assicurazioni & malattie

Italiani sempre più depressi ma le polizze assicurative non coprono la patologia

di Federica Pezzatti


L'uso dei social aumenta solitudine e depressione

2' di lettura

La depressione è una nuova minaccia soprattutto in Italia dove l’utilizzo di antidepressivi è in forte aumento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima in oltre 300 milioni le persone che soffrono di depressione in tutto il globo, pari al 4,4% della popolazione mondiale, (il 12,49% degli europei).

La malattia è in forte crescita anche a causa della digitalizzazione dei processi e dei suoi impatti occupazionali che incidono sulla serenità psichica di lavoratori dipendenti e professionisti. Anche l’uso dei social è un pericolo: lo dice un recente studio condotto dall’Università della Pennsylvania che ha dimostrato, per la prima volta, che c'è un nesso di casualità tra l'utilizzo dei social media e problemi quali la depressione, l'ansia e la solitudine.

E in Italia, già oggi, circa 11 milioni di persone assumono farmaci contro la depressione, un valore di quattro volte superiore alla media europea.

GUARDA IL VIDEO: L’uso dei social aumenta solitudine e depressione

Le scoperture assicurative

Secondo l'Aiba, la principale associazione dei broker assicurativi, considerati gli stretti vincoli finanziari imposti al Servizio sanitario nazionale a causa del debito pubblico che impone peraltro una maggiore partecipazione alla spesa da parte dei cittadini attraverso i ticket, favorendo in questo modo l'incremento della spesa out of pocket dei cittadini, le assicurazioni potrebbero giocare un ruolo centrale per contenere quello che rischia di diventare un vero e proprio allarme sociale, a patto di intervenire subito per risolvere un clamoroso paradosso.

«Siamo davanti a numeri considerevoli che avranno riflessi di natura economica sempre più pesanti –, spiega Luca Franzi de Luca, presidente di Aiba –. Serve intervenire subito per contenere le conseguenze di un possibile allarme sociale. Da un lato, siamo di fronte a un trend di crescente diffusione della malattia, dall’altro le coperture assicurative offerte dal mercato tradizionale, come la rimborso spese mediche, la infortuni e l’invalidità permanente da malattia, escludono da assicurabilità tutti quei soggetti che sono portatori di malattie mentali, seppure in assenza di una diretta correlazione tra il maggior rischio derivante dal fatto che un soggetto soffra di una patologia psichica. Il mercato assicurativo oggi non esclude la malattia mentale in quanto tale ma il soggetto portatore, indipendentemente dalla correlazione del rischio esistente. Questo è molto preoccupante perché se è vero che un italiano su cinque affronta questo problema, al momento della gestione di un eventuale sinistro, potenzialmente una polizza sanitaria su cinque non ha valore».

L’Aiba si sta muovendo per sollevare il problema, cercando di stimolare un confronto attivo con gli altri protagonisti del mercato al fine di individuare soluzioni adeguate che andrebbero a sostenere l'assistenza garantita dalla componente pubblica, ridando centralità al ruolo sociale dell'assicurazione con evidenti effetti benefici anche sull'attuale scarsa propensione alla spesa assicurativa dei cittadini.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti