stili di vita

Italiani a tavola: più frutta e verdura, ma cala il tempo tra i fornelli

di Giovanna Mancini

Natale: 4,7 milioni di italiani scelgono il ristorante


2' di lettura

Molta consapevolezza ma poco tempo. In sintesi si gioca tutta qui la polarità di fattori che determina le abitudini alimentari degli italiani. Il 97% di loro ha ben chiaro che il cibo che mangiamo (e come lo mangiamo) ha un ruolo determinante sulla nostra salute. Per questo mangiano più verdure e frutta, meno sale e carni rosse o pasta e pane, che non vanno certo demonizzati ma consumati con moderazione. Eppure, cresce il numero di persone che non ha tempo per mettersi ai fornelli e preferisce mangiare fuori o farsi portare il pasto a casa o in ufficio.

Nulla di male, non fosse che spesso questa mancanza di tempo è associata a pasti consumati frettolosamente e in solitudine davanti a un computer o alla televisione. Del resto, la gran parte dei nostri concittadini ammette di “non avere tempo” per dedicarsi alla preparazione e al consumo dei pasti come vorrebbe. Da qui l’incremento rilevante del «Food Delivery», che interessa il 30,2% degli italiani.

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Da questa fotografia - scattata dall’ultimo rapporto Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) - emerge il rapido e profondo mutamento in atto nella società italiana, popolo tradizionalmente attento e sensibile alla cultura del cibo e della convivialità. Ma anche, come osserva il presidente Fipe Lino Enrico Stoppani, la crescente responsabilità in capo agli operatori del settore: «Il cambiamento dei ritmi e degli stili di vita imponendo alle nostre imprese un supplemento di responsabilità – afferma – per garantire qualità, sicurezza alimentare e salute. I ristoranti sono luoghi fondamentali per promuovere i corretti stili alimentari: il protocollo di intesa recentemente siglato da Fipe con il Ministero della Salute punta proprio a fornire al pubblico informazioni sempre più puntuali per promuovere corretti stili di vita, contrastare alcune patologie come obesità e abuso di alcol e per gestire meglio il crescente fenomeno delle allergie e delle intolleranze alimentari». Nella ristorazione, il settore dei consumi fuori casa rappresenta ormai il 36% della spesa alimentare totale, con un valore aggiunto di 43,2 miliardi di euro, mentre sono ancora in calo i consumi alimentari in casa.

LA PREPARAZIONE DEI PIATTI

Base campione 1.036 casi. Solo presso coloro che hanno dichiarato di cucinare tutti i giorni o qualche volta a pranzo o a cena. (Fonte: indagine Fipe, Format 2018)

LA PREPARAZIONE DEI PIATTI

Salutisti a parole, gli italiani lo sono un po’ meno nei fatti, come emerge dal Rapporto: cucinano il proprio pasto e lo consumano in meno di mezz’ora. Per lo più riservano alla cena il ruolo di pasto principale, trascurando il pranzo e la prima colazione. Solo il 53% degli intervistati dichiara di consumare verdure e ortaggi quotidianamente. E così la metà della popolazione adulta è sovrappeso o, addirittura, obeso, con un tasso di obesità pari all’11% (5,3 milioni di persone), cresciuto di oltre il 20% in appena dieci anni e diffuso anche tra i giovani.

IL CONSUMO DEI PASTI

(Fonte: Indagine Fipe - Format, 2018

IL CONSUMO DEI PASTI

Sono curiosi, però, gli italiani: amano la pasta e la pizza, si sa, eppure sono stati i Poke Bowls (ciotole di pesce crudo) i piatti più ordinati nel 2018 attraverso le piattaforme di Food Delivery. E nella classifica degli alimenti più ordinati troviamo anche veg meat, cucina birmana e filippina, beyond burger, curcuma e gomasio.

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