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Italo compie 10 anni: oltre 100 milioni di viaggiatori trasportati

Dieci anni di concorrenza che hanno dato modo all’alta velocità di svilupparsi capillarmente lungo gran parte del territorio italiano

di Marco Morino

3' di lettura

Italo, la compagnia privata dell’alta velocità ferroviaria, compie 10 anni. La società (Ntv) venne fondata nel 2006 da Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Gianni Punzo e Giuseppe Sciarrone con l’intenzione di competere con i Frecciarossa di Trenitalia (Gruppo Fs)sulle linee ad alta velocità italiane, in vista della liberalizzazione del settore ferroviario voluta dall’Unione europea. Italo iniziò le operazioni il 28 aprile 2012, quando il primo treno rosso amaranto partì dalla stazione di Napoli Centrale in direzione Milano.

Gli esordi

Lo flotta iniziale di Ntv era composta da 25 treni Agv fabbricati dalla multinazionale di matrice francese Alstom negli stabilimenti italiani del gruppo (su tutti Savigliano, in provincia di Cuneo). In seguito, sul piano societario, la compagnia passò di mano e il 7 febbraio 2018 Italo fu ceduto al fondo americano Global Infrastructure Partners (fondo Gip) per 1,98 miliardi di euro. Diego Della Valle, che da un mese non faceva più parte del consiglio d’amministrazione, dirà che «è stato un errore».

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In questi 10 anni, nonostante il cambio di proprietà, Italo non ha mai smesso di crescere, contribuendo a creare quel modello italiano dell’alta velocità ferroviaria studiato e ammirato in tutto il mondo. Oggi la flotta di Italo conta ben 51 convogli. Dieci anni ricchi di avvenimenti e traguardi raggiunti: più di 100 milioni di viaggiatori trasportati, una rete che oggi vanta 53 stazioni di 48 città, 116 collegamenti al giorno e una squadra di oltre 1.400 dipendenti.

L’ampliamento della rete

Nel 2012, la Napoli-Roma-Milano, con Firenze e Bologna, era l’unica direttrice percorsa dai treni della compagnia ma, grazie alla ferma volontà degli azionisti e del management, Italo ha intrapreso un ambizioso percorso di crescita. Negli anni ha ottenuto l'ingresso in scali ferroviari italiani importanti come Roma Termini, Milano Centrale, Torino Porta Nuova e Verona Porta Nuova, a cui si sono aggiunte fermate strategiche lungo tutto il network (Salerno, Venezia, Reggio Emila, solo per fare alcuni esempi) e nel 2017, a soli 5 anni dall'avvio del servizio, sono arrivati gli Italo Evo (evoluzione della storica famiglia dei Pendolino, sempre prodotti da Alstom).

L’impatto della pandemia

Nel 2020 il settore dei trasporti è travolto dall'arrivo della pandemia. Italo, a causa delle limitazioni agli spostamenti tra le diverse regioni, ha attraversato un periodo molto complicato, obbligato praticamente ad azzerare la propria offerta.

Per fronteggiare l'emergenza e garantire massima tutela a passeggeri e dipendenti, la società ha investito prontamente per rendere i propri treni best in class in sicurezza. Tra le varie misure, spicca l'installazione dei filtri Hepa: Italo è il primo treno al mondo ad avere gli stessi filtri degli aerei che garantiscono ricambio continuo e costante d’aria. Nello stesso periodo, l’azienda è rimasta accanto ai dipendenti, incrementando la formazione loro dedicata, per accrescerne le competenze ed essere pronti alla ripartenza.

Obiettivo Mezzogiorno

Nonostante le difficoltà e la riduzione del traffico sulle direttrici più gettonate prima della pandemia, Italo ha deciso di scommettere sul futuro, incrementando e diversificando il network, iniziando così ad espandersi al Sud, servendo una zona del Paese con grande domanda di trasporto ferroviario di qualità.

Sono stati inaugurati i collegamenti per la Calabria ed il Cilento, mentre la scorsa estate i convogli Italo sono approdati in Puglia, a Caserta e a Benevento. Una scelta premiata dal mercato, che ha dato riscontri positivi, tanto da indurre Italo a confermare queste fermate in ogni stagione dell’anno. Da pochi mesi è stata invece introdotta la linea che collega Genova a Milano, Roma e Napoli, unendo aree strategiche del Paese.

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