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Italo Calvino a 100 anni dalla nascita

Il grande scrittore e intellettuale scomparve nel 1985

di Marco Onnembo

GettyImages

3' di lettura

Sono passati 100 anni dalla nascita di Italo Calvino, scrittore tra i più amati in Italia e non solo. Calvino è stato e continua a essere un punto di riferimento della cultura italiana del secondo dopoguerra, uno dei maggiori intellettuali del nostro tempo, configurandosi fin da subito come intellettuale di grande impegno politico e dai molteplici interessi letterari. Romanziere, scrittore, giornalista, figura di spicco per il suo impegno politico e civile, si interessò al mondo del teatro, del cinema, della musica, del fumetto, dell’arte.

Nato a Santiago de Las Vegas a Cuba il 15 ottobre del 1923, di origine ligure, figlio di due scienziati (il padre era agronomo, la madre biologa). Si trasferisce in Italia con la famiglia e frequenta le scuole a Sanremo. Terminato il liceo si iscrive ad Agraria, ma interrompe l’Università per evitare l’arruolamento forzato e dopo l’8 settembre si unisce alle brigate partigiane nella Brigata Garibaldi. Nel 1944 entra nel Pci e alla fine della guerra ne diventa militante attivo. Si laurea alla facoltà di lettere di Torino e nel frattempo inizia a collaborare a riviste (tra cui il Politecnico di Vittorini) e quotidiani. Entra a lavorare all’Einaudi e nel 1950 viene assunto definitivamente come redattore.

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I romanzi

Iniziano in questi anni le prime uscite dei suoi romanzi, tutti accolti con grande stima dalla critica internazionale. Nel 1964 sposa all’Avana Esther Judith Singer e l’anno successivo nasce la figlia Giovanna. Nel 1967 si trasferisce con la famiglia a Parigi per 13 anni, per poi tornare a Roma nel 1980. Scrive per il Corriere della Sera, e poi con La Repubblica fino al 1984. Nel 1980 una raccolta dei suoi saggi viene pubblicata con il titolo “Una Pietra Sopra” e nello stesso anno si trasferisce a Roma. Nel 1983 pubblica “Palomar”, una serie di racconti ricchi di “disillusa amarezza” e l’anno dopo presso Garzanti, pubblica “Collezione di Sabbia”. Nel 1985 invitato a tenere una serie di lezioni a Cambridge alla Haward University, prepara le “Lezioni Americane” che verranno pubblicate postume nel 1988. Colpito il 6 settembre da ictus, muore a Castiglione di Pescaia nella notte fra il 18 e il 19. Tra i suoi libri, una parte importante hanno avuto quelli ispirati all’esperienza della guerra come “Il sentiro dei nidi di ragno”, “Ultimo viene il corvo” e “L’entrata in guerra”. Ma anche le opere dalla struttura narrativa particolarmente originale, come le “Cosmicomiche”, “Ti con zero”, “Le città invisibili”, Il castello dei destini incrociati”, Se una notte d’inverno un viaggiatore” e il già citato “Palomar”.

“Marcovaldo”

Letture per bambini e ai ragazzi sono spesso stati considerati libri di Calvino come i racconti di “Marcovaldo”. Ma nella sua vasta produzione letteraria merita un posto d’onore proprio la trilogia “I nostri antenati” composta da “Il visconte dimezzato”, “Il barone rampante” e “Il cavaliere inesistente”, anche queste talora scambiate come letture “facili” e perciò adottate nelle scuole, ma che certamente, invece, hanno più livelli di lettura, rimanendo, come la critica riconosce, romanzi tra i più importanti (e leggibili) del secondo Novecento italiano. Tre anni dopo la sua morte, nel 1988, sono state pubblicate le “Lezioni americane” che Calvino avrebbe dovuto tenere di lì a pochi mesi all’Università di Harvard, considerate il suo testamento letterario.


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