stare nelle scuole e nei territori, tra la gente - ha detto Vito Cozzoli, Presidente e Amministratore Delegato di Sport e Salute, tra i fondatori dell’Osservatorio Valore Sport -. A questo punta Sport e Salute, a questo servono soprattutto i programmi per la scuola e i nostri bandi per lo sport di tutti. Investire nello sport e nel sociale è il migliore rimedio possibile per tradurre i disvalori in valori, il disagio in coesione sociale, l'inattività e la malattia in benessere e salute, questo è l'impegno che Ambrosetti ci ha rappresentato come priorità per il futuro del Paese e con orizzonte 2050. E noi ieri abbiamo lanciato 4 bandi che investiranno quasi 16milioni e che coinvolgeranno più di 12000 associazioni di base e oltre 1milione di cittadini».

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