legge elettorale

Italicum, Consulta: attesa la decisione

Il presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi

3' di lettura

La decisione della Corte costituzionale sull’Italicum arriverà oggi pomeriggio. Ieri il segretario generale della Corte Carlo Visconti al termine dell’udienza pubblica e poco dopo l’inizio della Camera di Consiglio aggiornata a oggi aveva parlato di decisione attesa intorno alle 13-13.30. Ma i giudici stanno impiegando più tempo del previsto per decidere.

L'udienza pubblica per l’esame dell’Italicum è iniziata stamattina alle 9.30 in Corte Costituzionale. La Consulta è chiamata a valutare la legittimità del ballottaggio, del premio di maggioranza, dei capilista bloccati, delle multicandidature con l’opzione del candidato di scegliere in quale collegio essere eletto. I rilievi su questi aspetti sono contenuti in cinque ordinanze giunte dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Genova e Trieste. A promuovere i ricorsi un pool di avvocati: tra loro Felice Besostri, che fu già al centro dell’azione contro il Porcellum, poi dichiarato incostituzionale. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili tutti gli interventi del Codacons e degli altri cittadini elettori che chiedevano di costituirsi nel giudizio di legittimità costituzionale dell’Italicum.

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L'avvocatura dello Stato: Costituzione non vieta ballottaggio
«Non ho rinvenuto nessuna norma della Costituzione che vieta il ballottaggio: è legittimo, lo Stato deve saper scegliere». Lo ha detto questo pomeriggio nel corso della seconda parte dell'udienza pubblica sull'Italicum in Consulta, l'avvocato generale dello Stato, Massimo Massella Ducci Teri. «Il ballottaggio - ha affermato - è stato molto criticato dai ricorrenti, ma questa forma elettorale è già presente nel nostro ordinamento e molti altri Paesi lo prevedono».
L'avvocato dello Stato ha difeso anche il premio di maggioranza, spiegando che «la sentenza del 2014 sul Porcellum lo aveva dichiarato illegittimo perché in quella legge elettorale non era connesso a una soglia ragionevole di voti minimi. Nell'Italicum invece la soglia è del 40%: mi sembra arduo definirla irragionevole».

Omogeneità sistemi è compito Camere
«L'auspicio alla omogeneità tra i sistemi elettorali per Camera e Senato è assolutamente legittimo ed è un obiettivo che in qualsiasi momento il Parlamento potrà perseguire» ha detto poi nel corso dell'udienza l'avvocato Massella Ducci Teri, che si è soffermato sulle «inevitabili differenze, a partire dalla base regionale» tra i due sistemi. «All'omogeneità si può e si deve arrivare il più possibile, ma vi deve provvedere il legislatore», ha aggiunto.

Sentenza mercoledì
Tredici i giudici presenti nell'aula della Consulta: relatore è Nicolò Zanon, che ha illustrato la causa. Poi hanno iniziato a parlare gli avvocati anti-Italicum. Dopo l’intervento dell’ultimo legale l’udienza è stata sospesa ed è ripresa alle 16 perché l’Avvocatura dello stato ha diritto «di distendere le proprie argomentazioni» ha annunciato Paolo Grossi, presidente della Corte Costituzionale. L’avvocato generale dello Stato, Massimo Massella Ducci Teri difenderà l’Italicum per conto della Presidenza del Consiglio. La decisione sarà presa dopo la camera di consiglio a porte chiuse dei giudici.

Presidente Consulta chiede brevità
La giornata è iniziata con gli interventi dei legali che chiedevano di essere ammessi come parti del giudizio perché intervenienti in cause simili a quelle che hanno portato all'invio degli atti sull’Italicum alla Corte Costituzionale. Interventi punteggiati dalle raccomandazioni del presidente della Corte, Paolo Grossi, che ha più volte suggerito «brevità» e di «attenersi ai ricorsi». Grossi è stato protagonista anche di un acceso scambio con il primo degli avvocati anti-Italicum, Vincenzo Palumbo, che ha ammonito così: «Sta abusando della nostra pazienza». Un monito rivolto anche gli altri legali chiamati a intervenire nell’udienza pubblica. Grossi ha fatto due raccomandazioni: essere sintetici nelle esposizioni delle ragioni di ricorso e non riproporre le stesse argomentazioni già esposte.

Avvocato Besostri: Corte valuti uso voto fiducia
Valutare la circostanza che l’approvazione dell’Italicum avvenne col voto di fiducia. È quanto ha chiesto alla Consulta l’avvocato Felice Besostri, legale anti-Italicum, per il quale il fatto che le leggi elettorali non figurino nei regolamenti parlamentari tra quelle per cui è esclusa la fiducia, non è un elemento sufficiente. Besostri ha ricordato che il Porcellum, dichiarato incostituzionale dalla Consulta, fu usato in 3 tornate elettorali. «Questo non deve accadere più. Se le prossime elezioni dovessero essere fatte con legge incostituzionale, la democrazia sarebbe in pericolo».

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